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Dietologica

Eva, il Serpente e la Mela Candita

Archivio per la categoria 'Terapie alimentari'

Niente carboidrati per due giorni a settimana

Basta contare le calorie, è sufficiente invece eliminare i carboidrati per un paio di giorni alla settimana. Almeno questo è quello che sostengono alcuni ricercatori dello University Hospital di South Manchester che hanno scoperto che le donne che mangiano solo frutta, verdura e carne magra per due giorni alla settimana, lasciate libere poi di mangiare quanto volevano negli altri giorni, dimagrivano quasi il doppio di quelle che erano costantemente a dieta.

I ricercatori hanno coinvolto nello studio 115 donne, sottoponendole a tre diete diverse. La prima prevedeva il consumo di sole 650 calorie al giorno per due giorni alla settimana e il divieto di assumere carboidrati come pasta, pane, patate e tutti i cibi grassi. Per gli altri cinque giorni le volontarie potevano poi mangiare quello che volevano, anche se erano state incoraggiate a preferire i cibi sani. La seconda dieta vietava invece i carboidrati per due giorni alla settimana ma non aveva limiti specifici di calorie. Anche in questo caso era possibile mangiare quello che si voleva nel resto della settimana.

La terza dieta seguiva invece un normale programma dimagrante, con l’indicazione di non superare le 1500 calorie al giorno ed evitare cibi molto grassi e alcol. Dopo circa tre mesi, le donne impegnate in una delle prime due diete avevano perso una media di quattro chili: il doppio rispetto a quelle che avevano seguito la dieta dimagrante del terzo tipo. Gli studiosi hanno osservato che si verificava un effetto benefico anche nei giorni successivi a quei due di restrizione.

Prevenire l’Obesità con “Forchetta e Scarpetta” e gli Agriasili

agriasiloL’obesità  è una malattia che va curata e niente di meglio che farlo spiegando ai giovani i metodi per prevenire questa patologia dilagante.

L’aumento dei casi di obesità è dovuto soprattutto all’effetto del progressivo abbandono dei principi della dieta mediterranea a favore del consumo di cibi grassi e ricchi di zucchero come le bibite gassate, per esempio.

Occorre invertire la tendenza promuovendo il consumo di frutta e verdura a casa, ma anche nelle scuole (una delle idee discusse nell’incontro Barilla Center for Food and Nutrition). In Italia il 24% dei bambini è sovrappeso e il 12% è obeso. Un bambino su 3 ha un peso superiore a quello che dovrebbe avere per un totale di 1 milione di bimbi tra i 6 e gli 11 anni sovrappeso od obesi.

Alla luce dei dati emersi dall’indagine ”Okkio alla Salute‘, il ministero della Salute insieme a quello dell’Istruzione e all’Istituto Superiore di Sanità, nell’ambito del programma ”Guadagnare salute”, ha messo a punto due progetti didattico-educativi: ”Forchetta e Scarpetta”, un kit multimediale, realizzato in collaborazione con l’Istituto Nazionale per la Nutrizione, Inran, e rivolto ai bambini della scuola primaria e ”Canguro SaltalaCorda”.

Continua..

Il benessere fisico comincia dall’intestino

intestinoDisturbi come stipsi, meteorismo e pesantezza possono essere sintomi di malesseri più generali.

Con un’alimentazione ricca di fibre e con più moto alla lunga si possono risolvere questi problemi, perchè le fibre aumentano di volume nell’intestino e quindi rendono più facile l’evacuazione.

Sostanze come i fichi per esempio, contengono la ficina, che somiglia agli enzimi digestivi pepsina e tripsina in grado di attivare la digestione.

I componenti dei carciofi, invece, aiutano l’assorbimento dei grassi da parte dell’organismo ed alleggeriscono stomaco e intestino.

Il vostro medico vi potrà consigliare preparati a base di prugna, fico, carciofo, tamarindo e le fibre preobiotiche come l’inulina per rimettere in sesto l’intestino.

Il costo di un chilo

risparmio-economicoQuanto costa un kg?

A livello calorico 8.000-9.000 cal.

Ma a livello economico?

Ci siamo mai chiesti quanto incide un kg in più sulla nostra economia famigliare?

Abbiamo valutato l’esigenza di dimagrire dal punto di vista economico?

Certo un kg in più o in meno non fa tutta questa differenza, direte voi.

In effetti uno solo no, ma tanti incidono.

Ogni 5 kg, in media, si aumenta o diminuisce di una taglia. Rifare o modificare il guardaroba non è così economico, soprattutto adesso. Senza contare che i negozi di “taglie forti” speculano sul problema e fanno pagare capi, a volte bruttini, delle cifre spropositate.

Vogliamo poi considerare il consumo delle scarpe?

Una persona in sovrappeso cammina solitamente male e consuma di più, o irregolarmente, le scarpe. Che devono essere risuolate o cambiate prima.

E i costi dei farmaci associati a patologie legate all’obesità? Continua..

6 segnali di una dieta non sana

Ecco alcuni segnali che rendono una dieta dubbia

1. Promesse di perdere peso troppo rapide.

2. Si concentra solo su particolari tipi di cibi.

3. Non viene consigliato esercizio fisico.

4. Offrono una spiegazione troppo semplicistica del problema obesità.

5. Elenca una serie di cibi da proibire senza una valida motivazione.

6. Invita a non mangiare un alimento in associazione con un altro e non spiega perchè lo fa.

Frutti di mare ottimi per la dieta

I frutti di mare sono la migliore fonte di proteine e  di acidi grassi essenziali, due componenti importanti per l’organismo. Dovremmo prendere la sana abitudine di mangiare almeno due porzioni di pesce a settimana.

Ottimo il merluzzo che contiene una buona fonte di proteine, vitamine e minerali tra cui Iodio e Selenio.
Le sardine, le aringhe, gli sgombri, trote e salmoni sono invece ricchi di omega 3, acidi grassi che aiutano a prevenire le malattie cardiache.

E la storia degli inquinanti e del mercurio?

Alcune persone sono preoccupate di mangiare pesce perchè hanno sentito che contiene sostanze inquinanti e può essere dannoso. Queste sostanze inquinanti (diossina e bifenili) sono presenti con valori molto bassi e li troviamo associati a tanti altri alimenti.

Uno studio del Regno Unito ha evidenziato che figli di madri che avevano mangiato un sacco di pesce durante la gravidanza, avevano una migliore comunicazione a 7 anni di età e le prestazioni sono state superiori a qualsiasi rischio da sostanze inquinanti.

Gamberi, granchi, calamari, cozze, aragoste sono da includere nella dieta perchè sono a basso contenuto di grassi e ad alto contenuto di proteine e sali minerali. I gamberi ad esempio contengono solo 67 calorie per 100 gr. Attenzione però alle ostriche che spesso sono servite crude, assicuratevi di comprarle in posti di sicura provenienza  e non dateli da mangiare ad anziani e bambini.

Fluttuazioni di peso: perchè si verificano?

Uno dei momenti più frustranti per chi è a dieta è l’appuntamento con la bilancia. A volte capita che di aver fatto una settimane di dieta perfetta e la bilancia non ci ricompensa adeguatamente.

Che succede?

Le fluttuazioni del peso corporeo possono essere dovute a:

  • Ritenzione idrica
  • Depositi di glicogeno
  • La quantità di quello che si è mangiato

La ritenzione idrica è causata dal bere troppa poca acqua, o mangiare troppo sale. Infatti se si mangia troppo salato, i reni tendono a trattenere l’acqua invece di espellerla. Da tenere anche in considerazione il fatto che le donne spesso tendono a soffrire di ritenzione idrica nel periodo premestruale e ricordiamoci anche che alcuni farmaci possono causare ritenzione.

Glicogeno, zuccheri, carboidrati sono immagazzinati nel fegato e nei muscoli. Questo è il vostro deposito di energia di riserva che viene consumato durante l’arco del giorno se non si è fornito il corpo di carboidrati necessari. Quando si mangia, il corpo sostituisce il deposito di glicogeno e questo comporta un aumento del peso anche se si è mangiata una modesta quantità di cibo.

Non pensate al pasto che avete appena mangiato in termini di calorie, pensatelo in termini di peso. Si può mangiare tutta la frutta e la verdura a calorie ridotte che si vuole, ma se abbiamo la brutta abitudine di pesarci subito dopo aver mangiato troveremo la bilancia che non ci è amica. Date al corpo la possibilità di digerire. Lo stesso vale per l’acqua che ha 0 calorie, ma sicuramente pesa.

Provate a:

  • Pesarvi una volta a settimana
  • A farlo solo di mattina a digiuno
  • Provate a guardare l’andamento del peso nel tempo piuttosto che preoccuparvi dell’oscillazione di una sola settimana

Conoscete altri consigli?

5 buone scuse per convincere gli altri che non volete bere

Uno dei modi più semplici per velocizzare la perdita di peso è quello di limitare l’assunzione di alcool. Non solo le bevande alcooliche contengono calorie, ma tendono anche a far aumentare l’appetito e ridurre la forza di volontà. Due combinazioni ostili se si sta cercando di perdere peso.

L’alcool contiene circa 7 calorie al grammo. Ci sono circa 100 calorie in un piccolo bicchiere di vino (125 ml) e circa 200 calorie in una lattina di birra.

Alternative? Succo di frutta non zuccherato o bibite analcooliche.

E come fare se ci si trova davanti a amici insistenti che non riescono a capire il fatto che voi state a dieta? Ecco alcune scuse:

  • Non posso bere, sto prendendo degli antibiotici
  • Devo guidare
  • Sto cercando di risparmiare questo mese (utile soprattutto per gli studenti)
  • Devo alzarmi presto domani e devo essere lucido
  • Non bevo alcoolici durante la quaresima (questo ovviamente funziona solo durante una parte dell’anno)

E se non basta vi ricordiamo che i rischi per la salute sono:

  • Cancro del pancreas, della bocca, della faringe, laringe, esofago e fegato, così come il tumore al seno
  • Pancreatite, in particolare nelle persone con alti livelli di trigliceridi nel sangue
  • Morte improvvisa nei pazienti con gravi malattie cardiovascolari
  • Danni al muscolo cardiaco (cardiomiopatia alcolica) che porta a insufficienza cardiaca
  • Ictus
  • Atrofia cerebrale (restringimento)
  • Cirrosi epatica
  • Aborto spontaneo
  • Sindrome fetale alcoolica che comporta ridotta crescita del neonato e ridotto sviluppo del sistema nervoso

Ovviamente questi ultimi rischi che vi abbiamo elencato sono per le persone che fanno abuso di alcool.

Avete altri suggerimenti su come affrontare parenti e amici e spiegare loro che non potete bere?

Teoria delle associazioni alimentari

Durante una ricerca di articoli online che riguardassero la sonnolenza postprandiale mi sono imbattuta nella “teoria delle associazioni alimentari”. Non è una dieta dimagrante, ma un regime alimentare costruito al fine di velocizzare e alleggerire i processi digestivi.Food associations

La teoria delle associazioni alimentari è un modello alimentare messo a punto dal Dott. Herbert M. Sheldon. Secondo questa teoria, l’alimentazione adottata ai giorni nostri dalla maggior parte delle persone è scorretta perché si basa sul presupposto che il nostro organismo sia in grado di assimilare e digerire qualsiasi alimento indipendentemente da come questo viene fornito.   Da questa erronea convinzione dipenderebbero i numerosi problemi digestivi di cui soffrono milioni di persone“.

Esposta per sommi capi la teoria delle associazioni alimentari dice che bisogna evitare associazioni (appunto) di cibi che avendo una struttura differente, necessitano di tempi digestivi diversi.  Ecco alcuni esempio di corrette associazioni:

Proteine di diversa provenienza Ogni tipo di proteina necessita di particolari enzimi che vengono attivati in particolari condizioni di acidità. Assumendo proteine di diversa natura (ad esempio carne e formaggio, uova e carne, uova e formaggio, ecc.) si rallenta la digestione di entrambe.  Particolarmente deleteria l’associazione di carne e latticini: la caseina del latte tende ad inglobare le proteine della carne rendendola indigeribile e dando luogo a fenomeni putrefattivi.

Zuccheri e amidi o zuccheri e proteine. Le proteine e gli amidi vengono digeriti nello stomaco, mentre gli zuccheri semplici vengono digeriti nell’intestino. Se assunti insieme, gli zuccheri permangono nello stomaco il tempo necessario a smaltire gli amidi o le proteine, dando luogo a fermentazioni che ostacolano a loro volta la digestione di amidi e proteine.
Quindi è bene limitare l’abitudine del dolce a fine pasto. 

Vino o birra e amidi. Il vino e la birra sono sostanze che aumentano l’acidità e quindi rallentano la digestione degli amidi, che necessitano di un ambiente alcalino. È bene quindi limitare l’assunzione di queste bevande ai pasti prevalentemente proteici, soprattutto quelli a base di carne e pesce. 

Grassi cotti con alimenti proteici. I grassi sono gli alimenti più difficoltosi da digerire e quindi quelli che rallentano maggiormente la digestione degli altri nutrienti. La quantità totale di grassi in una dieta equilibrata (cioè con una % di grassi non superiore al 40%) è automaticamente limitata grazie al vincolo del sovrappeso. I grassi cotti, contenuti nei fritti, nelle carni grasse cotte, ma anche negli alimenti alla cui base c’è un soffritto, rallentano la digestione più di quelli crudi e quando associati a proteine ne determinano una lunga permanenza nell’intestino favorendone la putrefazione.
Nei pasti a base di sole proteine e grassi cotti è bene aggiungere molta verdura cruda, per limitare i danni causati dalla putrefazione delle proteine.

Proteine con amidi. Quando si ingerisce la carne c’è una precoce secrezione di succo fortemente acido nello stomaco che provoca un’inefficienza nella digestione degli amidi. Se a questa regola associamo quella che consiglia di evitare zuccheri e amidi, non si può più associare carboidrati e proteine e la dieta diventa dissociata.
Volendo ottimizzare al massimo la digestione, bisognerebbe evitare di associare carboidrati e proteine 

Frutta con amidi e proteine. La frutta contiene acidi e quindi interferisce con la digestione degli amidi. Inoltre, la frutta contiene zuccheri e questi non vanno bene insieme alle proteine.  

Alimenti acidi con amidi o proteine. Cibi e bevande acide e cioè aceto, limone, succhi di frutta, frutta acida (mele, pere, agrumi), bevande zuccherate e acidule, non andrebbero assunti con gli amidi poiché questi hanno bisogno di un ambiente alcalino; ma nemmeno con le proteine perché inibiscono la secrezione acida.

Naturalmente  ogni modello alimentare ha le sue pecche e questo non è da meno. Infatti  l’errore della teoria delle combinazioni alimentari è quello di considerare l’evento nutrizionale fondamentalmente imperniato sul momento della digestione e di individuare associazioni corrette o scorrette sulla base del livello di digeribilità che le varie combinazioni esprimono.
Questo modo di considerare il problema è semplicistico poiché le implicazioni della nutrizione non riguardano solo la digestione, la digeribilità costituisce solo un parametro parziale.
Da solo offre una visione insufficiente per valutare un pasto che potrebbe quindi essere facilmente digeribile, ma sbilanciato nutrizionalmente o viceversa. Affinché il processo metabolico possa avvenire nei migliore dei modi è necessario che l’organismo disponga dei vari principi nutritivi e questo non è possibile consumando un unico alimento per pasto. Combinare i cibi è quindi una necessità.
Così come viene proposta la teoria delle combinazioni alimentari è pressoché impraticabile, però è utile conoscere quali sono le associazioni errate che comunemente commettiamo a tavola così da evitarli il più possibile.

Spero l’articolo sia a stato esauriente. Buona digestione a tutti!

(fonte: vivailfitness e cibo360)