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Dietologica

Eva, il Serpente e la Mela Candita

Archivio per la categoria 'Studi e ricerche'

I bambini accuditi dai nonni hanno più probabilità di essere in sovrappeso

nonniSe i bambini passano molto tempo con i nonni hanno il 34% di probabilità in più di essere in sovrappeso rispetto invece ai bambini che vanno all’asilo nido. Almeno questo emerge da uno studio condotto da un gruppo di ricercatori della University College di Londra e riportato sul quotidiano britannico Daily Telegraph.

Lo studio ha coinvolto 12 mila bambini di 3 anni d’età  i cui dati sono stati raccolti nel Millennium Cohort Study, uno studio britannico focalizzato sulla salute dei bambini di età compresa tra i nove mesi e i tre anni, nati in Gran Bretagna tra il 2000 e il 2001.

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Obesità e calcoli renali

L’obesità raddoppia la probabilità di sviluppare calcoli ai reni indipendentemente dalla propria gravità. Lo hanno scoperto i ricercatori della Johns Hopkins university con uno studio pubblicato dal Journal of Urology.

“Il pensiero comune vuole che all’aumentare del peso cresca proporzionalmente anche il rischio di calcoli, ma non è così – ha spiegato Brian Matlaga, che ha coordinato la ricerca – sia che una persona sia moderatamente obesa che fortemente la percentuale di rischio rimane la stessa”.

I ricercatori sono giunti a questa conclusione usando un database di una compagnia di assicurazione sanitaria con i dati di oltre 95 mila persone, che avevano completato un modulo in cui dovevano indicare anche l’indice di massa corporea. Verificando l’indice per i soggetti che si erano poi sottoposti a trattamenti per i calcoli renali è emerso che la probabilità di avere questa patologia è del 2,6% nei non obesi, e sale al 4,9 negli obesi di qualsiasi tipo.

L’obesità infantile comincia a 2 anni

bimbiChi vuole evitare ai figli una vita di battaglie con la bilancia deve allertarsi già quando sono piccolissimi: secondo un gruppo di ricercatori statunitensi, il ‘punto critico’ a partire dal quale un bimbo si avvia sulla strada dell’obesità è spesso ancora prima dei due anni.

Uno studio, che ha preso in esame oltre 100 bambini e adolescenti obesi, ha rivelato che più della metà erano sovrappeso già a 24 mesi; il 90% a cinque anni; un quarto di loro, addirittura prima dei cinque mesi; e tutti erano sovrappeso o obesi all’età di 10.

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Vuoi dimagrire? Trasferisciti in montagna

obesitàChi vuole perdere qualche chilo di troppo dovrebbe trasferirsi per un po’  di tempo in montagna: grazie all’aria rarefatta bruciare i grassi può essere piu’ facile. E’ quanto emerso da uno studio condotto da un gruppo di ricercatori dell’Università Ludwig Maximillians di Monaco e pubblicato sulla rivista ‘Obesity’.

Lo studio ha coinvolto all’incirca una ventina di persone con un’indice di massa corporea in media di quasi 34, ben al di sopra dell’indice consigliato. Ma dopo aver passato un mese in montagna i soggetti avevano perso qualche chilo.

Le condizioni uniche in cui hanno vissuto hanno accelerato il metabolismo, ridotto l’appetito e i livelli della pressione sanguigna. L’aria rarefatta della montagna non è molto ricca di ossigeno ed è più leggera rispetto a quella che si trova ai livelli del mare.

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La dipendenza dal cibo è uguale a quella per le droghe

cervelloMangiare troppo crea una forma di dipendenza simile a quella da fumo, alcol, droghe. Si tratta di una compulsiva ricerca del piacere guidata da un eccessivo funzionamento di una regione del cervello (quella della ricompensa) e non adeguatamente controllata dai freni inibitori, come hanno spiegato le ultime ricerche dei neuroscienziati statunitensi.

Con le nuove tecniche di ‘neuroimaging’ i ricercatori hanno potuto studiare il cervello dei pazienti con comportamenti addittivi, osservando come il sistema di ricompensa del cervello, in gran parte basato sul neurotrasmettitore dopamina, cerchi continuamente la stessa sostanza che produce piacere (droga, alcol o altro), mentre i centri che controllano l’inibizione vanno in tilt.

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Un gel solido nello stomaco che riduce l’appetito

obesita2Basta con diete rigide e terribili. Tra qualche anno, infatti, potremmo avere sulle nostre tavole una soluzione acquosa che si trasforma in gel solido nello stomaco che riduce l’appetito. A svilupparlo è stato un gruppo di scienziati della Birmingham University in Gran Bretagna. A dare la notizia è stato il quotidiano britannico Guardian. “Questo liquido potrà essere usato da chi ha esagerato durante le feste, ma anche da chi ha problemi a dimagrire con le diete tradizionali”, ha detto Fotis Spyropoulos, uno dei capi del progetto.

“E’ da un anno che lavoriamo a questo progetto – ha continuato – e ci vorranno ancora tre anni prima di arrivare al prodotto finito”. Il liquido, per ora insapore (le possibilità che saranno valutate i gusti cioccolata, fragola, mango o frutto della passione) è costituito da polimeri naturali che si trovano in molti altri cibi, pane compreso.

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Per gli obesi è necessaria una dose maggiore di antibiotici

obesitàI normali dosaggi per gli antibiotici non sono sufficienti in quanto non tengono conto della crescente diffusione dell’obesità e della comparsa di microbi resistenti. Queste le conclusioni di un nuovo studio, condotto dall’Alfa Institute of Biomedical Sciences di Atene (Grecia) e pubblicato sulla rivista medica Lancet.

“I medici dovrebbero cominciare a tenere in considerazione la massa corporea dei pazienti quando somministrano gli antibiotici, poichè la concentrazione del farmaco all’interno del corpo determina la sua efficacia e la sua durata”, hanno spiegato Matthew Falagas e Drosos Karageorgopoulos, i ricercatori a capo dello studio.

“Con l’aumento dei livelli di obesità – hanno continuato – questo problema non è piu’ limitato a un piccolo numero di pazienti e i dosaggi dovrebbero essere ricalcolati per permettere ai medici di somministrare la giusta quantita’”. I ricercatori hanno sottolineato anche l’importanza di sconfiggere completamente i microbi in caso di infezione. “Se essi non sono del tutto eliminati, potrebbero diventare sempre piu’ resistenti e compromettere i farmaci usati in seguito”, hanno spiegato Falagas e Karageorgopoulos.

“Riteniamo che il calcolo della dose appropriata alla massa corporea sia necessaria per una lotta efficace contro le infezioni. Questo calcolo – hanno concluso – è già stato effettuato per i bambini: non dovrebbe essere troppo difficoltoso applicarlo anche agli adulti”.

Essere in sovrappeso aumenta il rischio di malattie cardiovascolari

grassoEssere in sovrappeso è molto più pericoloso di quanto normalmente si pensi: aumenta incredibilmente il rischio di decesso per malattie cardiovascolari.

A scoprirlo è una nuova ricerca pubblicata sulla rivista British Medical Journal e mirata a correggere e ad aggiornare le statistiche prodotte da altri studi precedenti. A condurre lo studio, effettuato su oltre un milione di coppie di padri e figli, sono stati i ricercatori del Karolinska Institute in Stoccolma, Svezia.

”Essere sovrappeso o obesi aumenta il rischio di morire per malattie e insufficienze cardiovascolari dell’82%”, hanno spiegato i ricercatori.

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Una dieta sana aiuta in casi di depressione e ansia

depressioneUna dieta più sana potrebbe essere di beneficio per le donne che soffrono di depressione e ansia, secondo uno studio australiano.

L’equipe della Dr.ssa Felice N. Jacka, della University of Melbourne, Australia, sostiene che i disturbi dell’umore erano più comuni tra le donne, di qualunque età (dai 20 ai 93 anni) che, nel corso dei dieci anni dello studio, consumavano più cibi elaborati, raffinati e ricchi di grassi.

“Non esiste una formula magica per una dieta anti-depressione”, chiarisce la Dr.ssa Jacka; tuttavia consumare prevalentemente frutta, verdura, cereali integrali, latticini e carne magra, e lasciare che dolci e cibi elaborati siano l’eccezione, è un valido aiuto non solo per il benessere fisico, ma anche psicologico.

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A un anno dal matrimonio, una moglie su 5 arriva a mettere su fino a 10 chili

matrimonio.jpgPer una donna in procinto di sposarsi è di fondamentale importanza arrivare al ‘grande giorno’ con una forma smagliante. La dieta è un ‘must’ per le aspiranti sposine. Ma una volta che l’anello arriva al dito medio della mano sinistra, la situazione cambia radicalmente.

A un anno dalla cerimonia, una moglie su 5 arriva a mettere su fino a 10 chili. Queste, in estrema sintesi, sono le conslusioni di una ricerca britannica, commissionata dall’azienda Yakult che commercia anche bevande dietetiche. I risultati sono stati riportati dal quotidiano britannico Daily Mail. La ricerca ha riguardato circa 3 mila donne sposate. Dai risultati è emerso che al primo anniversario il 22% delle spose lievita letteralmente.

Di queste, più della metà ha dichiarato di non essere preoccupata per la nuova linea dopo il matrimonio, mentre una donna su 5 confessa di iniziare ad abbuffarsi in luna di miele. Il 42 per cento ha ammesso di essere semplicemente troppo rilassata con il nuovo marito e il 22%  ha dichiarato di non ritenere necessario impressionare il proprio partner dopo averlo ‘incastrato’ con l’anello al dito.

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