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Dietologica

Eva, il Serpente e la Mela Candita

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Niente carboidrati per due giorni a settimana

Basta contare le calorie, è sufficiente invece eliminare i carboidrati per un paio di giorni alla settimana. Almeno questo è quello che sostengono alcuni ricercatori dello University Hospital di South Manchester che hanno scoperto che le donne che mangiano solo frutta, verdura e carne magra per due giorni alla settimana, lasciate libere poi di mangiare quanto volevano negli altri giorni, dimagrivano quasi il doppio di quelle che erano costantemente a dieta.

I ricercatori hanno coinvolto nello studio 115 donne, sottoponendole a tre diete diverse. La prima prevedeva il consumo di sole 650 calorie al giorno per due giorni alla settimana e il divieto di assumere carboidrati come pasta, pane, patate e tutti i cibi grassi. Per gli altri cinque giorni le volontarie potevano poi mangiare quello che volevano, anche se erano state incoraggiate a preferire i cibi sani. La seconda dieta vietava invece i carboidrati per due giorni alla settimana ma non aveva limiti specifici di calorie. Anche in questo caso era possibile mangiare quello che si voleva nel resto della settimana.

La terza dieta seguiva invece un normale programma dimagrante, con l’indicazione di non superare le 1500 calorie al giorno ed evitare cibi molto grassi e alcol. Dopo circa tre mesi, le donne impegnate in una delle prime due diete avevano perso una media di quattro chili: il doppio rispetto a quelle che avevano seguito la dieta dimagrante del terzo tipo. Gli studiosi hanno osservato che si verificava un effetto benefico anche nei giorni successivi a quei due di restrizione.

In rete…76 milioni di inganni per dimagrire

Chi non ricorda digiuni totali di Fantozzi alle prese con la dieta del professor Birkermeier in “Fantozzi contro tutti”, o la ‘pappa’ miracolosa inventata da Renato Pozzetto e Carlo Verdone in “Sette chili in sette giorni”?

Erano gli anni Ottanta e Internet era ancora un’utopia. Oggi invece la promessa del miracolo senza sforzi corre sul web: digitando ‘dieta’ su un motore di ricerca compaiono oltre 76 milioni di voci che promettono ingannevolmente giri vita da sfilata, la perdita di 2 chili in 4 giorni senza sforzo e privazioni alimentari, e qualche piccolo peccato di gola concesso.

Pochissimi i siti che parlano di ‘dieta sana e equilibrata’ e ancor meno di ‘educazione alimentare’. Per non parlare della necessità di fare moto, parola tabu’.

E’ l’allarme lanciato dai dietisti dell’Andid nel Workshop ‘Educazione alimentare: trappole e risorse della rete’ che si è svolto nell’ambito del 23mo Congresso dell’associazione a Milano. Da cui è emerso che la comunità di frequentatori delle trappole dietetiche della rete è vertiginosa: ogni 24 ore si registrano piu’ di 4.000 nuove iscrizioni con risultati che superano facilmente i 2 miliardi.

L’obesità dei bambini è la dieta sbagliata delle mamma in gravidanza

Un quarto dei casi di obesità tra i bambini potrebbe essere dovuto a una dieta sbagliata delle mamme durante la gravidanza. Lo ha dimostrato uno studio pubblicato dalla rivista ‘Diabetes’, secondo cui il regime alimentare può modificare l’espressione di alcuni geni nel nascituro.

Lo studio internazionale, guidato dall’università di Southampton, ha cercato nel sangue del cordone ombelicale delle mamme dei ‘markers epigenetici’, e ne hanno trovati in abbondanza nelle mamme con una dieta ricca in carboidrati e zuccheri. “Quello che ci ha stupito”, ha commentato Keith Godfrey, uno degli autori, “è che un quarto delle obesità riscontrate nei figli può essere spiegato da questo fenomeno”.

La differenza principale trovata dagli esperti è nel gene Rxra che regola i recettori della vitamina A, a sua volta coinvolta nel metabolismo dei grassi: “Spesso si fanno raccomandazioni alle future mamme sulla dieta – ha concluso l’esperto – ma forse è il caso che la questione salga nell’agenda delle priorità dei medici”.

20 anni: morire con una dieta…per entrare nell’esercito

Glenni Wilsey, un ragazzo di 20anni è morto per uno squilibrio cardiaco e, secondo la madre, la causa sarebbe la dieta ferrea consigliata dagli ufficiali di reclutamento dell’esercito.

L’11 febbraio Glenni si è arruolato ma, a causa del peso, il suo impiego è stato posticipato. Al momento della firma il peso di Glenni era di 118 chili, così il ragazzo si è messo a dieta. Al momento della morte però il suo peso era di 89 chili, quasi trenta in meno.

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La dieta rende nervosi?

Questa mattina leggevo di una ricerca che mi ha lasciata perplessa, non riuscivo a capire se fosse una enorme stupidaggine o se qualcosa di vero c’era. Lascio a voi il giudizio:

Che la dieta renda irritabili è cosa nota,  ma uno studio pubblicato dal Journal of Consumer Research ne ha dato la prova scientifica con alcuni esperimenti che, ad esempio, hanno provato che chi sta cercando di controllare il peso preferisce film violenti.

Il test effettuato dai ricercatori della Northwestern university ha chiesto a un gruppo di persone di scegliere tra mangiare una mela o una barretta di cioccolato, e poi di guardare un film. Quelle del primo gruppo hanno preferito pellicole piu’ ‘forti’, dove si parlava di rabbia e vendetta. In un altro esperimento le persone a dieta hanno mostrato di preferire campagne pubbliche improntate sulla paura, ad esempio una che chiedeva più fondi per la lotta ai criminali, rispetto ad altre che suscitavano sentimenti di tristezza.

Infine, un gruppo di persone che aveva scelto uno snack dietetico invece di uno meno sano si è mostrato più irritabile nei confronti di alcuni messaggi pubblicitari.

“La ricerca ha dimostrato che chi sta cercando di controllarsi riguardo al cibo è  più suscettibile – scrivono gli autori – e bisognerebbe tenerne conto nelle campagne contro l’obesità, scegliendo messaggi più positivi”.

Perchè le diete falliscono?

Chi è stressato – anche a causa della dieta – mangia più cibi grassi rispetto a chi stressato non è: lo studio, pubblicato sul Journal of Neuroscience, mette in evidenza che le diete possono mettere a dura prova il cervello, e che può essere proprio il cervello a stabilire se una dieta avrà successo oppure no.

Lo studio, realizzato dall’Università della Pennsylvania, ha esaminato i livelli ormonali e il comportamento di alcuni topi – che hanno dimostrato di reagire alle diete ipocaloriche in maniera molto simile agli uomini – con diete limitate. Dopo tre settimane gli studiosi, guidati da Tracy Bale, hanno rilevato che i topi avevano aumentato i livelli di corticosterone, noto anche come l’ormone dello stress, e avevano mostrato comportamenti tipici della depressione.

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Quanto è salutare una dieta a base di molte proteine?

La dieta ricca di proteine è la migliore per non prendere peso. Lo ha dimostrato uno studio pubblicato dal New England Journal of Medicine su circa mille volontari. I ricercatori danesi hanno chiesto a 938 volontari di seguire una dieta con solo 800 calorie al giorno per due mesi, quindi li hanno divisi in 5 gruppi ognuno dei quali seguiva una dieta diversa ma sempre a basso contenuto di grassi.

Solo quelli che seguivano una dieta con molte proteine sono riusciti a non prendere peso, mentre gli altri dopo sei mesi avevano in media preso mezzo chilo. Quelli che hanno avuto la performance peggiore avevano seguito una dieta ricca di carboidrati, che aveva fatto prendere loro due chili.

”Il motivo è la sazieta’ – spiega Arne Astrup, dell’università di Copenhagen – i cibi ricchi di proteine danno luogo al rilascio di una maggiore quantità di ormoni della sazietà, e quindi si smette di mangiare dopo aver consumato meno calorie rispetto agli altri”.

Secondo gli esperti però non è corretta una dieta con il 50% di calorie derivanti dalle proteine: quella studiata ne aveva per il 23%, con il resto fornito da cereali integrali, che vengono digeriti in molto più tempo favorendo la sensazione di sazietà, e integrata da frutta e verdura.

Volete dimagrire? Spegnete la luce di notte!

Questa mi mancava! A quanto pare il segreto per mantenere un peso sano potrebbe essere semplice come spegnere le luci durante la notte. L’inedito suggerimento arriva da una ricerca dell’Ohio State University pubblicata sulla rivista ‘Proceedings of the National Academy of Sciences‘.

Dai risultati è emerso che l’esposizione persistente alla luce durante le ore notturne cambia il metabolismo ed è causa dell’accumulo di chili anche senza alcun cambiamento nella dieta e nell’attività fisica. I ricercatori hanno inoltre evidenziato come lo stare svegli fino a tardi spinga a cambiare le proprie abitudini alimentari, portando a consumare più cibo di notte, quando il metabolismo rallenta.

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2 giorni a settimana a dieta per ridurre il rischio di cancro al seno

Bastano due giorni alla settimana di dieta per ridurre del 40% il rischio di tumore al seno nelle donne in sovrappeso. Lo ha affermato uno studio del Wythenshawe Hospital di Manchester riportato dal quotidiano britannico Daily Telegraph.

I ricercatori hanno esaminato 100 donne in sovrappeso, sottoponendo metà di queste a una dieta da 650 calorie per due giorni alla settimana e le altre a una dieta mediterranea quotidiana da 1.500 calorie. Dopo sei mesi le donne di entrambi i gruppi hanno avuto le stesse riduzioni medie nel peso e nei valori di diversi ormoni associati al tumore al seno: la leptina è scesa del 40 per cento, l’insulina del 25% e una proteina infiammatoria del 15 per cento.

“Questo approccio è molto più facile da seguire di quello tradizionale – ha spiegato Gillian Haddock, una ricercatrice che ha preso parte allo studio – io seguivo la dieta il lunedi’ e il martedi’, ed era molto più semplice perchè sapevo che dal mercoledi’ potevo ricominciare a mangiare normalmente”

La dieta DASH per l’ipertensione

La dieta contro i calcoli renali passa per il cuore. Lo sostiene uno studio di Harvard che ha esaminato gli effetti sulla salute dei reni di un’alimentazione su misura per l’ipertensione, la cosiddetta dieta DASH. Tanta frutta, vegetali, noci, legumi, latticini a basso contenuto di grassi e cereali integrali secondo la ricerca pubblicata sul Clinical Journal of the American Society Nephrology, aiutano a controllare la pressione ma hanno anche il positivo “effetto collaterale” di evitare la formazione di calcoli renali.

I ricercatori, guidati da Eric Taylor, hanno esaminato 3.426 soggetti, con o senza calcolosi, a cui sono state eseguite analisi su campioni di urina. Più liquidi, espulsi più di frequente: è il vantaggio dei soggetti che seguivano lo stile alimentare DASH che mostravano reni più puliti.

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