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	<title>Dietologica &#187; lettera from ana</title>
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	<description>Eva, il Serpente e la Mela Candita</description>
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		<title>Lettera da Ana (parte I)</title>
		<link>http://www.dietologica.it/2009/03/lettera-da-ana-parte-i/</link>
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		<pubDate>Tue, 10 Mar 2009 07:48:29 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Giuliana Lombardo</dc:creator>
				<category><![CDATA[Anoressia]]></category>
		<category><![CDATA[Disturbi del comportamento alimentare]]></category>
		<category><![CDATA[come diventare anoressica]]></category>
		<category><![CDATA[dismorfofobia]]></category>
		<category><![CDATA[lettera from ana]]></category>
		<category><![CDATA[pro ana thinspo fatspo]]></category>

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			<content:encoded><![CDATA[<!-- Start Shareaholic LikeButtonSetTop Automatic --><!-- End Shareaholic LikeButtonSetTop Automatic --><p style="text-align: justify;"><img class="size-thumbnail wp-image-3027 alignright" title="prothinspo1" src="http://www.dietologica.it/wp-content/uploads/2009/03/prothinspo1-150x150.jpg" alt="prothinspo1" width="150" height="150" />Sul web gira tra i siti ed i blog <a href="http://www.dietologica.it/2009/01/se-cerchi-pro-ana-incontri-pro-thinspo/" target="_blank">pro ana</a>, <a href="http://www.dietologica.it/2009/01/se-cerchi-pro-ana-incontri-pro-thinspo/" target="_blank">thinspo </a>e fatspo una lettera da parte di ana, la vostra cara &#8220;amica-nemica&#8221; <a href="http://www.dietologica.it/2009/01/cose-lanoressia/" target="_blank">anoressia</a>, sono rimasta agghiacciata quando l&#8217;ho letta, come si fa a scrivere una lettera del genere? Con che coscienza l&#8217;autore manda volontariamente messaggi così terrificanti? E come possono le ragazzine amare una malattia che lancia tali messaggi di autodistruzione?</p>
<p style="text-align: justify;">Questa è la lettera originale, con l&#8217;aggiunta di un&#8217;analisi critica delle varie parti data da mie considerazioni personali:</p>
<blockquote>
<p style="text-align: justify;">Permettimi di presentarmi. Il mio nome, o quello datomi dai cosiddetti &#8220;medici&#8221;, è Anoressia. &#8220;Anoressia Nervosa&#8221; è il mio nome per esteso, ma tu puoi chiamarmi Ana. Possiamo diventare auspicabilmente grandi socie.</p>
</blockquote>
<p style="text-align: justify;">Già con questa introduzione l&#8217;autore, che sa che sta per mandare messaggi autolesionistici, mette le mani avanti con l&#8217;intento di screditare la categoria dei medici, il cui lavoro è quello di diffondere il benessere psico-fisico in tutte le persone. E cerca di accattivarsi i lettori con un tono di vittimismo in quanto &#8220;non si sente capita dai medici&#8221;, con tono confidenziale &#8220;chiamami <a href="http://www.dietologica.it/2008/11/troppe-ragazzine-parlano-di-anoressia-sul-web/" target="_blank">Ana</a>&#8221; e con la promessa di un qualcosa di grande.</p>
<blockquote>
<p style="text-align: justify;">In passato avrai appreso che tutti i tuoi insegnanti e i tuoi genitori hanno parlato di te come &#8220;così matura&#8221;, &#8220;intelligente&#8221;, con &#8220;così tanto potenziale&#8221;. Domanda: questo ti basta? Assolutamente no! Non sei perfetta, non fai abbastanza fatica, più avanti non potrai più perdere il tuo tempo a pensare, a parlare con gli amici e a disegnare! Tali atti di indulgenza non saranno permessi in futuro.</p>
</blockquote>
<p style="text-align: justify;">Da qui inizia il lavaggio del cervello con lo scopo di creare un complesso di inferiorità e sensi di colpa in 3 passaggi: chi legge inconsciamente è convinto che qualcun&#8217;altro, dall&#8217;altro lato, gli stia dicendo un qualcosa, per cui in questo caso la malattia diventa un qualcosa di reale impersonificandosi in qualcuno che attraverso questa frase : 1) si immedesima in noi stessi creando empatia, 2) mette in discussione tutte le tue sicurezze, la tua autostima, create proprio grazie al riconoscimento delle tue qualità da parte dei tuoi genitori e dei tuoi insegnanti, chiedendoti &#8221;ti basta?&#8221;, 3) uccide la tua autostima ammettendo con tono sicuro &#8220;non sei perfetta&#8221; ed in questo modo ti rende fragile </p>
<blockquote>
<p style="text-align: justify;">I tuoi amici non ti capiscono. Non sono imparziali. In passato, quando l&#8217;insicurezza ha rosicchiato tranquillamente la tua mente, e tu hai chiesto loro: &#8221; Ti sembro &#8230; grassa?&#8221;, ti hanno risposto &#8221; Oh no, certo che no! &#8221; e sapevi benissimo ti stavano mentendo! Solo io dico la verità.</p>
</blockquote>
<p style="text-align: justify;"><span id="more-2979"></span>In questo modo <a href="http://www.dietologica.it/2008/12/diario-di-unanoressica/" target="_blank">Ana</a> cerca il tuo consenso facendoti capire &#8220;non ti preoccupare, sono qui per aiutarti, sono la tua unica amica sincera su cui puoi fare affidamento&#8221;</p>
<blockquote>
<p style="text-align: justify;">I tuoi genitori figuriamoci! Sai che ti vogliono bene e che a loro importi, ma questo è il loro ruolo, e sono obbligati a svolgerlo. Ora ti rivelerò un segreto: nel loro io più profondo, sono delusi da te. La loro figlia, quella con tante potenzialità, si è trasformata in una ragazza grassa, pigra e immeritevole. Ma sono qui per cambiare tutto questo.</p>
</blockquote>
<p style="text-align: justify;">Con questa frase si ritorna all&#8217;empatia per rinforzare la tua fiducia e si crea un potenziale delirio generando pensieri non veritieri, ma di &#8220;possibile&#8221; (anche se di poco probabile) esistenza.</p>
<p style="text-align: justify;">Altra frase di rinforzo per il convincimento, per rafforzare il lavaggio del cervello già iniziato.</p>
<blockquote>
<p style="text-align: justify;">Guardati con sgomento nello specchio. Sollecita e scaccia il grasso che è là e sorridi quando sporgeranno le ossa. Sono io che faccio questo, perché da ora i miei pensieri e i tuoi sono fusi insieme come fossero uno. Ti seguo durante il giorno. A scuola, quando la tua mente vaga, ti dò qualcosa a cui pensare. Riconta le calorie della giornata. Sono troppe.</p>
</blockquote>
<p style="text-align: justify;">Ecco che ha inizio la <a href="http://www.dietologica.it/2009/01/porto-la-40-eppure-mi-vedo-grassa/" target="_blank">dismorfofobia</a>. Se la malattia, con i primi passaggi, è riuscita a renderti emotivamente fragile ed insicura può finalmente prendere possesso della tua mente ed il sopravvento sul tuo corpo attraverso <a href="http://www.dietologica.it/2008/02/i-disturbi-dellimmagine-corporea/" target="_blank">ossessioni dismorfofobiche</a>. Stupida se ci caschi!</p>
<blockquote>
<p style="text-align: justify;">Riempio la tua mente con pensieri sul cibo, sul peso, sulle calorie e cose che a pensarle danno sicurezza. Perché ora, sono già dentro di te. Sono nella tua testa, nel tuo cuore e nella tua anima.</p>
</blockquote>
<p style="text-align: justify;">E&#8217; un modo per compensare la fragilità emotiva e l&#8217;insicurezza che si è creata durante le prime fasi del &#8220;lavaggio del cervello&#8221;. Compensando i vuoti con altri pensieri la malattia si rende, quindi, stabile e definita perchè &#8220;dà serenità&#8221;. In questa fase il lavaggio del cervello è completato, la persona non solo si è convinta delle false credenze autoindotte, ma sente anche il bisogno di aggrapparsi alla malattia, di mettere in pratica queste sue nuove credenze, per sentirsi bene, per colmare il vuoto e l&#8217;insoddisfazione emotiva che si è creata.</p>
<p style="text-align: justify;">Continua&#8230;</p>
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