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Dietologica

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L’indice glicemico: variazioni e calcoli

L’indice glicemico non è un valore assoluto e stabile.

Varia a seconda di alcuni fattori quali la cottura e l’associazione con altri alimenti.

Se un cibo viene bollito o fritto, l’indice glicemico aumenta. Lo stesso dicasi di cibi molto cotti. E’ il caso della pasta al dente o molto cotta, l’indice glicemico varia.

Cambia inoltre a seconda dei cibi associati, ma questo vale un pò per tutti i cibi: cibi grassi e proteine ne rallentano l’assorbimento a livello intestinale (come per tutti i cibi) e quindi l’indice glicemico viene ridotto.

E’ quindi difficile Continua..

Indice glicemico

Si parla tanto dell’indice glicemico, che ogni tanto viene citato in varie diete, ma che cos’è in realtà l’indice glicemico?diagramma

L’indice glicemico misura la capacità di un determinato glucide di alzare la glicemia dopo il pasto rispetto a uno standard di riferimento che è il glucosio puro.

La glicemia è la quantità di «zucchero» (in realtà di glucosio) contenuta nel sangue. A digiuno la glicemia è di circa 1g di glucosio per litro di sangue.
Ma se si assume un glucide, questo si trasforma con la digestione in glucosio e ciò si traduce con un aumento della glicemia.

Il livello della glicemia nel sangue è estremamente importante rispetto all’aumento o alla perdita di peso, secondo molti studi. La glicemia che compare dopo la digestione, infatti, induce la secrezione di un ormone, l’insulina che, in funzione della sua importanza, è in grado di scatenare o meno il processo di aumento del peso.

Dallo “sbalzo glicemico” cioè un eccesso di glucosio introdotto con la dieta,
eccesso di insulina ed ipoglicemia reattiva, il corpo si protegge producendo un ormone controinsulare: il cortisolo. Questo ormone di emergenza ripristina rapidamente la glicemia, catabolizzando i muscoli, bloccando il testosterone, e, purtroppo, salvaguardando il grasso.
Risultato: Continua..

Maggiori rischi di cardiopatie coronariche con diete ad alto indice glicemico

Secondo uno studio pubblicato su Archives of Internal Medicine nei giorni scorsi, le diete con un elevato indice glicemico, quindi ricche di carboidrati raffinati, sembrano essere associate a maggiore rischio di sviluppare cardiopatie coronariche.

A Milano, Sabina Sieri della Fondazione IRCCS Istituto Nazionale dei Tumori e i suoi colleghi, hanno studiato un campione di 47.749 italiani adulti, 15.171 uomini e 32.578 donne e hanno notato che Continua..

La dieta Montignac

Questa dieta fonda i suoi principi sul fatto che l’obesità è causata dall’eccessiva produzione di insulina dovuta ad un’elevata ingestione di cibi con indice glicemico elevato.

Il suo autore, Michel Montignac, realizzò questa dieta basandosi sui lavori pubblicati fino agli anni 80 e da evidenze scientifiche avvalorate da medici e ricercatori e da lui stesso provate.

La dieta consta di due fasi:

Fase 1: Dimagrimento

Oltre ad un’oculata scelta di cibi proteici e grassi, la dieta prevede la sola assunzione di carboidrati con un indice glicemico inferiore o uguale a 35.

Questo per favorire la lipolisi ed inibire la lipogenesi, cioè per favorire la perdita di massa grassa ed inibirne la formazione.

Fase 2: Stabilizzazione e prevenzione

In questa fase vengono introdotti tutti gli alimenti secondo un concetto di carico glicemico.

fonte   http://www.montignac.com/it/la_methode_concept.php

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