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Dietologica

Eva, il Serpente e la Mela Candita

Archivio per la tag 'cibo'

Il cibo che prevede il futuro!

sfera_di_cristalloFacendo un salto nel passato scopriamo gli usi e costumi più strambi sull’uso del cibo dei nostri antenati italiani. In un’epoca in cui non ci si poteva rivolgere all’oracolo Gennaro D’Auria, i contadini italiani si affidavano al cibo che, secondo la cultura del periodo, aveva tutte le risposte adatte a qualsiasi occasione.

Mi ama?
La risposta a questa domanda era affidata alla crommiomanzia: si scriveva su una cipolla il nome della persona e la si interrava in terreno umido. Se la cipolla germogliava quella persona contraccambiava il sentimento ed in base alla velocità del processo si deduceva se il legame sarebbe durato tutta la vita o se era solo passeggero.

Che lavoro farò? 
Lo si chiedeva all’ovomanzia: si disponeva fuori la finestra un recipiente pieno d’acqua con dentro l’albume dell’uovo, in base alla forma che assumeva l’albume si capiva il tipo di lavoro.

Mi ama davvero?

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Anoressica si suicida perchè non ce la fa a sopportare la vista del pranzo di Natale

Dispiace dover chiudere l’anno leggendo notizie del genere:

Le feste natalizie la angosciavano: troppi pranzi, troppe libagioni sempre esposte sulla tavola. E lei, anoressica, da cinque anni in cura psichiatrica, non ce l’ha fatta a sopportare per l’ennesima volta le settimane di stress: martedì pomeriggio, dopo aver bruciato il suo diario segreto, si è lanciata dalla finestra della sua abitazione, al quarto piano di un palazzo a Roma.

Al terribile volo hanno assistito alcuni vicini di casa, che hanno immediatamente dato l’allarme alla polizia: quando gli agenti sono arrivati sul posto, però, per la giovane non c’era più nulla da fare, morta sul colpo dopo lo schianto sull’asfalto.
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Una settimana con Dietologica

Un indiano che non mangia da 68 anni

Un uomo indiano sostiene che per ispirazione divina è sopravvissuto 68 anni senza mangiare e bere. In un ospedale di Ahmedabad, la capitale commerciale di Stato occidentale del Gujarat e stato tenuto sotto osservazione con una telecamera nascosta per 10 giorni e realmente non ha toccato cibo o acqua.

Ha però una caratteristica particolare: la formazione della sua urina viene riassorbita dalle pareti della vescica. La commissione medica non ha saputo dare nessuna spiegazione scientifica.

Prahlad Jani questo è il suo nome, ha dato una spiegazione a questa sua capacità,  dice di essere stato benedetto e ha sentito la sua vocazione quando aveva otto anni.

Da non imitare ovviamente!

[Via chinadaily]

Discutiamone sul forum di Dietologica

Una maschera per non mangiare

maschera.gifL’oggetto che vedete nella foto è una maschera che viene messa davanti alla bocca per impedire il consumo di cibo e quindi perdere peso.

Fortunatamente questa apparecchiatura è solo un brevetto e non è stata mai messa in commercio.

Chissa chi è il folle che si è inventato questa oggetto.

[Via google - patent search]

Il museo delle anomalie del cibo

Sia che parliamo di anoressia o di bulimia o di un binge eating disorder, l’unico pensiero fisso è sempre il cibo… cibo e cibo.

E se per una volta pensassimo al cibo come qualcosa che ci fa sorridere? Fatevi un giro al museo delle anomalie del cibo… cliccate sulla foto.

fungo.jpg

La dieta della forchetta

forchetta.jpgQual è il  segreto per dimagrire? La dieta della forchetta. Questa dieta fatta con una particolare forchetta permette di ingurgitare meno cibo durante i pasti.

10 di queste forchette costano $ 8.95. Che hanno di particolare?

  • I denti più stretti impediscono di afferrare pezzi grandi di cibo
  • Più piccola di forma consente di tenere meno cibo rispetto a altre forchette
  • Una presa scomoda obbliga ad appoggiare la forchetta tra un boccone e l’altro, rallentando la velocità di assunzione del cibo

Ma qualcuno è così matto da comprarle queste forchette?

[Via dietfork]

Perchè il nostro cervello è programmato per mangiare ciambelle?

028homer_228x364.jpgSecondo questo articolo tratto dal Daily Mail, alcuni ricercatori hanno capito perchè siamo inevitabilmente attratti da cibi quali le ciambelle, ricche di zucchero.

Quando si ha fame, il cervello, stimolato dalla vista di una ciambella, attiva la parte limbica, la parte ancestrale del cervello che è presente in tutti gli animali, dalle rane agli uomini.

Tale parte del cervello è in grado di scoprire ciò che è motivazionalmente significativo e manda un messaggio chiaro: non solo ho fame, ma c’è cibo.

A questo punto l’area del cervello che si occupa dell’attenzione spaziale si fissa sulle ciambelle e richiede di essere nutrita.

Ciò non avviene se si è sazi.

Che cosa ci rimane per non perdere la linea? Cercare di evitare le ciambelle quando abbiamo fame, ma mangiare eventualmente un frutto.

Facile a dirsi, più difficile a farsi!

Teoria delle associazioni alimentari

Durante una ricerca di articoli online che riguardassero la sonnolenza postprandiale mi sono imbattuta nella “teoria delle associazioni alimentari”. Non è una dieta dimagrante, ma un regime alimentare costruito al fine di velocizzare e alleggerire i processi digestivi.Food associations

La teoria delle associazioni alimentari è un modello alimentare messo a punto dal Dott. Herbert M. Sheldon. Secondo questa teoria, l’alimentazione adottata ai giorni nostri dalla maggior parte delle persone è scorretta perché si basa sul presupposto che il nostro organismo sia in grado di assimilare e digerire qualsiasi alimento indipendentemente da come questo viene fornito.   Da questa erronea convinzione dipenderebbero i numerosi problemi digestivi di cui soffrono milioni di persone“.

Esposta per sommi capi la teoria delle associazioni alimentari dice che bisogna evitare associazioni (appunto) di cibi che avendo una struttura differente, necessitano di tempi digestivi diversi.  Ecco alcuni esempio di corrette associazioni:

Proteine di diversa provenienza Ogni tipo di proteina necessita di particolari enzimi che vengono attivati in particolari condizioni di acidità. Assumendo proteine di diversa natura (ad esempio carne e formaggio, uova e carne, uova e formaggio, ecc.) si rallenta la digestione di entrambe.  Particolarmente deleteria l’associazione di carne e latticini: la caseina del latte tende ad inglobare le proteine della carne rendendola indigeribile e dando luogo a fenomeni putrefattivi.

Zuccheri e amidi o zuccheri e proteine. Le proteine e gli amidi vengono digeriti nello stomaco, mentre gli zuccheri semplici vengono digeriti nell’intestino. Se assunti insieme, gli zuccheri permangono nello stomaco il tempo necessario a smaltire gli amidi o le proteine, dando luogo a fermentazioni che ostacolano a loro volta la digestione di amidi e proteine.
Quindi è bene limitare l’abitudine del dolce a fine pasto. 

Vino o birra e amidi. Il vino e la birra sono sostanze che aumentano l’acidità e quindi rallentano la digestione degli amidi, che necessitano di un ambiente alcalino. È bene quindi limitare l’assunzione di queste bevande ai pasti prevalentemente proteici, soprattutto quelli a base di carne e pesce. 

Grassi cotti con alimenti proteici. I grassi sono gli alimenti più difficoltosi da digerire e quindi quelli che rallentano maggiormente la digestione degli altri nutrienti. La quantità totale di grassi in una dieta equilibrata (cioè con una % di grassi non superiore al 40%) è automaticamente limitata grazie al vincolo del sovrappeso. I grassi cotti, contenuti nei fritti, nelle carni grasse cotte, ma anche negli alimenti alla cui base c’è un soffritto, rallentano la digestione più di quelli crudi e quando associati a proteine ne determinano una lunga permanenza nell’intestino favorendone la putrefazione.
Nei pasti a base di sole proteine e grassi cotti è bene aggiungere molta verdura cruda, per limitare i danni causati dalla putrefazione delle proteine.

Proteine con amidi. Quando si ingerisce la carne c’è una precoce secrezione di succo fortemente acido nello stomaco che provoca un’inefficienza nella digestione degli amidi. Se a questa regola associamo quella che consiglia di evitare zuccheri e amidi, non si può più associare carboidrati e proteine e la dieta diventa dissociata.
Volendo ottimizzare al massimo la digestione, bisognerebbe evitare di associare carboidrati e proteine 

Frutta con amidi e proteine. La frutta contiene acidi e quindi interferisce con la digestione degli amidi. Inoltre, la frutta contiene zuccheri e questi non vanno bene insieme alle proteine.  

Alimenti acidi con amidi o proteine. Cibi e bevande acide e cioè aceto, limone, succhi di frutta, frutta acida (mele, pere, agrumi), bevande zuccherate e acidule, non andrebbero assunti con gli amidi poiché questi hanno bisogno di un ambiente alcalino; ma nemmeno con le proteine perché inibiscono la secrezione acida.

Naturalmente  ogni modello alimentare ha le sue pecche e questo non è da meno. Infatti  l’errore della teoria delle combinazioni alimentari è quello di considerare l’evento nutrizionale fondamentalmente imperniato sul momento della digestione e di individuare associazioni corrette o scorrette sulla base del livello di digeribilità che le varie combinazioni esprimono.
Questo modo di considerare il problema è semplicistico poiché le implicazioni della nutrizione non riguardano solo la digestione, la digeribilità costituisce solo un parametro parziale.
Da solo offre una visione insufficiente per valutare un pasto che potrebbe quindi essere facilmente digeribile, ma sbilanciato nutrizionalmente o viceversa. Affinché il processo metabolico possa avvenire nei migliore dei modi è necessario che l’organismo disponga dei vari principi nutritivi e questo non è possibile consumando un unico alimento per pasto. Combinare i cibi è quindi una necessità.
Così come viene proposta la teoria delle combinazioni alimentari è pressoché impraticabile, però è utile conoscere quali sono le associazioni errate che comunemente commettiamo a tavola così da evitarli il più possibile.

Spero l’articolo sia a stato esauriente. Buona digestione a tutti!

(fonte: vivailfitness e cibo360)

Cibo e benessere

Dal Corriere della Sera, alcuni estratti… (per l’articolo completo, clicca qui)

E chi è equilibrato a tavola si dichiara anche più felice bistecca di pollo

Solo 4 italiani su 10 mangiano «bene»

Un’indagine suggerisce che solo il 41% segue un’alimentazione sana. Il 42%, al contrario, fa parte degli «incontinenti alimentari.

MILANO - Gli italiani sanno bene cosa vuol dire mangiare in maniera corretta e salutare. Eppure, continuano ad avere un’alimentazione squilibrata, fatta di troppo cibo e di poca attenzione alla salute.
Gli italiani che seguono un’alimentazione sana ed equilibrata non superano il 41% (19,9 milioni su 45,4). 

«SAPPIAMO MA NON FACCIAMO» - Secondo l’indagine quasi tre italiani su quattro sono certi dei benefici di un’alimentazione sana. Eppure, più della metà (54%) riconosce senza difficoltà di mangiare troppo e in modo squilibrato: i «peggiori» sono soprattutto i giovani e gli abitanti di Roma, che si conferma Capitale anche della sregolatezza.

«GODIAMOCI LA VITA» - Il motivo? Quasi un italiano su due (46%) spiega che è meglio «vivere un pò meno essendo felice, piuttosto che vivere più a lungo essendo triste e depresso». Questo perchè mangiare rimane uno dei maggiori piaceri della vita (43%), mentre per quasi un intervistato su quattro il cibo è una tentazione a cui è difficile resistere.

LE «CATEGORIE» - La ricerca ha anche incasellato gli italiani in quattro gruppi relativamente al loro atteggiamento verso l’alimentazione:

* gli indifferenti (un settimo della popolazione e cioè 6,7 milioni su 45,7), privi di ogni sensibilità al tema dell’alimentazione;

*i monacali (13% e 5,7 milioni), duri con se stessi e perfettamente in grado di contenersi – a tavola e non – ma anche favoriti dal loro scarso amore per il cibo;

* i mangioni, di solito informati di quel che dovrebbero mangiare o non mangiare (e quanto e come) ma incapaci di controllarsi e spesso bisognosi di essere aiutati a trovare un accettabile compromesso tra le esigenze del piacere e quelle della salute (42% e 19,1 milioni)

* gli equilibrati (31% e 14,2 milioni), forti e sicuri di sé, positivi e di successo, informati e razionali, coerenti col «dover essere» e perciò capaci di godere di un’alimentazione equilibrata e sana senza rinunciare ai piccoli piaceri della vita, ma senza eccessi. Con un’aggiunta chiave: la dichiarata felicità personale è maggiore tra gli Equilibrati.

Dall’articolo di cui sopra emerge un dato lampante: solo il 31% degli Italiani è in grado di essere soddisfatto e di conseguenza equilibrato a tavola.

Questo perchè si tende ad associare, erroneamente, il termine dieta con un regime alimentare non gustoso.

Questo è il problema principale del fallimento di regimi alimentari controllati: la mancanza di gusto a cui non riesce a sopperire la maggior parte della gente.

State con noi e vi dimostreremo che è possibile dimagrire e mangiare con gusto.