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Dietologica

Eva, il Serpente e la Mela Candita

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La calorimetria e l’impedenziometria

La caloriemetria e l’impedenziometria sono due esami molto importanti per avere un quadro chiaro e completo di chi soffre di DCA.

Sia che siate anoressiche, bulimiche od obese questi esami possono essere molto utili.

Soprattutto per chi soffre di una patologia del genere, e non per chi deve perdere qualche chilo, è importante stabilire il metabolismo basale e la composizione corporea.

Il termine calorimetria significa letteralmente misura del calore come effetto di reazioni biochimiche che avvengono all’interno dell’organismo.

La calorimetra può essere indiretta o diretta:

  • La calorimetria indiretta è la metodica che consente di valutare la spesa energetica attraverso la misurazione delle variazioni di concentrazione di ossigeno e anidride carbonica nei gas respiratori e di calcolare inoltre l’ossidazione dei substrati energetici (glucidi, lipidi, protidi).
    Di fatto, la calorimetria indiretta è un esame che prevede che voi vi troviate a digiuno e a riposo in ospedale, dove vi metteranno un caschetto da “astronauta” e, per una ventina di minuti circa, monitoreranno la quantità di anidride carbonica espulsa dai vostri polmoni. In tal modo, impostando alcuni valori quali altezza, peso, età e sesso, il computer è in grado di dirvi quanto consumate a livello basale
  • La calorimetria diretta (in camera calorimetrica)  permette di valutare la spesa energetica a partire dalla misurazione della dispersione di calore di un soggetto posto all’interno di una stanza adeguatamente attrezzata. Purtroppo gli alti costi ne limitano notevolmente l’impiego che è generalmente confinato alla convalida di altre metodiche.

L’impedenziometria o Bioimpedenza misura invece la composizione corporea e quindi la % di massa grassa (necessaria, ma fino ad un certo punto) di massa magra (muscoli soprattutto) e di acqua.

Viene effettuata facendo passare della corrente a bassissima potenza nel vostro corpo e viene quindi calcolato il tempo che la corrente impiega a passare. Il grasso nel nostro corpo conduce la corrente più lentamente, ecco che è possibile valutare la diversa composizione in maniera semplice, veloce e accurata.

Non è assolutamente un esame doloroso. Se la calorimetria può essere “fastidioso” per chi soffre di claustrofobia, il secondo è assolutamente innocuo.

Questi esami servono a calibrare bene una dieta: non conta solo il BMI, ma anche quanta % di massa grassa e magra vi compone.

Un pugile può tranquillamente pesare più di 100 kg, pensate a Mike Tyson, eppure non avere un grammo di grasso in più di quello necessario a vivere.

E una dieta adeguata fa perdere solo massa grassa, non massa magra!

Il diario alimentare

Prendo spunto da questo articolo del Corriere della Sera per parlarvi di una tecnica noiosa, ma davvero ottima: tenere un diario alimentare.

Il diario alimentare è uno strumento che ci consente di rivedere con calma la nostra alimentazione, valutarla obbiettivamente (quante cose il cervello tende a cancellare) e vedere i nostri errori o problemi per rimediarli.

E’ uno strumento utile peri il medico per avere un’idea di cosa e quanto mangia il paziente, di quali sono i suoi comportamenti nei confronti del cibo, di come distribuisce i pasti nella giornata nonché di quante calorie assume. Alla persona che deve perdere i chili di troppo, il diario serve per rendersi conto di quanto mangia effettivamente, degli errori commessi e delle abitudini scorrette che possono facilmente essere modificate. Inoltre il fatto di scrivere l’elenco di ciò che si mangiano può aiutare a dare un taglio ai cibi e alle calorie.

Innanzitutto il diario alimentare varia da DCA a DCA:

Il diario alimentare di un’anoressica e bulimica deve contenere un paio di colonne non necessarie ad  un’obesa che indicheranno se il pasto è stato normale, un’abbuffata o dietetico, ma soprattutto la colonna che segna il tipo di “compensazione” attuata, dove si indicherà se e quale condotta di eliminazione è stata impiegata (vomito, lassativi, diuretici, attività fisica).

Entrambi i diari devono contenere colonne che indichino: Data, Ora, Dove, Con chi, Tipo di Situazione, Che cosa, Quantità, Livello di fame, Livello di sazietà, Ho mangiato ciò di cui avevo voglia? Ho mangiato lentamente e gustando? Stato d’animo Emozione/sentimento predominante.

Il diario serve anche a chi è a dieta da un pò e non riesce a capire gli errori commessi: riguardandoli si possono scoprire tante cose.

Purtroppo è uno strumento tanto utile quanto noioso, si deve compilare sempre dopo ogni pasto, ma un modo può essere utilizzare emoticons per i pasti soddisfacenti o quelli che sono andati come ci eravamo ripromessi.

Nei prossimi giorni vi dirò alcuni trucchi per ovviare a certi errori, che scopriremo solo dopo aver compilato il diario.

Le anoressiche sono “incapaci di intendere e volere”?!?

Non sappiamo più che cosa inventarci per impedire che nostra figlia si faccia del male. Vogliamo solo che lei venga curata, assistita, che non possa autodistruggersi. Non possiamo vederla morire sotto i nostri occhi. Ma non siamo più in grado di tenerla in casa con noi

Questo il pensiero dei genitori, riportato da La Repubblica, che li ha portati, dopo anni di anore.jpgsofferenza indiretta, a chiedere di promuovere la causa per interdire la figlia, malata di anoressia nervosa da 18 anni.

 E’ il primo caso in cui un giudice abbia interdetto un’anoressica perché ”ritenuta incapace di provvedere ai propri interessi”. Protagonista della vicenda una donna 33enne di Torino che soffriva di anoressia nervosa dall’adolescenza. La sorella maggiore è stata nominata suo tutore e potrà decidere per lei le cure da intraprendere, a cui la ragazza non potrà sottrarsi.

Non è in grado di fare fronte alle proprie esigenze, non ha una consapevolezza costante della malattia

Queste le conclusioni, riportate da TgCom, del perito convocato per approfondire il caso.

L’anoressia, con questa sentenza, viene quindi riconosciuta a tutti gli effetti come una malattia al pari di altre malattie mentali gravi. E come tale viene trattata.

Voi che cosa ne pensate?

E’ giusto che un’anoressica, ma anche una bulimica o un’ obesa, venga “obbligata” a curarsi?

A me ha colpito soprattutto la disperazione dei genitori.

E’ incredibile vedere da una parte ragazze malate che vogliono “non dire assolutamente nulla ai genitori” e dall’altra genitori e parenti distrutti da questa malattia.

Dove finisce il diritto di scegliere per sè?

E’ giusto che in determinati casi si obblighi il malato ad accettare la cura?

Perchè?

Felici di essere come si è!

Parte delle problematiche legate ai DCA nasce dall’insoddisfazione di se stessi.

D’altronde noi viviamo in un mondo dove la pubblicità rimbalza a destra e manca e ti fa credere che esista la famiglia perfetta (Mulino Bianco docet), la casalinga perfetta che accoglie con un sorriso il figlio sporco di fango, la ragazza con delle belle ascelle o quella coi talloni morbidi e curati.

In questo periodo veniamo bombardate dalle mille e una creme magiche per snellire e rassodare anche al sole!

Per forza poi che 4 italiani su 5 vogliono ricorrere alla chirurgia estetica come sostenuto nell’articolo Il costume da bagno? Un incubo: come fare a paragonarsi con questi dei in terra?

Insomma non ci si può distrarre un attimo!

D’altronde le ragazze copertina sembrano perfette… ma diamo un occhio più in dettaglio:

Indovinate di chi sono queste gambe?!?

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Sul sito thecelebritycondition.com ci sono le vere foto delle modelle e attrici tanto osannate…

Non vogliamo fare pettegolezzi, non siamo invidiose.

Niente di tutto ciò.

Vogliamo aprire e aprirci gli occhi su modelli perfetti, che perfetti non sono, che servono solo ad ingrossare le file di gente triste, frustrata, che non si gode la vacanza per della cellulite.

Vogliamo evitare di ingrassare le file di chirurghi estetici, di venditori di fantomatiche pillole miracolose, di rimedi improbabili.

La cellulite colpisce il 90% delle donne, anche magre, perchè è solo un problema di circolazione.

La pancia pià rotonda è sinonimo di donna atta a riprodurre, senza un pò di grasso attorno agli organi vitali non ci si può riprodurre.

Il fianco più largo è sempre stato simbolo di fertilità!

Nessuna esagerazione in nessun senso, solo la consapevolezza che la perfezione non è di questo mondo! Il criterio di realtà deve sempre accompagnarci in ogni scelta!

Il museo delle anomalie del cibo

Sia che parliamo di anoressia o di bulimia o di un binge eating disorder, l’unico pensiero fisso è sempre il cibo… cibo e cibo.

E se per una volta pensassimo al cibo come qualcosa che ci fa sorridere? Fatevi un giro al museo delle anomalie del cibo… cliccate sulla foto.

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Peso mentale e peso naturale

slim.jpgQuando si soffre di DCA o quando semplicemente si decide di perdere qualche chiletto, si parte con l’idea di un peso d’arrivo, di un target ben definito nella nostra testa.

Solitamente deciso arbitrariamente da noi stessi.

Senza basarci su nessun dato scientifico.

Può essere il peso che si aveva prima di ingrassare, quello prima della gravidanza o quello di quando si era alle superiori.

Peccato però che non si tenga conto degli anni passati, del corpo che si è modificato e soprattutto del fatto che il nostro corpo ha un Set Point ben definito, un peso naturale a cui tenderà sempre.

Il problema di chi soffre di anoressia e bulimia è che appena inizia a mangiare un pò di più il corpo tenderà a tornare a quel peso predefinito. Per mantenere il peso “mentale” che abbiamo deciso il sacrificio è enorme e a lungo termine non paga.

Il problema di chi soffre di obesità grave, invece, è che il corpo si è modificato negli anni: ha molta più massa magra, tanti muscoli in più per portarsi in giro il peso in eccesso. Oltre al fatto che il corpo riconosce il peso che ha conservato a lungo e cerca di stabilizzarsi su quello. Quindi vincere la resistenza del nostro corpo ad oltranza non paga. Solitamente per una persona che parte da un’obesità grave (BMI superiore a 40, come spiegato in questo articolo) già arrivare e mantenere un BMI 27 è un successo, perchè la massa magra che si è acquisiti in anni di obesità difficilmente andrà persa, in caso di un calo ponderale seguito da un dottore.

Meglio allora stabilire un peso naturale che varia in base a tanti fattori: costituzione, massa muscolare, peso di partenza (in caso di obesità grave).

Solo un dietologo può aiutarvi a stabilire un target “reale” che vi consenta di stare in salute senza troppe rinunce e senza essere troppo frustrati, perchè il peso naturale vi farà stare naturalmente bene.