Logo

Dietologica

Eva, il Serpente e la Mela Candita

Archivio per la tag 'obesità'

Scoperto il gene dell’obesità

Alcuni ricercatori britannici hanno scoperto un gene legato a diabete e colesterolo che funge da “interruttore generale” per il controllo di altri geni presenti nella massa grassa dell’organismo. Gli autori dello studio, pubblicato sulla rivista “Nature Genetics“, ritengono che la scoperta possa contribuire alla ricerca di una cura per le patologie legate all’obesità.

Secondo i ricercatori, infatti, dal momento che il grasso svolge un ruolo importante nella suscettibilità delle persone alle malattie del metabolismo, come obesità, cardiopatie e diabete, il gene che le regola dovrebbe essere l’obiettivo dei farmaci somministrati nella cura di tali patologie.

L’Obesità è contagiosa? Solo questo ci mancava per fare discriminazione

L’obesità è contagiosa: frequentare persone in sovrappeso aumenta il rischio di diventare, a propria volta, fuori forma. È quanto emerge da uno studio pubblicato su American Journal of Public Health dai ricercatori dell’Arizona State University di Tempe (Usa), secondo cui chi ha problemi di peso tende a influenzare “in negativo” le persone che lo circondano.

Nel corso della ricerca gli esperti hanno confrontato l’indice di massa corporea di 101 donne con quello dei loro amici e familiari (812), rilevando che il rischio di obesità risultava maggiore nei soggetti che frequentavano persone in sovrappeso.

Secondo gli studiosi sono tre le ipotesi in grado di spiegare questo fenomeno: gli amici possono condividere abitudini alimentari e passatempi “nocivi”; frequentare individui obesi porta a ritenere il sovrappeso “normale”; o, infine, chi ha problemi di linea può esercitare una “sottile pressione psicologica” sugli altri affinché raggiungano il loro stesso peso.

“Se siamo in grado di comprendere il modo in cui l’obesità si diffonde tra i membri di un nucleo familiare e tra gli amici – spiega Daniel Hruschka, che ha guidato lo studio – possiamo anche capire dove focalizzarci per combatterla”.

L’obesità in una molecola del cervello

Una molecola nel cervello potrebbe essere una delle cause scatenanti dell’obesità e del diabete di tipo 2. Lo afferma uno studio pubblicato dalla rivista Journal of Neuroscience, secondo cui a provocare queste patologie è la modifica di una serie di segnali regolatori da parte dell’ipotalamo.

Lavorando con topi diabetici e obesi i ricercatori della Yeshiva University hanno dimostrato che un eccesso della disponibilita’ di cibo provoca una sovrabbondanza della proteina chiamata Txnip, che interagisce con le cellule dell’ipotalamo.

“Il nostro studio dimostra che questa molecola fornisce un link tra la percezione delle sostanze nutritive da parte del cervello e la crescita di peso e massa grassa – ha spiegato l’articolo – l’iperglicemia causa un eccesso di Txnip nell’ipotalamo, che a sua volta contribuisce in diversi modi, dalla diminuzione del consumo di energia alla riduzione dell’efficienza con cui i grassi vengono bruciati, all’obesità”.

La ricerca, secondo gli autori, potrebbe dar vita a nuove terapie. “Se si riuscirà a bloccare l’eccesso della proteina – hanno concluso – si potrebbe prevenire sia l’aumento di peso che l’insorgenza del diabete”.

L’obesità dei bambini è la dieta sbagliata delle mamma in gravidanza

Un quarto dei casi di obesità tra i bambini potrebbe essere dovuto a una dieta sbagliata delle mamme durante la gravidanza. Lo ha dimostrato uno studio pubblicato dalla rivista ‘Diabetes’, secondo cui il regime alimentare può modificare l’espressione di alcuni geni nel nascituro.

Lo studio internazionale, guidato dall’università di Southampton, ha cercato nel sangue del cordone ombelicale delle mamme dei ‘markers epigenetici’, e ne hanno trovati in abbondanza nelle mamme con una dieta ricca in carboidrati e zuccheri. “Quello che ci ha stupito”, ha commentato Keith Godfrey, uno degli autori, “è che un quarto delle obesità riscontrate nei figli può essere spiegato da questo fenomeno”.

La differenza principale trovata dagli esperti è nel gene Rxra che regola i recettori della vitamina A, a sua volta coinvolta nel metabolismo dei grassi: “Spesso si fanno raccomandazioni alle future mamme sulla dieta – ha concluso l’esperto – ma forse è il caso che la questione salga nell’agenda delle priorità dei medici”.

Con il sovrappeso aumenta il rischio di cancro al seno

E’ risaputo che essere in soprappeso aumenta il rischio di tumore al seno determinato dall’elevata quantità di estrogeni, ma una recente ricerca ha dimostrato che coi chili di troppo aumenta anche il rischio di carcinoma al seno triplo negativo, un tipo di cancro meno comune ma molto più letale.

I ricercatori americani che hanno condotto lo studio hanno scoperto che il rischio di sviluppare questo tipo di tumore al seno, che rappresenta il 10-20% dei casi, è maggiore del 35% nelle donne in soprappeso.

Bimbi obesi se la mamma lavora

Non bastavano i sensi di colpa perchè si deve “parcheggiare” il figlio al nido, dalla baby sitter o, se si è fortunati, dai nonni.

Non basta lavorare 8 ore al dì, fare le code in auto, scapicollarsi per spesa, pulizie, lavatrici, panni da stirare.

Non basta portare i bimbi a fare sport, lanciandoli dall’auto e sentendosi in colpa per non vedere le loro performance in piscina, giocare con loro, fargli fare i compiti, leggere loro un libro e preoccuparti del loro stato psico-fisico!

Non contiamo il tempo che una madre dovrebbe dedicare allo sport (vuoi non essere in forma alla tua età?!?), al cinema (vuoi non conoscere l’ultimo film che ha spopolato al botteghino), alle notizie politiche (vuoi non essere in grado di commentare le ultime indiscrezioni sul politico di turno alla macchinetta del caffè?!?), al parrucchiere (oddio da quando è madre ha una ricrescita, quella!!!)

No, oltre a tutto questo, oltre alla mancanza di sonno e tempo e libertà, oltre ai sensi di colpa “classici” ci si aggiunge pure questo: i bimbi sono obesi se la mamma lavora.

I ricercatori della Cornell University, dell’American University e della Chicago University hanno pubblicato una ricerca che sembra dimostrare che il BMI (rapporto tra peso e altezza) dei bimbi è direttamente proporzionale al tempo in cui una madre ha lavorato durante la sua infanzia.

Sembra che più che nella mancanza di sport o nel tempo passato davanti a tv o videogiochi, la causa sia da ricercarsi nell’utilizzo di piatti pronti e l’utilizzo di fast food.

Visto che il 70% delle madri in America lavora sembra importante per i ricercatori mettere l’accento su cibi pronti, ma salutari e di educare i genitori che lavorano riguardo alle strategie per preparare pasti nutrienti nonostante i loro impegni.

Quindi da oggi mamme, anzichè andare a letto alle 23.30 e svegliarvi alle 6.30, andate a letto a mezzanotte e mezza per preparare la cena di domani, dormirete ancora meno, ma forse i vostri figli saranno un pò meno grassi!!!

Bevande alcoliche e obesità

Chi ama molto consumare bevande alcoliche e non può farne a meno è, oltre che a rischio alcolismo, anche a rischio obesità: a sostenere il collegamento sono i ricercatori della Washington University School of Medicine di St. Louis (Usa), secondo cui la relazione non dipende dalle calorie assunte dall’organismo attraverso le bevande alcoliche, che comunque fanno ingrassare, ma dai cambiamenti occorsi nell’alimentazione negli ultimi anni e dall’interazione di questi con i centri di ricompensa del cervello.

Gli attuali cibi, diversi da quelli degli anni ’80, avrebbero più presa sui centri di ricompensa del cervello, e nei soggetti già predisposti alle dipendenze – come le persone a rischio alcolismo – questo potrebbe significare aver bisogno di mangiare di più per trovare maggiore soddisfazione, portando quindi a un maggior rischio-obesità.

Continua..

Novità nella cura di patologie invalidanti come il diabete e l’obesità

Svelati i meccanismi di connessione tra obesità, diabete e aterosclerosi. La notizia arriva dal IV Congresso Sio – Lazio (Società italiana di obesità), in corso a Viterbo. Saverio Cinti, direttore dell’Istituto di Anatomia dell’Università Politecnica delle Marche, autore della lectio magistralis ‘Basi scientifiche per un laboratorio di medicina traslazionale’, parla dei suoi studi, che aprono a importanti novità per la cura di patologie invalidanti come il diabete, appunto, e l’obesità.

“Abbiamo osservato”, ha spiegato Cinti, “fenomeni infiammatori del tessuto adiposo che determinano un ostacolo alla normale funzione dell’insulina, interferendo con i suoi recettori e determinando da un lato l’aumento della sua produzione e dall’altro un innalzamento del livello di glucosio nel sangue. Si passa, dunque, da un situazione di sovrappeso, che ancora non è  una patologia -ma può rappresentare un problema solamente estetico- al diabete. Il confine è  molto sottile e si concretizza in pochi centimetri di grasso addominale in più”.

Continua..

Bambini obesi con le arterie degli adulti

Le arterie degli adolescenti obesi somigliano a quelle dei quarantenni. La sentenza arriva da uno studio canadese condotto su 63 bambini intorno ai 13 anni di età. Il team dell’Hospital Children British Columbia di Vancouver ha trovato nei piccoli segni di indurimento dell’aorta grazie all’uso dell’ecodoppler.

I segnali di una aterosclerosi precoce, anticamera di infarto e ictus, sono stati definiti dai ricercatori canadesi una spia ‘silenziosa’ del rischio futuro. Infatti, gli altri esami sullo stato di salute dei bambini, come la misurazione della pressione e il livello di colesterolo, non sono risultati diversi da quelli di 55 loro coetanei normopeso. Lo studio è stato presentato durante il Canadian Cardiovascular Congress.

Continua..

Attenzione ai “rimedi naturali” contro l’obesità

Attenzione ai rimedi ‘cosiddetti’ naturali contro l’obesità, soprattutto se acquistati su Internet. L’allerta viene da un articolo pubblicato dal British Journal of Clinical Pharmacology, che descrive 66 casi di problemi gravi di salute causati da questi pseudo farmaci a Hong Kong.

I ricercatori hanno analizzato gli 81 prodotti assunti dai pazienti, di cui uno è morto, trovando sia sostanze proibite, sia prodotte senza licenza, sia usate in modo inappropriato, come ad esempio gli ormoni tiroidei. “Alle persone piace pensare che questi siano rimedi ‘naturali’ e quindi sicuri – hanno scritto i ricercatori – ma non tutti gli agenti naturali sono privi di rischio, inoltre spesso questi farmaci contengono anche sostanze sintetiche potenzialmente pericolose”.

Secondo l’articolo il problema non riguarda solo Hong Kong, ma tutto il mondo, sia perchè questi farmaci sono esportati in paesi che non hanno molti controlli sia perchè sono ampiamente reperibili su Internet.