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Dietologica

Eva, il Serpente e la Mela Candita

Archivio per la categoria 'Terapia cognitivo-comportamentale'

Valutiamo le vacanze di Natale

pranzo-di-nataleNe abbiamo parlato tanto, noi e gli altri, riguardo ai kg presi durante le feste di Natale. Alcune statistiche parlano di 4 kg presi in media, altre che due italiani su tre devono mettersi a dieta dopo le feste.

Ma in realtà come sono andate davvero le cose?

Lo chiediamo a voi.

Avete fatto il bilancio di Natale? Avrete fatto un bilancio economico dei soldi spesi per regali e per le vacanze. E per la salute, lo avete fatto?

Avete provato a seguire i nostri consigli (ne abbiamo parlato nell’articolo: E’ Natale… e la dieta? ) e valutare i rischi connessi alla sovraesposizione di cibo?

Avete pensato a qualche escamotage?

Avete applicato il metodo?

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E’ Natale… e la dieta?

Come per le vacanze estive (ne avevamo parlato nell’articolo La dieta va in vacanza?), anche a Natale viene da pensare che non si debba parlare assolutamente di dieta.

Conosco persone che prendono anche 5 kg e che poi si massacrano in palestra da gennaio a maggio per perderli, mangiano riso bollito e bistecchina alla piastra.

Ne vale la pena?

Vale davvero la pena strafogarsi per 15 gg per poi soffrire la fame e soffrire psicologicamente per l’aumento di peso, senza contare lo sforzo fisico che deve fare il nostro cuore, gambe, schiena per l’aumento repentino di peso?

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I bilanci e i cambiamenti

Dopo aver messo in pratica Il metodo e aver valutato serenamente, per quanto possibile, gli impatti sul tono dell’umore, è ora di fare bilanci ed eventualmente apportare cambiamenti.

Come?

Con uno strumento molto oggettivo: la bilancia.

Pesarsi una volta alla settimana serve proprio a questo a fare un bilancio: se poi avete fatto Il diario alimentare saprete bene cosa e quanto avete mangiato e potete trarre un bilancio oggettivo.

E’ come fare la movimentazione in banca quando stiamo avendo troppe spese (anche impreviste e senza che sia colpa nostra)

Il peso è stabile o in leggero aumento? Ok va bene, basta limitarsi ad un aumento di un kg e mezzo, altrimenti non va più bene, se il periodo storto dura un mese ci troviamo 6 kg in più…

Cosa fare?

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Il tono dell’umore

Come spiegato nell’articolo su Il metodo, ci sono alcune situazioni in cui l’alimentazione viene “sballata” da cause esterne.

Imparare a riconoscere le situazioni a rischio è il primo passo per stabilizzare il peso.

Oltre ai momenti di socialità, il rischio sul peso è determinato dal tono dell’umore.

Utile, come strumento per aiutarsi nella gestione del tono dell’umore in salita e discesa è il diario alimentare, che ci consente di registrare il cibo ingerito e gli stati d’animo che ad esso correliamo. Valutare il diario alimentare assieme ad uno specialista può essere molto utile.

Ma alcuni accorgimenti li possiamo mettere in campo subito.

Mentre i momenti di socialità si possono decidere prima e attuare delle misure preventive, quando il tono dell’umore scende a causa di problemi più o meno gravi, non sempre è possibile prevenire il problema.

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Il metodo

Come spiegato altrove, non basta la la forza di volontà per dimagrire. Certo è necessario impegnarsi, e molto, ma ci sono metodi applicabili al dimagrimento ed anche ad altre situazioni, che possono aiutare.

Innanzitutto bisogna imparare ad individuare le situazioni a rischio per poterle evitare o sapere come affrontarle:

  • i momenti di socializzazione (cioè feste, vacanze, compleanni, sagre, tutte le situazioni di socialità)
  • il tono dell’umore in salita (felicità per qualche motivo)
  • il tono dell’umore in discesa (lo stress inteso come grane di famiglia, di lavoro, lutti, insomma tutto ciò che ci capita addosso, è da risolvere e ci fa star male, ma ci porta via anche tempo ed energie per risolverlo)

Questi momenti non sono uguali per tutti: c’è chi mangia il dolcetto la sera perchè stanco o felice, o depresso, c’è chi mangia con gli amici, c’è chi va a tutte le feste e le sagre, c’è chi ha moltissimi parenti, c’è chi non ha tempo libero per cucinare o fare la spesa…

Iniziamo ad analizzare i momenti di socializzazione con alcuni esempi generici:

Questi sono momenti critici per tutti, ma ognuno di noi deve sapere come gestire i suoi: se ci viene proposto di andare all’Eurochocolate, per esempio, dobbiamo valutare quanto ci costa, proprio come pianificheremmo il we in termini di albergo e viaggio.
Può essere che non si sia particolarmente amanti del cioccolato, può essere che si passi mezza giornata a Perugia città a vedere una Chiesa, ma è assurdo andare all’Eurochocolate due giorni e dire: io devo resistere. Si può non andare, oppure andare mezza giornata oppure andare un we e vedere come và, facendo poi un bilancio.

Vi faccio un altro esempio: le vacanze. Continua..

Obesità in aumento anche in Cina

Moltissimi studi hanno evidenziato come la percentuale di adulti obesi sia notevolemente aumentata in Cina negli ultimi anni.

Si è analizzato come il fenomeno dell’obesità, la tipica malattia del benessere che colpisce i paesi sviluppati, stia dilagando anche in paesi emergenti quali la Cina, Vietnam e Filippine.

Inoltre, mentre in Cina la percentuale di obesi è in media del 5% c’è un’enorme disparità tra abitanti nelle campagne e in città, dove la percentuale arriva al 20%.

Perchè questa enorme differenza? Continua..

La forza di volontà

In maniera errata si crede che un obeso non abbia la forza di volontà per mettersi a dieta!

Niente di più sbagliato!

Tutti parlando di questa forza di volontà, ma analizziamola bene:

  • l’anoressico sostiene di avere una grande forza di volontà perchè resiste al cibo
  • il bulimico sostiene di non averla perchè non resiste alle abbuffate e si sente in colpa, quindi compensa
  • l’obeso viene tacciato di non avere forza di volontà nel saper resistere alle tentazioni

Spesso gli anoressici concentrano la loro forza di volontà solo sul cibo perchè non riescono a risolvere gli altri problemi.

I bulimici sono a metà strada: compensano perchè credono di non avere forza di volontà, in realtà la loro forza di volontà è male indirizzata.

Ci sono obesi che gestiscono situazioni familiari difficili, con figli non normali, o che gestiscono situazioni lavorative terribili o che sono talmente generosi da essere sempre quelli su cui si può contare.
Quindi non venitemi a parlare di mancanza di forza di volontà! E’ solo male indirizzata!

E’ come dire che l’obeso è tonto, non ci arriva poverino, è limitato!

No, l’obeso è bravissimo in tutto, tranne che nella gesione del cibo! Sono le abitudini che si devono modificare!

Vi faccio un esempio:

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Sgarro o extra?

Fare la dieta, si sa, viene bene a tutti… per il primo periodo che può variare dai 15 gg ad alcuni mesi per i più motivati.

Poi accade che si abbia voglia di qualcosa di buono.

E lì parte quello che in molti considerano il “danno alla dieta” e che li porta a rovinare tutto.

Innanzitutto la dieta non deve essere vista come un momento della nostra vita e poi stop, bagordi a non finire. La dieta equilibrata, una sana mediterranea, per esempio, può diventare la normalità della nostra vita, senza particolari sacrifici e con ottimi benefici per la salute (Ricordate che sembra aiutare a prevenire Parkinson ed Alzheimer come scritto in quest’articolo: Dieta Mediterranea, un aiuto per combattere Parkinson ed Alzheimer).

Partendo da questo presupposto di dieta come normalità e non come eccezione bisogna pensare di introdurre, una tantum, cibi che non sono previsti, ma che ci piacciono. Se questi cibi non vengono decisi in anticipo, ma mangiati quando ci vengono in mente, diventano uno sgarro alla dieta.

E questo scatena il senso di colpa, che scatena il concetto del “tanto ormai” che porta a mollare uno schema salutare.

Il senso di colpa vi ha mai fatto dimagrire? Non credo, no, per quanto ne sappia io il senso di colpa non ha mai aiutato nessuno.

Come evitarlo quindi?

Innanzitutto programmando un extra.

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Massa grassa, massa magra e BMI

Un paio di settimane fa vi abbiamo presentato nell’articolo La calorimetria e l’impedenziometria alcuni strumenti utili per chi soffre di DCA: sono strumenti oggettivi che vanno oltre alle classiche tabelle di BMI (Body Mass Index = Indice di Massa Corporeo) e di metabolismo medio, ma misurano effettivamente la % di massa grassa e magra e il consumo metabolico basale.

Questi sono esami seri che vengono fatti in caso sia di obesità che di anoressia e bulimia, presso molti ospedali d’Italia pagando il ticket oppure presso medici privati.

Perchè non sempre le tabelle del BMI sono universalmente valide? Cosa sono la massa grassa e magra del corpo e a che cosa servono?

La massa magra è il tessuto muscolare, è molto ricca di acqua (circa il 60%) ed influenza notevolmente il metabolismo. Infatti più muscoli abbiamo, più calorie bruciamo, sia a riposo che in attività.

La massa grassa è il tessuto adiposo, è poverissimo di acqua e non brucia calorie, anche se una parte ricopre il cuore e altri organi. Una percentuale di massa grassa deve sempre essere presente, in quantità superiore per le donne rispetto agli uomini perchè la maggiore percentuale di grasso corporeo nella donna è connessa alla funzione sessuale e riproduttiva.

Infatti una anoressica o un’obesa grave iniziano a non avere più il ciclo mestruale a causa, nella prima, di una mancanza di massa grassa preposta alla funzione e, nella seconda, di una eccessiva quantità della stessa.

Perchè a volte il BMI non è sufficiente?

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Valutiamo il diario alimentare

Due settimane fa si parlava dell’importanza di redarre un diario alimentare per capire i problemi e trovare delle soluzioni. Ne abbiamo parlato in questo articolo: Il diario alimentare

L’avete fatto?

Due settimane è un periodo di tempo che dà la giusta connotazione del problema.

Proviamo a vedere gli errori più diffusi.

Questi sono solo esempi: un medico sicuramente può aiutarvi di più se, all’incontro, andate con un diario alimentare.

Mangio poco a pranzo, ma mangio tanti fuoripasto.

Cercare di fare dei piatti più soddisfacenti dal punto di vista di palatabilità e sazietà.

80 gr di spaghetti aglio, olio e peperoncino hanno le stesse calorie di 80 gr di pasta coi broccoli, ma la sazietà che ne deriva da un piatto di pasta con verdure è ben diverso da uno con solo del (poco) condimento.

La palatabilità poi è la chiave per non smettere mai il regime alimentare: se mangio sempre pasta e broccoli, mi stufo presto, variare, sperimentare nuove ricette si può e si deve!

Durante il giorno va tutto bene, ma quando arrivo a casa dal lavoro o dall’università svuoto il frigo, oppure la sera dopo cena davanti alla tv mi concedo un dolce.

Anche questo comportamento è da ricercarsi nell’ambiente esterno più che nel non essere bravi a fare la dieta.

Un’idea che con molti funziona è programmare la palestra subito dopo il lavoro, senza rientrare a casa, e funziona anche per cho mangiucchia la sera: si è più soddisfatti e non si cerca cibo nel dopocena.

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