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Dietologica

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Archivio per la tag 'chirurgia'

Morire a 30 anni per un intervento di chirurgia dell’obesità

Quando leggo notizie di donne operate di chirurgia dell’obesità che muoiono in seguito all’intervento ne rimango sempre molto colpita. Non si può morire a 30 anni per un problema di peso.

Una donna di 30 anni di Realmonte (Agrigento) che si era sottoposta alcune settimane fa in una clinica privata di Palermo a un intervento di chirurgia per dimagrire è morta la notte scorsa all’ospedale San Giovanni Di Dio dov’era stata acompagnata in preda a crisi di vomito e diarrea. La Procura della Repubblica di Agrigento ha aperto un’inchiesta dopo la denuncia presentata dai familiari e il gip Gemma Miliani ha disposto l’autopsia. Secondo i primi rilievi il decesso sarebe stato causato da una crisi cardio-respiratoria.

Chirurgia del cervello per perdere peso

stimolazioneUna nuova frontiera della perdita di peso è la chirurgia del cervello. Eh si avete capito proprio bene.

Uno dei destinatari di questo intervento è Carol Poe, un signore sessantenne che aveva letteralmente provato di tutto per dimagrire, dalle semplici diete fino agli interventi chirurgici.

Si è sottoposto a un intervento durato tre ore, in cui gli sono stati inseriti fili nel cervello nella regione che controlla le sensazioni di fame e sazietà e poi collegati a due dispositivi pacemaker impiantati nel torace.

Tramite questa follia Poe è riuscito a controllare il desiderio e la voglia di mangiare e quindi a dimagrire.

Capisco la sofferenza del paziente e la sua disperazione per non riuscire a perdere peso ma farsi infilare elettrodi nel cervello è veramente assurdo.

[ Via msnbc]

Pacemaker gastrico

La tecnologia, si sa, può essere una benedizione o una maledizione, dipende sempre dall’uso che se ne fa.

I progressi medici sono all’ordine del giorno e questo è indubbiamente un bene.

Così è stato studiato e sperimentato un pacemaker gastrico, impiantato sotto la cute dell’addome che, agendo sul nervo vago, interrompe la comunicazione fra cervello, stomaco e pancreas.

Un’alternativa ai vari interventi di bypass gastrico, senza le conseguenze che essi presentano: niente vomito, nausea o altri problemi.

Il pacemaker, frutto della collaborazione fra l’azienda EnteroMedics Inc e i ricercatori della Mayo Clinic negli Usa, è stato testato in tre centri in Australia, Messico e Norvegia su 31 obesi per sei mesi.  In media, hanno perso il 15% del peso in eccesso. Un partecipante su 4 ben il 25% e tre hanno visto calare i chili di troppo di oltre il 30%. 

I pazienti, non sottoposti a dieta, si sentivano sazi dopo un pasto normale e lo rimanevano più a lungo. 

Ulteriori studi clinici sono in corso.

Voi cosa ne pensate?

Da una parte sembra un’interessante e valida alternativa ad un intervento che è sicuramente più invasivo.

Dall’altra mi fa un pò paura pensare al connubio sempre maggiore tra uomo e robot.

[Fonte Newsmax]

Scelte errate degli americani

Leggo su una rivista online americana:

Per contribuire a fermare l’epidemia di obesità negli Stati Uniti, un gruppo consultivo del  governo ha esortato i medici a pesare e misurare tutti gli adulti e a consigliare trattamenti intensi e severi per quelli che si trovano nella fascia dell’obesità.”

Ottimo direi…curioso che uno dei consigli più particolareggiato dell’elenco è quello di rivolgersi alla chirurgia.

Obesità e solitudine

L’obesità è proprio una brutta malattia: non basta che l’ammalato non si piaccia, si disprezzi e  si deprima. Non basta che si senta solo ed inadeguato. Che si senta sovente lo zimbello di tutti!andrea.jpg

No, a certi livelli l’obesità ti obbliga a casa, non ti consente di uscire, di avere una vita normale, di lavorare. E tu sei sempre più solo.

Come nel caso di Andrea Notari, 260 kg.

Non riesce a muoversi dal letto, non può uscire, non può andare al mercato, o a prendere un mazzo di fiori per sua moglie.

Dopo un primo articolo che ha lanciato il suo disperato appello di non lasciarlo morire, moltissimi sono entrati in contatto con lui.

Gente comune, ma anche medici e chirurghi specializzati nei problemi di obesità.

Eppure, dopo sei mesi dal primo appello, nessun medico ha dato seguito alle promesse.

Andrea è ancora solo, inchiodato al letto per una serie di gravi complicanze postoperatorie.

Diciassette anni di vita passati a lottare contro l’obesità e ancora non ha vinto!

Andrea non mollare, noi siamo con te!

La chirurgia per l’obesità come potenziale cura per il diabete?

Dall’articolo della CNN, alcuni estratti

Uno studio su un campione ristretto (55 pazienti) mostra come la chirurgia per l’obesità possa curare il diabete.bese.JPG

L’obesità è uno dei maggiori fattori di rischio per il diabete e le percentuali di entrambe le malattie sono in aumento.

La percentuale di guarigione di affetti da diabete nei pazienti che si sono sottoposti ad un intervento chirurgico per ridurre la dimensione dello stomaco è di cinque volte superiore rispetto a quella dei pazienti che si sono sottoposti alle cure tradizionali.

La maggior parte di pazienti operati è stata in grado di smettere di assumere farmaci per il diabete ed avere esami del sangue nella norma.

“E’ la migliore terapia per il diabete che abbiamo oggi, ed ha una percentuale di rischio molto bassa”   [...]

L’operazione consiste nell’applicare un bendaggio gastrico.   [...] e si ottiene la guarigione in capo a pochi giorni o in un mese  [...]

Gli esperti in diabete che hanno letto lo studio ritengono che l’operazione dovrebbe essere considerata per alcuni pazienti obesi, ma è necessario effettuare più ricerche per valutare benefici e costi.

Si ritiene, in generale, non appropriato l’intervento chirurgico in pazienti diabetici, ma non obesi, e le linee guida federali attuali limitano la chirurgia alle persone obese [...]

Su 55 pazienti, la metà ha subito l’intervento. Entrambi i gruppi hanno perso peso in due anni. I pazienti operati hanno perso in media 46 libbre (circa 21 kg) mentre i pazienti che seguivano cure normali avevano perso una media di 3 libbre (circa 1.3 kg).

Gli esami del sangue hanno mostrato che il diabete è guarito in 22 pazienti operati su 29 dopo due anni. Nel gruppo di cure standard solo 4 dei 26 pazienti ha ottenuto lo stesso risultato.

I pazienti che hanno perso più peso sono stati quelli che hanno avuto la percentuale maggiore di guarigione del diabete.

Alcune considerazioni:

In casi di forte perdita di peso, il diabete diminuisce anche in pazienti non operati, che possono smettere di assumere i farmaci.

Il paragone tra gente che ha perso in media 21 kg con chi ne ha persi in media 1.3 non ha alcun senso. Sembra che l’unico interesse sia far operare i malati, poichè in America, un’operazione del genre, costa tra i 20.000 e i 30.000 dollari.

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