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	<title>Dietologica &#187; cibo</title>
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	<description>Eva, il Serpente e la Mela Candita</description>
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		<title>Il cervello è schiavo delle ricompense</title>
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		<pubDate>Thu, 24 Mar 2011 08:04:50 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Marina Morelli</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Schiavi del cibo perché il cervello ha fame di ricompense. È la tesi sull’obesità di uno studioso americano, Eric Stice, pubblicata sul Journal of Neuroscience, che respinge una teoria precedente che spiega i disturbi alimentari con l&#8217;ipotesi secondo cui si mangia tanto perché il cervello ha un deficit degli ormoni rilassanti che il cibo stuzzica, [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<!-- Start Shareaholic LikeButtonSetTop Automatic --><!-- End Shareaholic LikeButtonSetTop Automatic --><p><a href="http://www.dietologica.it/wp-content/uploads/2011/03/cervello.jpg"><img class="alignright size-thumbnail wp-image-6913" title="cervello" src="http://www.dietologica.it/wp-content/uploads/2011/03/cervello-150x150.jpg" alt="" width="150" height="150" /></a>Schiavi del cibo perché il cervello ha fame di ricompense. È la tesi sull’obesità di uno studioso americano, Eric Stice, pubblicata sul <a href="http://www.jneurosci.org/" target="_blank"><strong>Journal of Neuroscience</strong></a>, che respinge una teoria precedente che spiega i disturbi alimentari con l&#8217;ipotesi secondo cui si mangia tanto perché il cervello ha un deficit degli ormoni rilassanti che il cibo stuzzica, primo fra tutti la dopamina. Per Stice è vero il contrario.</p>
<p>Chi presenta un appetito insaziabile ha un cervello più sensibile della norma alle forme di ricompensa procurate dal gusto di un buon piatto o anche da “rinforzi” esterni. Con sorpresa abbiamo visto che le regioni del cervello coinvolte in questi processi non erano affatto meno attive, ma più ‘sensibili’”, dimostrando, secondo lo studioso, che il primo passo verso l’aumento di peso è compiuto per una magnetica attrazione verso le gratificazioni interne ed esterne che il cibo può dare e non è dettata da un qualsiasi deficit nella ricettività cerebrale.</p>
<p><span id="more-6912"></span><br />
E per dimostrarlo, Stice, che lavora presso i laboratori dell’Oregon Research Institute (Ori) ha studiato 60 adolescenti normopeso, alcuni dei quali considerati a rischio obesità perché con uno o entrambi i genitori in carne.</p>
<p>Il team di Stice ha eseguito scansioni cerebrali (risonanza magnetica funzionale) per tenere sotto controllo l’attività cerebrale in risposta al consumo di pietanze appetitose e ha anche fornito un premio in denaro, solitamente utilizzato dai ricercatori per controllare l’influenza di una motivazione esterna a eseguire un certo comportamento.
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<div class="shr-publisher-6912"></div><!-- Start Shareaholic LikeButtonSetBottom Automatic --><div style="clear: both; min-height: 1px; height: 3px; width: 100%;"></div><div class='shareaholic-like-buttonset' style='float:none;height:30px;'><a class='shareaholic-fblike' data-shr_layout='button_count' data-shr_showfaces='false' data-shr_href='http%3A%2F%2Fwww.dietologica.it%2F2011%2F03%2Fil-cervello-e-schiavo-delle-ricompense%2F' data-shr_title='Il+cervello+%C3%A8+schiavo+delle+ricompense'></a><a class='shareaholic-googleplusone' data-shr_size='medium' data-shr_count='true' data-shr_href='http%3A%2F%2Fwww.dietologica.it%2F2011%2F03%2Fil-cervello-e-schiavo-delle-ricompense%2F' data-shr_title='Il+cervello+%C3%A8+schiavo+delle+ricompense'></a><a class='shareaholic-tweetbutton' data-shr_count='none' data-shr_href='http%3A%2F%2Fwww.dietologica.it%2F2011%2F03%2Fil-cervello-e-schiavo-delle-ricompense%2F' data-shr_title='Il+cervello+%C3%A8+schiavo+delle+ricompense'></a></div><div style="clear: both; min-height: 1px; height: 3px; width: 100%;"></div><!-- End Shareaholic LikeButtonSetBottom Automatic -->]]></content:encoded>
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		<title>La dieta rende nervosi?</title>
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		<pubDate>Mon, 21 Mar 2011 20:21:21 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Marina Morelli</dc:creator>
				<category><![CDATA[Studi e ricerche]]></category>
		<category><![CDATA[cibo]]></category>
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		<description><![CDATA[Questa mattina leggevo di una ricerca che mi ha lasciata perplessa, non riuscivo a capire se fosse una enorme stupidaggine o se qualcosa di vero c&#8217;era. Lascio a voi il giudizio: Che la dieta renda irritabili è cosa nota,  ma uno studio pubblicato dal Journal of Consumer Research ne ha dato la prova scientifica con [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<!-- Start Shareaholic LikeButtonSetTop Automatic --><!-- End Shareaholic LikeButtonSetTop Automatic --><p><a href="http://www.dietologica.it/wp-content/uploads/2010/09/dieta.jpg"><img class="alignright size-thumbnail wp-image-6453" title="dieta" src="http://www.dietologica.it/wp-content/uploads/2010/09/dieta-150x150.jpg" alt="" width="150" height="150" /></a>Questa mattina leggevo di una ricerca che mi ha lasciata perplessa, non riuscivo a capire se fosse una enorme stupidaggine o se qualcosa di vero c&#8217;era. Lascio a voi il giudizio:</p>
<p>Che la dieta renda irritabili è cosa nota,  ma uno <a href="http://www.telegraph.co.uk/health/healthnews/8393699/Dieting-is-stressful-and-makes-you-irritable-and-angry.html" target="_blank"><strong>studio</strong></a> pubblicato dal <a href="http://jcr.wisc.edu/" target="_blank"><strong>Journal of Consumer Research</strong></a> ne ha dato la prova scientifica con alcuni esperimenti che, ad esempio, hanno provato che chi sta cercando di controllare il peso preferisce film violenti.</p>
<p>Il test effettuato dai ricercatori della Northwestern university ha chiesto a un gruppo di persone di scegliere tra mangiare una mela o una barretta di cioccolato, e poi di guardare un film. Quelle del primo gruppo hanno preferito pellicole piu&#8217; &#8216;forti&#8217;, dove si parlava di rabbia e vendetta. In un altro esperimento le persone a dieta hanno mostrato di preferire campagne pubbliche improntate sulla paura, ad esempio una che chiedeva più fondi per la lotta ai criminali, rispetto ad altre che suscitavano sentimenti di tristezza.</p>
<p>Infine, un gruppo di persone che aveva scelto uno snack dietetico invece di uno meno sano si è mostrato più irritabile nei confronti di alcuni messaggi pubblicitari.</p>
<p>&#8220;La ricerca ha dimostrato che chi sta cercando di controllarsi riguardo al cibo è  più suscettibile &#8211; scrivono gli autori &#8211; e bisognerebbe tenerne conto nelle campagne contro l&#8217;obesità, scegliendo messaggi più positivi&#8221;.
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<div class="shr-publisher-6900"></div><!-- Start Shareaholic LikeButtonSetBottom Automatic --><div style="clear: both; min-height: 1px; height: 3px; width: 100%;"></div><div class='shareaholic-like-buttonset' style='float:none;height:30px;'><a class='shareaholic-fblike' data-shr_layout='button_count' data-shr_showfaces='false' data-shr_href='http%3A%2F%2Fwww.dietologica.it%2F2011%2F03%2Fla-dieta-rende-nervosi%2F' data-shr_title='La+dieta+rende+nervosi%3F'></a><a class='shareaholic-googleplusone' data-shr_size='medium' data-shr_count='true' data-shr_href='http%3A%2F%2Fwww.dietologica.it%2F2011%2F03%2Fla-dieta-rende-nervosi%2F' data-shr_title='La+dieta+rende+nervosi%3F'></a><a class='shareaholic-tweetbutton' data-shr_count='none' data-shr_href='http%3A%2F%2Fwww.dietologica.it%2F2011%2F03%2Fla-dieta-rende-nervosi%2F' data-shr_title='La+dieta+rende+nervosi%3F'></a></div><div style="clear: both; min-height: 1px; height: 3px; width: 100%;"></div><!-- End Shareaholic LikeButtonSetBottom Automatic -->]]></content:encoded>
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		<title>Nuove scoperte sulla leptina</title>
		<link>http://www.dietologica.it/2010/09/nuove-scoperte-sulla-leptina/</link>
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		<pubDate>Wed, 08 Sep 2010 07:43:32 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Marina Morelli</dc:creator>
				<category><![CDATA[Dal Mondo]]></category>
		<category><![CDATA[cibo]]></category>
		<category><![CDATA[controllo peso corporeo]]></category>
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		<category><![CDATA[leptina]]></category>

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		<description><![CDATA[La leptina, l&#8217;ormone rilasciato dalle cellule adipose, è in grado di attivare l&#8217;ippocampo, l&#8217;area del cervello che controlla l&#8217;apprendimento e la memoria, controllando la sensazione della fame. L&#8217;ormone potrebbe dunque essere utilizzato come principio attivo contro l&#8217;obesità: a sostenerlo sono i ricercatori della University of Pennsylvania che hanno presentato la scoperta nel corso del Meeting [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<!-- Start Shareaholic LikeButtonSetTop Automatic --><!-- End Shareaholic LikeButtonSetTop Automatic --><p><a href="http://www.dietologica.it/wp-content/uploads/2009/12/antifame.jpg"><img class="alignright size-thumbnail wp-image-5470" title="antifame" src="http://www.dietologica.it/wp-content/uploads/2009/12/antifame-150x150.jpg" alt="" width="150" height="150" /></a>La <strong><a href="http://www.dietologica.it/2008/11/scoperto-il-gene-dellappetito-e-della-fertilita/">leptina</a></strong>, l&#8217;ormone rilasciato dalle cellule adipose, è in grado di attivare l&#8217;ippocampo, l&#8217;area del cervello che controlla l&#8217;apprendimento e la memoria, controllando la sensazione della fame.</p>
<p>L&#8217;ormone potrebbe dunque essere utilizzato come principio attivo contro l&#8217;obesità: a sostenerlo sono i <strong><a href="http://www.sciencedaily.com/releases/2010/07/100713011051.htm">ricercatori della University of Pennsylvania</a></strong> che hanno presentato la scoperta nel corso del Meeting Annuale della Society for the Study of Ingestive Behavior (SSIB) tenutosi a Pittsburgh.</p>
<p>Nel loro studio i ricercatori hanno somministrato la leptina a un gruppo di ratti, constatando che gli animaletti consumavano così meno cibo e riuscivano a perdere peso corporeo. Un risultato che mette in evidenza la possibilità di effettuare ricerche per comprendere il ruolo dei processi cognitivi nei meccanismi di assunzione di cibo e di controllo del peso corporeo.</p>
<p><span id="more-6368"></span><br />
&#8220;L&#8217;alimentazione è un comportamento complesso che non sempre è guidato dalla fame o dalla necessità &#8211; spiega Scott Kanoski, autore dello studio -. Il nostro programma di ricerca è volto a capire come l&#8217;apprendimento e la memoria contribuiscano a un&#8217;eccessiva assunzione di cibo e, quindi, a dar vita all&#8217;obesità&#8221;.  Quando le riserve di grasso sono abbondanti, gli esseri umani e gli animali possono essere meno concentrati sull&#8217;apprendimento di strategie per il reperimento del cibo.</p>
<p>Secondo Kanoski questo studio suggerisce che il cervello riceve i segnali sulle riserve di grasso corporeo e sullo stato dell&#8217;energia immagazzinata nel corpo, &#8220;e questi segnali a loro volta influenzano l&#8217;interpretazione degli stimoli ambientali che riguardano il cibo. Quando la segnalazione della leptina è compromessa, cosa che accade comunemente nelle persone obese, i processi cognitivi che normalmente avrebbero aiutato a inibire o ridurre l&#8217;assunzione di cibo possono risultare compromessi&#8221;.
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		<title>Vero o soltanto virtuale il cibo provoca le stesse reazioni emotive nelle persone affette da disturbi alimentari</title>
		<link>http://www.dietologica.it/2010/07/vero-o-soltanto-virtuale-il-cibo-provoca-le-stesse-reazioni-emotive-nelle-persone-affette-da-disturbi-alimentari/</link>
		<comments>http://www.dietologica.it/2010/07/vero-o-soltanto-virtuale-il-cibo-provoca-le-stesse-reazioni-emotive-nelle-persone-affette-da-disturbi-alimentari/#comments</comments>
		<pubDate>Wed, 07 Jul 2010 05:25:20 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Marina Morelli</dc:creator>
				<category><![CDATA[Studi e ricerche]]></category>
		<category><![CDATA[alessandra Gorini]]></category>
		<category><![CDATA[battito cardiaco]]></category>
		<category><![CDATA[cibo]]></category>
		<category><![CDATA[conduttanza cutanea]]></category>
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		<description><![CDATA[A scoprirlo è stata Alessandra Gorini dell&#8217;Istituto Auxologico di Milano in uno studio internazionale pubblicato negli Annals of General Psychiatry. &#8220;Anche se preliminari &#8211; ha detto la scienziata &#8211; i nostri dati dimostrano che gli stimoli virtuali sono efficaci quanto quelli reali, e che sono più efficaci delle immagini statiche nella generazione di risposte emotive [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<!-- Start Shareaholic LikeButtonSetTop Automatic --><!-- End Shareaholic LikeButtonSetTop Automatic --><p><img class="alignright size-thumbnail wp-image-3356" title="dieta_mediterranea" src="http://www.dietologica.it/wp-content/uploads/2009/03/dieta_mediterranea-150x150.jpg" alt="dieta_mediterranea" width="150" height="150" />A scoprirlo è stata Alessandra Gorini dell&#8217;Istituto Auxologico di Milano in uno studio internazionale pubblicato negli <a href="http://www.annals-general-psychiatry.com/content/9/1/30"><strong>Annals of General Psychiatry</strong></a>.</p>
<p>&#8220;Anche se preliminari &#8211; ha detto la scienziata &#8211; i nostri dati dimostrano che gli stimoli virtuali sono efficaci quanto quelli reali, e che sono più efficaci delle immagini statiche nella generazione di risposte emotive nei pazienti con disordini alimentari&#8221;.</p>
<p>I ricercatori hanno messo a confronto le risposte di un gruppo di 10 anoressiche, 10 bulimiche e 10 donne al cibo presentato realmente, virtualmente (facendo interagire i soggetti con un pc) e tramite fotografie.</p>
<p>Attraverso l&#8217;analisi del battito cardiaco e la conduttanza cutanea i ricercatori hanno scoperto che il livello di stress è statisticamente identico sia nella realtà virtuale sia nella reale esposizione al cibo. Grazie a questa scoperta i medici potranno utilizzare la realtà virtuale per effettuare screening, per valutare e trattare le reazioni emotive provocate da specifici stimoli nei pazienti affetti da diversi disturbi psicologici.
<div class="fblike_button" style="margin: 10px 0;"><iframe src="http://www.facebook.com/plugins/like.php?href=http%3A%2F%2Fwww.dietologica.it%2F2010%2F07%2Fvero-o-soltanto-virtuale-il-cibo-provoca-le-stesse-reazioni-emotive-nelle-persone-affette-da-disturbi-alimentari%2F&amp;layout=standard&amp;show_faces=false&amp;width=450&amp;action=like&amp;colorscheme=light" scrolling="no" frameborder="0" allowTransparency="true" style="border:none; overflow:hidden; width:450px; height:25px"></iframe></div>
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		<title>La dipendenza dal cibo è uguale a quella per le droghe</title>
		<link>http://www.dietologica.it/2010/02/la-dipendenza-dal-cibo-e-uguale-a-quella-per-le-droghe/</link>
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		<pubDate>Thu, 04 Feb 2010 07:56:37 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Marina Morelli</dc:creator>
				<category><![CDATA[Studi e ricerche]]></category>
		<category><![CDATA[cervello]]></category>
		<category><![CDATA[cibo]]></category>
		<category><![CDATA[droghe]]></category>

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		<description><![CDATA[Mangiare troppo crea una forma di dipendenza simile a quella da fumo, alcol, droghe. Si tratta di una compulsiva ricerca del piacere guidata da un eccessivo funzionamento di una regione del cervello (quella della ricompensa) e non adeguatamente controllata dai freni inibitori, come hanno spiegato le ultime ricerche dei neuroscienziati statunitensi. Con le nuove tecniche [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<!-- Start Shareaholic LikeButtonSetTop Automatic --><!-- End Shareaholic LikeButtonSetTop Automatic --><p><img src="http://www.dietologica.it/wp-content/uploads/2010/02/cervello-150x150.jpg" alt="cervello" title="cervello" width="150" height="150" class="alignright size-thumbnail wp-image-5659" />Mangiare troppo crea una forma di dipendenza simile a quella da fumo, alcol, droghe. Si tratta di una compulsiva ricerca del piacere guidata da un eccessivo funzionamento di una regione del cervello (quella della ricompensa) e non adeguatamente controllata dai freni inibitori, come hanno spiegato le ultime ricerche dei neuroscienziati statunitensi.<br />
<br />
Con le nuove tecniche di &#8216;neuroimaging&#8217; <strong><a href="http://www.whas11.com/internal?st=print&#038;id=83267042&#038;path=/news">i ricercatori</a></strong> hanno potuto studiare il cervello dei pazienti con comportamenti addittivi, osservando come il sistema di ricompensa del cervello, in gran parte basato sul neurotrasmettitore dopamina, cerchi continuamente la stessa sostanza che produce piacere (droga, alcol o altro), mentre i centri che controllano l&#8217;inibizione vanno in tilt.<br />
<br />
<span id="more-5658"></span><br />
Il meccanismo è simile in tutte le forme di dipendenza e abuso, anche per chi mangia senza riuscire a fermarsi. Come spiega Petros Levounis, direttore dell&#8217;Addiction Institute of New York presso il St. Luke&#8217;s and Roosevelt Hospitals di Manhattan, i comportamenti addittivi e le droghe &#8216;manomettono&#8217;  il sistema della ricompensa nel cervello.<br />
<br />
Nei pazienti normali, la dopamina ha un ruolo da protagonista nella motivazione e nella ricompensa, poiché aumenta prima e durante un&#8217;attività&#8217; piacevole (il cibo, il sesso), spingendo le persone a ripetere quell&#8217;attività, di solito fondamentale per la sopravvivenza della specie.<br />
<br />
 I percorsi dopaminergici collegano il sistema limbico, che si occupa delle emozioni, con l&#8217;ippocampo, che invece è responsabile della memoria. In questo modo, le attività piacevoli vengono collegate a ricordi intensi e allettanti. Il problema insorge quando il ricordo e il desiderio di ripetere l&#8217;attività piacevole prendono il sopravvento sulla vita di una persona. La dopamina sale oltre i limiti, rompendo i freni inibitori: la funzionalità dei lobi frontali, responsabili del controllo e della forza di volontà, è ridotta in chi soffre di dipendenza.<br />
<br />
&#8220;Questa e&#8217; l&#8217;essenza della dipendenza da una sostanza o abitudine: una guerra tra i meccanismi del piacere, che risultano manomessi, e i lobi frontali, che non riescono a trattenere l&#8217;impulso a ripetere l&#8217;esperienza piacevole&#8221;, spiega Levounis.<br />
<br />
Ciò  sembra riguardare tutti i comportamenti problematici. Gene-Jack Wang, del Brookhaven National Laboratory on Long Island, N.Y., ha studiato con il &#8216;brain imaging&#8217; dei pazienti obesi. Le Pet-Tac hanno rivelato che chi non riesce a smettere di abusare del cibo funziona, a livello cerebrale, come chi cerca la cocaina, fuma o beve una bottiglia dietro l&#8217;altra. In tutte queste persone, secondo Wang, c&#8217;e&#8217; un costante sovraccarico di dopamina. In altri esperimenti, Wang e i suoi colleghi hanno scoperto che le persone con un alto indice di massa corporea avevano una minore funzionalità nella corteccia prefrontale, l&#8217;area del cervello associata al controllo inibitorio.<br />
 Le aziende farmaceutiche hanno sviluppato medicine che cercano di agire sul sistema della dopamina. In particolare, sono state create due classi di farmaci: gli agonisti della dopamina e gli antagonisti della dopamina. Nel primo caso, si alimentano i recettori della dopamina: mettendoli in attività, si fa scendere il desiderio di cibo, alcol, droghe o sigarette, spiega Levounis. E&#8217; il principio su cui si basano, per esempio, i cerotti alla nicotina. Gli antagonisti della dopamina, invece, bloccano i recettori.<br />
<br />
Oggi esiste però anche una nuova classe di farmaci che usa un approccio parzialmente agonista, ovvero una molecola che blocca la maggior parte dei recettori della dopamina, ma in parte ancora li alimenta per calmare il desiderio. Sarà il medico a valutare caso per caso il farmaco piu&#8217; adatto. Tuttavia, gli scienziati sono d&#8217;accordo: alle medicine va associata la psicoterapia. Solo così si può ristabilire ordine nei meccanismi del cervello che sono andati in tilt.</p>
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		<title>Un&#8217;altra follia americana sul cibo</title>
		<link>http://www.dietologica.it/2009/07/unaltra-follia-americana-sul-cibo/</link>
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		<pubDate>Sat, 11 Jul 2009 07:23:51 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Marina Morelli</dc:creator>
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		<category><![CDATA[cibo]]></category>

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		<description><![CDATA[New Wearable Feedbags Let Americans Eat More, Move Less Non è in vendita, per ora è solo un concept. Mi sembra di capire che sia un portacibo da passeggio. Qualcuno mi conferma?]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<!-- Start Shareaholic LikeButtonSetTop Automatic --><!-- End Shareaholic LikeButtonSetTop Automatic --><p><object width="480" height="430" data="http://www.theonion.com/content/themes/common/assets/onn_embed/embedded_player.swf?image=http%3A%2F%2Fwww.theonion.com%2Fcontent%2Ffiles%2Fimages%2FFEEDBAGS_article.jpg&amp;videoid=80614&amp;title=New%20Wearable%20Feedbags%20Let%20Americans%20Eat%20More%2C%20Move%20Less" type="application/x-shockwave-flash"><param name="allowfullscreen" value="true" /><param name="allowscriptaccess" value="always" /><param name="wmode" value="transparent" /><param name="src" value="http://www.theonion.com/content/themes/common/assets/onn_embed/embedded_player.swf?image=http%3A%2F%2Fwww.theonion.com%2Fcontent%2Ffiles%2Fimages%2FFEEDBAGS_article.jpg&amp;videoid=80614&amp;title=New%20Wearable%20Feedbags%20Let%20Americans%20Eat%20More%2C%20Move%20Less" /><param name="flashvars" value="image=http%3A%2F%2Fwww.theonion.com%2Fcontent%2Ffiles%2Fimages%2FFEEDBAGS_article.jpg&amp;videoid=80614&amp;title=New%20Wearable%20Feedbags%20Let%20Americans%20Eat%20More%2C%20Move%20Less" /></object><br />
<a href="http://www.theonion.com/content/video/new_wearable_feedbags_let?utm_source=videoembed">New Wearable Feedbags Let Americans Eat More, Move Less</a></p>
<p>Non è in vendita, per ora è solo un concept. Mi sembra di capire che sia un portacibo da passeggio. Qualcuno mi conferma?
<div class="fblike_button" style="margin: 10px 0;"><iframe src="http://www.facebook.com/plugins/like.php?href=http%3A%2F%2Fwww.dietologica.it%2F2009%2F07%2Funaltra-follia-americana-sul-cibo%2F&amp;layout=standard&amp;show_faces=false&amp;width=450&amp;action=like&amp;colorscheme=light" scrolling="no" frameborder="0" allowTransparency="true" style="border:none; overflow:hidden; width:450px; height:25px"></iframe></div>
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		<title>Rane per sconfiggere l&#8217;obesità</title>
		<link>http://www.dietologica.it/2009/07/rane-per-sconfiggere-lobesita/</link>
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		<pubDate>Wed, 01 Jul 2009 06:00:14 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Marina Morelli</dc:creator>
				<category><![CDATA[Dal Mondo]]></category>
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		<description><![CDATA[I meccanismi del letargo delle rane potrebbero nascondere i segreti per nuovi trattamenti contro l&#8217;obesità e altri disordini metabolici. Un gruppo di scienziati dell&#8217;Università di Queensland (Australia) ha studiato il metabolismo della rana scavatrice (&#8216;Cyclorana alboguttata&#8217;), un anfibio che può sopravvivere per diversi anni sommerso nel fango senza cibo e acqua. Sara Kayes, ricercatrice a [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<!-- Start Shareaholic LikeButtonSetTop Automatic --><!-- End Shareaholic LikeButtonSetTop Automatic --><p><img class="size-full wp-image-4358 alignright" title="ranocchia" src="http://www.dietologica.it/wp-content/uploads/2009/06/ranocchia.jpg" alt="ranocchia" width="130" height="123" />I meccanismi del letargo delle rane potrebbero nascondere i segreti per nuovi trattamenti contro l&#8217;obesità e altri disordini metabolici.</p>
<p>Un gruppo di scienziati dell&#8217;Università di Queensland (Australia) ha studiato <a href="http://www.sciencedaily.com/releases/2009/06/090629081133.htm" target="_blank"><strong>il metabolismo della rana scavatrice</strong></a> (&#8216;Cyclorana alboguttata&#8217;), un anfibio che può sopravvivere per diversi anni sommerso nel fango senza cibo e acqua.</p>
<p>Sara Kayes, ricercatrice a capo dello studio che sarà presentato oggi al Meeting della Society of Experimental Biology, ha spiegato: &#8220;Abbiamo scoperto che il metabolismo della rana scavatrice cambia radicalmente durante il periodo di letargia, massimizzando l&#8217;uso delle limitate energie che possiede senza mai esaurirle.</p>
<p><span id="more-4357"></span><br />
Durante il letargo, l&#8217;attività e l&#8217;efficienza dei suoi mitocondri, le &#8216;centrali energetiche&#8217; della cellula, è molto più alta rispetto a quella misurata negli animali in attività&#8217;&#8221;. Questo processo, noto come &#8216;coupling mitocondriale&#8217;, migliora l&#8217;efficienza delle risorse energetiche e aumenta la produzione di energia per unita&#8217; consumata.</p>
<p>&#8220;In pratica, queste rane durante il loro letargo hanno un&#8217;efficienza così alta da superare qualsiasi altro animale&#8221;, ha spiegato Keyes. &#8220;Questo tipo di metabolismo, nonostante sia così efficiente, causa tuttavia una produzione &#8211; ha continuato &#8211; di specie reattive di ossigeno e può portare a stress ossidativi. Ecco la ragione per cui questo tipo di metabolismo non e&#8217; diffuso nel regno animale.</p>
<p>Molti animali non si possono permettere questo tipo di stress poichè alternano periodi di sonno e veglia durante il letargo. La rana scavatrice, invece, dorme profondamente per anni e questo stress non causa alcun effetto su di lei&#8221;.</p>
<p>Per i ricercatori, la scoperta potrebbe essere potenzialmente utile nel trattamento di disordini metabolici e dell&#8217;obesità.
<div class="fblike_button" style="margin: 10px 0;"><iframe src="http://www.facebook.com/plugins/like.php?href=http%3A%2F%2Fwww.dietologica.it%2F2009%2F07%2Frane-per-sconfiggere-lobesita%2F&amp;layout=standard&amp;show_faces=false&amp;width=450&amp;action=like&amp;colorscheme=light" scrolling="no" frameborder="0" allowTransparency="true" style="border:none; overflow:hidden; width:450px; height:25px"></iframe></div>
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		<title>BeltzBib&#8230; mangiare in macchina e non sporcarsi</title>
		<link>http://www.dietologica.it/2009/06/beltzbibmangiare-in-macchina-e-non-sporcarsi/</link>
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		<pubDate>Thu, 04 Jun 2009 12:38:09 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Marina Morelli</dc:creator>
				<category><![CDATA[Gadget dietologici]]></category>
		<category><![CDATA[cibo]]></category>
		<category><![CDATA[mangiare]]></category>
		<category><![CDATA[mcdonalds]]></category>

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		<description><![CDATA[Mi viene da ridere quando si accusa gli hamburger di McDonald&#8217;s  di aver fatto ingrassare gli americani. Probabilmente chi fa queste accuse non va a guardare gli oggetti stupidi che vengono inventati proprio in America e in relazione al cibo. Come questo porta cibo da auto: Si attacca alla cintura della macchina e ci si [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<!-- Start Shareaholic LikeButtonSetTop Automatic --><!-- End Shareaholic LikeButtonSetTop Automatic --><p>Mi viene da ridere quando si accusa gli hamburger di McDonald&#8217;s  di aver fatto ingrassare gli americani.</p>
<p>Probabilmente chi fa queste accuse non va a guardare gli <a href="http://www.dietologica.it/2008/09/9-strane-invenzioni-legate-al-cibo/" target="_blank">oggetti stupidi</a> che vengono inventati proprio in America e in relazione al cibo.</p>
<p>Come questo porta cibo da auto:</p>
<p><img class="aligncenter size-medium wp-image-4160" title="beltzbib" src="http://www.dietologica.it/wp-content/uploads/2009/06/beltzbib-300x210.jpg" alt="beltzbib" width="376" height="248" />Si attacca alla cintura della macchina e ci si appoggia il cibo che si sta mangiando mentre si viaggia in macchina. E avete notato chi lo indossa? Una persona in evidente stato di obesità.</p>
<p>Almeno speriamo che questa stupidaggine non arrivi mai in Italia.</p>
<p>[Via <a href="http://www.dans-products.com/beltzbib1.html" target="_blank">dans-products</a>]
<div class="fblike_button" style="margin: 10px 0;"><iframe src="http://www.facebook.com/plugins/like.php?href=http%3A%2F%2Fwww.dietologica.it%2F2009%2F06%2Fbeltzbibmangiare-in-macchina-e-non-sporcarsi%2F&amp;layout=standard&amp;show_faces=false&amp;width=450&amp;action=like&amp;colorscheme=light" scrolling="no" frameborder="0" allowTransparency="true" style="border:none; overflow:hidden; width:450px; height:25px"></iframe></div>
<div class="shr-publisher-4159"></div><!-- Start Shareaholic LikeButtonSetBottom Automatic --><div style="clear: both; min-height: 1px; height: 3px; width: 100%;"></div><div class='shareaholic-like-buttonset' style='float:none;height:30px;'><a class='shareaholic-fblike' data-shr_layout='button_count' data-shr_showfaces='false' data-shr_href='http%3A%2F%2Fwww.dietologica.it%2F2009%2F06%2Fbeltzbibmangiare-in-macchina-e-non-sporcarsi%2F' data-shr_title='BeltzBib...+mangiare+in+macchina+e+non+sporcarsi'></a><a class='shareaholic-googleplusone' data-shr_size='medium' data-shr_count='true' data-shr_href='http%3A%2F%2Fwww.dietologica.it%2F2009%2F06%2Fbeltzbibmangiare-in-macchina-e-non-sporcarsi%2F' data-shr_title='BeltzBib...+mangiare+in+macchina+e+non+sporcarsi'></a><a class='shareaholic-tweetbutton' data-shr_count='none' data-shr_href='http%3A%2F%2Fwww.dietologica.it%2F2009%2F06%2Fbeltzbibmangiare-in-macchina-e-non-sporcarsi%2F' data-shr_title='BeltzBib...+mangiare+in+macchina+e+non+sporcarsi'></a></div><div style="clear: both; min-height: 1px; height: 3px; width: 100%;"></div><!-- End Shareaholic LikeButtonSetBottom Automatic -->]]></content:encoded>
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		<title>La dieta del cellulare: Fotografa quello che mangi</title>
		<link>http://www.dietologica.it/2009/03/la-dieta-del-cellulare-fotografa-quello-che-mangi/</link>
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		<pubDate>Thu, 05 Mar 2009 07:40:45 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Marina Morelli</dc:creator>
				<category><![CDATA[Dal Mondo]]></category>
		<category><![CDATA[Alimentazione]]></category>
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		<category><![CDATA[myfoodphone]]></category>

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		<description><![CDATA[Gli americani hanno inventato un nuovo uso del cellulare. Si chiama MyFoodPhone. Si scatta una foto del piatto che si sta mangiando e la sia invia a uno specialista dell&#8217;alimentazione, come già sperimentato in Giappone: ve ne abbiamo parlato in questo articolo: I giapponesi e la lotta all’obesità. Lo specialista guarda la foto e rimanda [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<!-- Start Shareaholic LikeButtonSetTop Automatic --><!-- End Shareaholic LikeButtonSetTop Automatic --><p style="text-align: justify;"><img class="alignright size-full wp-image-2894" title="piatto-fotografia" src="http://www.dietologica.it/wp-content/uploads/2009/02/piatto-fotografia.jpg" alt="piatto-fotografia" width="120" height="107" />Gli americani hanno inventato un nuovo uso del cellulare. Si chiama <strong>MyFoodPhone</strong>. Si scatta una foto del piatto che si sta mangiando e la sia invia a uno specialista <a href="http://www.dietologica.it/?s=alimentazione" target="_blank">dell&#8217;alimentazione</a>, come già sperimentato in Giappone: ve ne abbiamo parlato in questo articolo: <a title="Permanent Link a I giapponesi e la lotta all’obesità" rel="bookmark" href="http://www.dietologica.it/2008/06/i-giapponesi-e-la-lotta-allobesita/">I giapponesi e la lotta all’obesità</a>.</p>
<p style="text-align: justify;">Lo specialista guarda la foto e rimanda indietro una risposta breve e utile e spesso sorprendente. Ovviamente non è un servizio gratuito, ma  a pagamento.</p>
<p>Che ne pensate?</p>
<p style="text-align: right;">Discutiamone sul forum di Dietologica, <a href="http://www.dietologica.it/forum/viewtopic.php?f=17&amp;t=42" target="_blank">nel thread apposito</a></p>
<p>[Via <a href="http://www.washingtonpost.com/wp-dyn/content/article/2005/06/06/AR2005060601686_2.html" target="_blank">Washingtonpost</a>]
<div class="fblike_button" style="margin: 10px 0;"><iframe src="http://www.facebook.com/plugins/like.php?href=http%3A%2F%2Fwww.dietologica.it%2F2009%2F03%2Fla-dieta-del-cellulare-fotografa-quello-che-mangi%2F&amp;layout=standard&amp;show_faces=false&amp;width=450&amp;action=like&amp;colorscheme=light" scrolling="no" frameborder="0" allowTransparency="true" style="border:none; overflow:hidden; width:450px; height:25px"></iframe></div>
<div class="shr-publisher-2892"></div><!-- Start Shareaholic LikeButtonSetBottom Automatic --><div style="clear: both; min-height: 1px; height: 3px; width: 100%;"></div><div class='shareaholic-like-buttonset' style='float:none;height:30px;'><a class='shareaholic-fblike' data-shr_layout='button_count' data-shr_showfaces='false' data-shr_href='http%3A%2F%2Fwww.dietologica.it%2F2009%2F03%2Fla-dieta-del-cellulare-fotografa-quello-che-mangi%2F' data-shr_title='La+dieta+del+cellulare%3A+Fotografa+quello+che+mangi'></a><a class='shareaholic-googleplusone' data-shr_size='medium' data-shr_count='true' data-shr_href='http%3A%2F%2Fwww.dietologica.it%2F2009%2F03%2Fla-dieta-del-cellulare-fotografa-quello-che-mangi%2F' data-shr_title='La+dieta+del+cellulare%3A+Fotografa+quello+che+mangi'></a><a class='shareaholic-tweetbutton' data-shr_count='none' data-shr_href='http%3A%2F%2Fwww.dietologica.it%2F2009%2F03%2Fla-dieta-del-cellulare-fotografa-quello-che-mangi%2F' data-shr_title='La+dieta+del+cellulare%3A+Fotografa+quello+che+mangi'></a></div><div style="clear: both; min-height: 1px; height: 3px; width: 100%;"></div><!-- End Shareaholic LikeButtonSetBottom Automatic -->]]></content:encoded>
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		<title>Guarire (dall&#8217;anoressia) è una cosa pazzesca, all’improvviso ti si apre il cervello e capisci di poter fare tutto quello che ti pare&#8230;</title>
		<link>http://www.dietologica.it/2009/02/guarire-e-una-cosa-pazzesca-all%e2%80%99improvviso-ti-si-apre-il-cervello-e-capisci-di-poter-fare-tutto-quello-che-ti-pare/</link>
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		<pubDate>Mon, 23 Feb 2009 07:20:15 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Marina Morelli</dc:creator>
				<category><![CDATA[Dal Mondo]]></category>
		<category><![CDATA[Anoressia]]></category>
		<category><![CDATA[cibo]]></category>
		<category><![CDATA[ciclo]]></category>
		<category><![CDATA[guarire]]></category>
		<category><![CDATA[malata]]></category>

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		<description><![CDATA[Questo è il commento di Chiara* al post  Anoressia e siti pro-ana. Chiara leggerti mi ha fatto venire i brividi. Brava, brava e brava e non smettere mai un attimo di lottare. Metto qui il tuo commento così siamo sicuri che possono leggerlo tutti e chissà che non sia di aiuto a altre persone&#8230;come Saretta [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<!-- Start Shareaholic LikeButtonSetTop Automatic --><!-- End Shareaholic LikeButtonSetTop Automatic --><p><img class="alignright size-full wp-image-2822" title="sole" src="http://www.dietologica.it/wp-content/uploads/2009/02/sole.jpg" alt="sole" width="141" height="106" />Questo è il commento di Chiara* al post  <a href="http://www.dietologica.it/2008/02/anoressia-come-riconoscerla/" target="_blank">Anoressia e siti pro-ana</a>.</p>
<p>Chiara leggerti mi ha fatto venire i brividi. Brava, brava e brava e non smettere mai un attimo di lottare.</p>
<p>Metto qui il tuo commento così siamo sicuri che possono leggerlo tutti e chissà che non sia di aiuto a altre persone&#8230;come Saretta ad esempio.</p>
<p><strong><em>Chiara* scrive:</em></strong><br />
scrivo un commento qui. perchè questo sito l’ho scoperto un anno fa, quando ero ancora tutto sommato in piena trincea. stamattina mi sono pesata, e ho messo un chilo e mezzo, che in tutto fanno 7 chili negli ultimi sei mesi. esattamente 51,5 kg. era da cinque anni che non pesavo così tanto. tanto è un concetto relativo lo so, eppure se penso che un anno fa pesavo dieci chili in meno, anzi undici, mi vengono i brividi e non so di preciso perchè, e questa cosa mi fa paura. </p>
<p>dopo aver visto il peso sulla bilancia ho cominciato a impallarmi coi pensieri, erano le sei del mattino e non sapevo cosa fare, non posso uscire a correre perchè sono -2 gradi qui…allora mi sono messa a scrivere.tanti vaffanculo e deliri e lacrime. piango spesso mentre scrivo, è una sensazione strana perchè sento la frustrazione della mano che non riesce a seguire il flusso dei deliri. i deliri vanno veloce, più veloce della fantasia, e non si concedono mai la revisione del censore. allora piango e scrivo e faccio segni strani sul foglio, e poi mi calmo.<br />
<br />
<span id="more-2821"></span> sono stata davvero fiera di me quando mi sono calmata. anche se comunque non so perchè continuo ad ingrassare (forse perchè ora mangio come una persona normale della mia età, forse perchè ho di nuovo il ciclo da tre mesi, forse per la legge del contrappasso…). non ho nessuna voglia di ritornare a farmi guerra, non dico di esserne fuori altrimenti non starei qui, ma non lo sono più, una malattia, bulimia o anoressia che sia stata, ora non lo sono più. ma ho capito una cosa. ci vuole una gran dose di palle ad essere così. </p>
<p>a tirarsi fuori dalla malattia e decidere di fregarsene se non ti va più niente della roba che hai appesa nell’armadio da 5 anni, ad ammettere che tu non ci stai con tutte quelle immagini che ti trapassano il cervello da parte a parte, ci vuole una gran dose di palle. perchè, diciamocela tutta, ero malata, ok, ma questo mi faceva anche comodo. ero io, dentro, ma avevo un corpo che passava tranquillamente tra la folla senza sguardi lascivi sui fianchi nè occhiate critiche sulle dimensioni del mio culo da parte di altre donne.nessuna anoressica vuole ingrassare in un mondo del cazzo in cui le donne devono essere degli stecchini con le tette grosse. fa comodo potersi spogliare sulla spiaggia e sapere che nessuno intorno pensarà mai che hai il culone o la cellulite, ed è terribile dirlo, ma viviamo in un mondo che m’ha fatto sentire bella e invidiata quando pesavo 40 chili. </p>
<p>io la odiavo questa cosa sapete? mi incazzavo con chi mi diceva beata te che sei così magra, beata te che mangi mangi e non ingrassi. col cazzo. era tutto un bluff. un enorme carnevale. una maschera gigante che mi ero piazzata addosso per essere universalmente riconosciuta come quella magra-carina-ben vestita-ma anche-intelligente.che stronzata!il punto è che io ora so che non voglio più essere parte di questa cosa, che sono certi paramentri e certe visioni distorte della realtà a fomentare (anche) un casino del genere nella testa di chi è come io sono (stata).ma ho la sindrome premestruale come tutte le donne del mondo e quando ho la sindrome premestruale vorrei tanto essere eve ensler. lei si che saprebbe come mettere a tacere i suoi ormoni e le sue paturnie per colpa di quel brufolo gigante che ti esce sulla faccia. è che a questo punto mi sembra di essere di fronte a un bivio. nelle ultime tre settimane ho vomitato solo una volta, questo fa di me una strana creatura con qualche strascico irrisolto.. e dato che io non so tornare indietro (non l’ho mai fatto e non l’ho mai saputo fare) mi tocca guardare avanti e farmi carico di quella che sono diventata. sono acida, dura, a volte molto snob, la maggior parte della gente mi fa schifo, sono diventata ipercritica e mi incazzo. spesso.non pensavo davvero di essere così incazzata con il resto del mondo. ho continuato a prenderla con me stessa e con il mio corpo quando invece potevo benissimo diventare &#8211; che ne so- una terrorista?<br />
ma siamo nel 2009, il terrorismo in italia non esiste più, e io devo solo farmi passare le paturnie del premestruo.</p>
<p>in tutto ciò quello che volevo dire è che guarire è una cosa pazzesca, all’improvviso ti si apre il cervello e capisci di poter fare tutto quello che ti pare. ma è tosta. ogni giorno. in un epoca e in mondo come il nostro, guarire, è la cosa più nbella e più difficile che mi sia mai capitata.
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