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Dietologica

Eva, il Serpente e la Mela Candita

Archivio per la tag 'peso'

A tre anni già pensano di voler perdere peso

Quasi la metà delle bimbe tra i tre e i sei anni è preoccupata del proprio peso e una su tre vorrebbe cambiare qualcosa del proprio aspetto.

Lo sostiene uno studio condotto dalla University of Central Florida (Usa) pubblicato sul British Journal of Developmental Psycology. Delle 121 bambine prese in esame, il 31% aveva dimostrato una seria preoccupazione per il proprio aspetto e il 18% si era detto mediamente preoccupato.

Secondo gli esperti questa ossessione per la bellezz afisica è legata alle immagini trasmesse dalla tv.

La dieta rende nervosi?

Questa mattina leggevo di una ricerca che mi ha lasciata perplessa, non riuscivo a capire se fosse una enorme stupidaggine o se qualcosa di vero c’era. Lascio a voi il giudizio:

Che la dieta renda irritabili è cosa nota,  ma uno studio pubblicato dal Journal of Consumer Research ne ha dato la prova scientifica con alcuni esperimenti che, ad esempio, hanno provato che chi sta cercando di controllare il peso preferisce film violenti.

Il test effettuato dai ricercatori della Northwestern university ha chiesto a un gruppo di persone di scegliere tra mangiare una mela o una barretta di cioccolato, e poi di guardare un film. Quelle del primo gruppo hanno preferito pellicole piu’ ‘forti’, dove si parlava di rabbia e vendetta. In un altro esperimento le persone a dieta hanno mostrato di preferire campagne pubbliche improntate sulla paura, ad esempio una che chiedeva più fondi per la lotta ai criminali, rispetto ad altre che suscitavano sentimenti di tristezza.

Infine, un gruppo di persone che aveva scelto uno snack dietetico invece di uno meno sano si è mostrato più irritabile nei confronti di alcuni messaggi pubblicitari.

“La ricerca ha dimostrato che chi sta cercando di controllarsi riguardo al cibo è  più suscettibile – scrivono gli autori – e bisognerebbe tenerne conto nelle campagne contro l’obesità, scegliendo messaggi più positivi”.

Le discriminazioni sul peso peggiorano lo stato di salute

La discriminazione verso le persone obese contribuisce a peggiorare il loro stato di salute. Lo afferma una ricerca pubblicata dalla rivista Social Psychology Quarterly, secondo cui un terzo di chi ha problemi di peso percepisce uno stigma dalla società. I ricercatori della Purdue university hanno studiato 1.500 persone tra i 25 e i 74 anni d’età, seguendole nel 1995 e nel 2005 con domande sul loro stato di salute e sul loro peso.

“Come ci si poteva aspettare – scrivono gli autori – le persone obese nel 1995 avevano condizioni di salute molto peggiori dieci anni dopo, ma abbiamo notato differenze tra quelli che si sentivano discriminati e quelli che non lo erano”. Secondo lo studio l’11 per cento delle persone moderatamente obese e il 33 per cento di quelle gravemente obese avevano ricevuto discriminazioni.

Questi ultimi hanno mostrato il peggioramento piu’ ampio delle abilita’ funzionali, come la capacita’ di fare le scale o di portare la spesa, che sono indicative dello stato di salute.

L’80% delle donne si sottopone alla chirurgia bariatrica per dimagrire

Sono le donne, circa l’80% le persone che maggiormente ricorrono alla chirurgia per perdere peso, in particolare tra i 30 e i 40 anni.

E’ quanto emerge dalla conferenza di presentazione dell’Obesity Day, la campagna per la prevenzione dell’obesità’ promossa dall’Adi – Associazione italiana di dietetica e nutrizione clinica che si terrà il 10 e l’11 ottobre in tutta Italia nei centri Adi.

”Negli anni passati l’obesità’ era concentrata nella categorie sociali con minore disponibilità economica – spiega Pierluigi Marini, direttore dell’Unità operativa complessa di Chirurgia endocrina e bariatrica del San Camillo Forlanini di Roma, mentre oggi l’epidemia sta abbracciando trasversalmente tutte le classi sociali”.

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Sono di aiuto le pedane vibranti se si vuole perdere peso?

pedanaAvranno convinto le urla dei venditori o le modelle, molti di noi hanno acquistato uno dei must delle televendite italiane: la pedana vibro-massaggiante. Nessuno si era però preso il cruccio di accertarne l’efficacia: adesso uno studio presentato durante l’European Congress on Obesity afferma che, se accompagnate da una dieta equilibrata, la pedana vibrante contribuirebbe a smaltire i chili di troppo, specie nella zona addominale.

L`equipe belga ha seguito quattro gruppi di persone obese per un anno. Al primo è stata somministrata una dieta ipocalorica; al secondo la stessa dieta, ma accompagnata da ciclismo, corsa, aerobica o step; il terzo ha abbinato alla dieta l’uso della pedana vibrante anziché gli esercizi; il quarto gruppo non ha invece modificato le proprie abitudini.

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TweetWhatYouEat, il social di Tweet per chi è a dieta

tweetMangiare bene ed equilibrato, tenendo sotto controllo l’apporto calorico dei cibi e delle bevande consumate: “TweetWhatYouEat” (“Dì ciò che mangi”), la nuova applicazione del social network Twitter è in grado di contare le calorie introdotte dai cibi e dalle bevande consumate e quelle spese con l’attività fisica svolta, e che segnala quando si è andati oltre il fabbisogno calorico giornaliero mediamente consigliato in base all’età e al peso.

Una “social dieta” che aiuta chi si iscrive a tenere sotto controllo quello che mangia, conoscendone l’esatto apporto nutrizionale, e a confrontarsi – e farsi forza – con gli altri partecipanti attraverso il forum. Si comincia scrivendo il proprio peso e il peso che si vuole raggiungere: fondamentale per la riuscita della dieta, ovviamente, la veridicità delle dichiarazioni.

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Io ero una bambina grassa…questa è la mia storia

Vi ricordate il sito americano che raccoglie storie di adulti che sono stati bambini grassi?chubby2

Eccovi un’altra storia:

“La scuola è stata la parte migliore e la peggiore della mia vita. Ho trent’anni e ci vado ancora cinque volte a settimana, ma stando dall’altra parte della cattedra. Ho imparato il mio valore a casa. Sono stata educata ad essere forte, intelligente ed indipendente. Sono stata educata ad essere magra. Non lo sono. La scuola ha preso tutto ciò che c’era di buono in me, e l’ha schiacciato in un piccolo banco. Immaginate di essere alti e grassi e di occupare tre posti a sedere nel pulmino della scuola. Posso a malapena tenerci le gambe quando sono da sola. I banchi con le sedie attaccate sono sempre stati un incubo. Nemmeno quando andavo alle medie non sono mai entrata nel posto abbastanza bene. I piccoli armadietti e le piccole divise non mi rendevano felice. L’anno in cui decisi di giocare a pallacanestro, Continua..

Io ero una bambina grassa…questa è la mia storia

Vi ricordate il sito americano che raccoglie storie di adulti che sono stati bambini grassi?chubby2

Eccovi un’altra storia:

Essendo una bambina grassa, venivo presa in giro in classe, sui campi da gioco, soltanto camminando in un negozio, ma le parole più dolorose venivano dalla mia famiglia. Io non ho mai capito veramente il pensiero di mia madre, dato che anche lei era sovrappeso, ma lei riservò nei miei confronti le parole più severe e dolorose che io abbia mai ricevuto.

Ho dei ricordi in cui ero seduta sul pavimento del salotto a guardare i cartoni animati del sabato mattina, e poi mia madre entrava nella stanza. Potevo percepire il suo sguardo fisso su di me, con odio e disgusto, prima del suo criticarmi impietosamente: “Sei così grassa. Non sarei sorpresa se tu morissi di un attacco di cuore prima di compiere 15 anni.”

Tuttavia lei non poteva limitarsi a dirmi solo quello. Quando il mio corpo divenne troppo grande per entrare in un paio di pantaloncini li diede alla mia magra sorella maggiore e mi disse che li avrebbe tenuti per un un pò, ma alla fine mia sorella li tenne per sempre. In un’altra occasione, quando avevo nove anni, volevo giocare a softball per la mia scuola, così quando parlai a mia madre della possibilità di provarci, mi fu detto che la compagnia che faceva le uniformi non ne produceva della mia taglia. Ricordo che sentii mia madre che parlava con mia zia, ridendo di me e dicendo:

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L’accumulo di peso apre le porte a tumori e malattie cardiocircolatorie

ADIPOSITàPotrebbe essere un motivo molto convincente: ogni chilo accumulato in età adulta riduce del 5% le possibilità di una donna di invecchiare senza ammalarsi.

La notizia arriva dai ricercatori dell’Università di Warwick e dell’Harvard public school di Boston (Usa), che hanno condotto un’analisi sui dati raccolti da uno studio effettuato su 120 mila infermiere a partire dal 1976.

In sostanza quando si arriva alla mezza età, l’accumulo di peso non è più solo una questione estetica, ma diventa un fattore di rischio per la salute, perché apre le porte a tumori e malattie cardiocircolatorie. Fondamentale, dunque mantenersi in forma dai 20-30 anni.

La fobia delle verdure

A Vicki Larrieux, un ragazzo 22enne inglese, se mette su peso, gli si può dire di tutto tranne di mangiare più verdure.

La sola vista di foglie di lattuga o piselli gli provoca sudorazione e crisi di panico. Come risultato di questa fobia, mangia solo carne, patate, pasta e qualche mela occasionale.

E’ una condizione abbastanza rara e il trattamento consiste nella ri-programmazione psicologica per controllare la risposta ansiosa alla vista delle verdure.

Solo per divertimento, qui ci sono le 4 fobie più insolite:

1. Consecotaleophobia – Paura delle bacchette
2. Paraskavedekatriaphobia – Paura di Venerdì 13
3. Arachibutyrophobia -  Paura che il burro di arachidi si attacchi sotto il palato nella bocca
4. Peladophobia – Paura della gente calva

[Via Telegraph]