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	<title>Dietologica &#187; Disturbi del comportamento alimentare</title>
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	<description>Eva, il Serpente e la Mela Candita</description>
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		<title>Lettera di una bulimica</title>
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		<pubDate>Fri, 02 Dec 2011 10:20:38 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Cinzia Zappa</dc:creator>
				<category><![CDATA[Bulimia]]></category>

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		<description><![CDATA[Nei nostri commenti abbiamo letto una lettera che una nostra commentatrice, che soffre di bulima, ha scritto al fidanzato. Vogliamo ripubblicarla qui, per tutte le persone che si chiedono perchè una persona diventa bulimica, perchè non smette, del resto sono solo idee&#8230; Caro Amore, ti devo dire una cosa&#8230; una cosa che non ho mai [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<!-- Start Shareaholic LikeButtonSetTop Automatic --><!-- End Shareaholic LikeButtonSetTop Automatic --><p style="text-align: justify;">Nei nostri commenti abbiamo letto una lettera che una nostra commentatrice, che soffre di bulima, ha scritto al fidanzato.</p>
<p style="text-align: justify;">Vogliamo ripubblicarla qui, per tutte le persone che si chiedono perchè una persona diventa bulimica, perchè non smette, del resto sono solo idee&#8230;</p>
<p style="text-align: justify;"><em>Caro Amore, ti devo dire una cosa&#8230; una cosa che non ho mai avuto il coraggio di dirti, forse per paura di perderti, forse per paura di essere giudicata o compatita&#8230; da 2 anni e mezzo ho un grande malessere… il mio scheletro nell’armadio di cui ti parlo sempre… il mio scheletro nell’armadio è il mio malessere. </em></p>
<p style="text-align: justify;"><em>Soffro di bulimia da settembre del 2009&#8230; non so come tutto sia iniziato.., ma da quel momento passo le mie giornate in bagno a vomitare&#8230; quando mi vedi nervosa o vedi in me quell’atteggiamento depressivo è colpa sua, della bulimia. Voglio a tutti i costi guarire e quando vedo che fallisco sempre in questo, cado giù,&#8230;.<span id="more-7088"></span><br />
iniziano i brutti pensieri, le paranoie, la mia perenne insicurezza. Scusa amore se ho tenuto tutto segreto&#8230; scusa amore se sono stata egoista in questo, ma il mio egoismo era ed è solo paura&#8230; non volevo caricarti i miei problemi addosso. Ora sai tutto&#8230; sai tutto di me e hai finalmente la possibilità di scegliere&#8230; starmi accanto o andare via e toglierti dalle spalle pesi e pensieri che non sono tuoi&#8230; Se andrai via ti capisco&#8230; ma sicuramente non è amore quello che provi. </em></p>
<p style="text-align: justify;"><em>Adesso capirai il perchè di tutte quelle volte che dicevo no alle serate con gli amici, ai problemi che mi facevo per andare a mangiare la pizza&#8230; adesso sicuramente capirai il perchè di tante cose&#8230; giuro che non sono contenta di ciò, giuro che non mi piace la vita che passo. Che voglio smettere&#8230; ma da sola non ci riesco&#8230;  ora capisci il perchè del mio perenne bisogno d’amore?? Del bisogno di essere rassicurata.. quello che ti ho detto, so che adesso cambierà il rapporto tra di noi…non so dove lo porterà ,se lo porterà a finire… la bulimia ha distrutto già me ..non voglio che distrugga la sola cosa per cui voglio guarire… ti amo… anche se andrai via</em></p>
<div class="fblike_button" style="margin: 10px 0;"><iframe src="http://www.facebook.com/plugins/like.php?href=http%3A%2F%2Fwww.dietologica.it%2F2011%2F12%2Flettera-di-una-bulimica%2F&amp;layout=standard&amp;show_faces=false&amp;width=450&amp;action=like&amp;colorscheme=light" scrolling="no" frameborder="0" allowTransparency="true" style="border:none; overflow:hidden; width:450px; height:25px"></iframe></div>
<div class="shr-publisher-7088"></div><!-- Start Shareaholic LikeButtonSetBottom Automatic --><div style="clear: both; min-height: 1px; height: 3px; width: 100%;"></div><div class='shareaholic-like-buttonset' style='float:none;height:30px;'><a class='shareaholic-fblike' data-shr_layout='button_count' data-shr_showfaces='false' data-shr_href='http%3A%2F%2Fwww.dietologica.it%2F2011%2F12%2Flettera-di-una-bulimica%2F' data-shr_title='Lettera+di+una+bulimica'></a><a class='shareaholic-googleplusone' data-shr_size='medium' data-shr_count='true' data-shr_href='http%3A%2F%2Fwww.dietologica.it%2F2011%2F12%2Flettera-di-una-bulimica%2F' data-shr_title='Lettera+di+una+bulimica'></a><a class='shareaholic-tweetbutton' data-shr_count='none' data-shr_href='http%3A%2F%2Fwww.dietologica.it%2F2011%2F12%2Flettera-di-una-bulimica%2F' data-shr_title='Lettera+di+una+bulimica'></a></div><div style="clear: both; min-height: 1px; height: 3px; width: 100%;"></div><!-- End Shareaholic LikeButtonSetBottom Automatic -->]]></content:encoded>
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		<title>Anoressia: una malattia che non risparmia nessuno!</title>
		<link>http://www.dietologica.it/2011/12/anoressia-una-malattia-che-non-risparmia-nessuno/</link>
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		<pubDate>Thu, 01 Dec 2011 12:16:57 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Cinzia Zappa</dc:creator>
				<category><![CDATA[Anoressia]]></category>
		<category><![CDATA[Dal Mondo]]></category>
		<category><![CDATA[Disturbi del comportamento alimentare]]></category>

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		<description><![CDATA[L&#8217;anoressia non fa discriminazioni: colpisce poveri e ricchi. Ne sembra saper qualcosa anche Doña Letizia: la futura regina delle Astrurie. Che essere Regine o future tali sia uno stress enorme con ricadute sulla psiche lo ha dimostrato per prima Sissi, la tanto famosa Imperatrice d&#8217;Austria, primo caso di anoressia, non riconosciuto ai tempi,  passando per Lady D, [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<!-- Start Shareaholic LikeButtonSetTop Automatic --><!-- End Shareaholic LikeButtonSetTop Automatic --><p style="text-align: justify;">L&#8217;anoressia non fa discriminazioni: colpisce poveri e ricchi.<a href="http://www.dietologica.it/wp-content/uploads/2011/12/letizia.bmp"><img class="alignright size-full wp-image-7086" style="border: black 1px solid;" title="letizia" src="http://www.dietologica.it/wp-content/uploads/2011/12/letizia.bmp" alt="" /></a></p>
<p style="text-align: justify;">Ne sembra saper qualcosa anche Doña Letizia: la futura regina delle Astrurie.</p>
<p style="text-align: justify;">Che essere Regine o future tali sia uno stress enorme con ricadute sulla psiche lo ha dimostrato per prima Sissi, la tanto famosa Imperatrice d&#8217;Austria, primo caso di anoressia, non riconosciuto ai tempi,  passando per Lady D, ma anche la nuova futura regina Kate Middelton.</p>
<p style="text-align: justify;">Purtroppo però le ultime immagini che la ritraggono vedono braccia scheletriche e spalle ossute.</p>
<p style="text-align: justify;">La futura Regina associa alla dieta ore e ore di palestra e, vuoi lo stress di dover sempre apparire perfetta, vuoi il carico effettivo di lavoro, l&#8217;anoressia sembra essere andata a far visita anche a lei.</p>
<p style="text-align: justify;">Speriamo invece che sia solo stress e stanchezza che stia provando la bella ex giornalista, perchè l&#8217;anoressia non sempre perdona.</p>
<p style="text-align: justify;">[Fonte <a title="Corriere della Sera" href="http://www.corriere.it/esteri/11_novembre_30/nicastro-letizia-ortez-nel-baratro-anoressia_d6fb61c2-1b51-11e1-915f-d227e00dc4bd.shtml" target="_blank">Corriere della Sera</a>]</p>
<div class="fblike_button" style="margin: 10px 0;"><iframe src="http://www.facebook.com/plugins/like.php?href=http%3A%2F%2Fwww.dietologica.it%2F2011%2F12%2Fanoressia-una-malattia-che-non-risparmia-nessuno%2F&amp;layout=standard&amp;show_faces=false&amp;width=450&amp;action=like&amp;colorscheme=light" scrolling="no" frameborder="0" allowTransparency="true" style="border:none; overflow:hidden; width:450px; height:25px"></iframe></div>
<div class="shr-publisher-7085"></div><!-- Start Shareaholic LikeButtonSetBottom Automatic --><div style="clear: both; min-height: 1px; height: 3px; width: 100%;"></div><div class='shareaholic-like-buttonset' style='float:none;height:30px;'><a class='shareaholic-fblike' data-shr_layout='button_count' data-shr_showfaces='false' data-shr_href='http%3A%2F%2Fwww.dietologica.it%2F2011%2F12%2Fanoressia-una-malattia-che-non-risparmia-nessuno%2F' data-shr_title='Anoressia%3A+una+malattia+che+non+risparmia+nessuno%21'></a><a class='shareaholic-googleplusone' data-shr_size='medium' data-shr_count='true' data-shr_href='http%3A%2F%2Fwww.dietologica.it%2F2011%2F12%2Fanoressia-una-malattia-che-non-risparmia-nessuno%2F' data-shr_title='Anoressia%3A+una+malattia+che+non+risparmia+nessuno%21'></a><a class='shareaholic-tweetbutton' data-shr_count='none' data-shr_href='http%3A%2F%2Fwww.dietologica.it%2F2011%2F12%2Fanoressia-una-malattia-che-non-risparmia-nessuno%2F' data-shr_title='Anoressia%3A+una+malattia+che+non+risparmia+nessuno%21'></a></div><div style="clear: both; min-height: 1px; height: 3px; width: 100%;"></div><!-- End Shareaholic LikeButtonSetBottom Automatic -->]]></content:encoded>
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		<title>Troppi bambini obesi</title>
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		<pubDate>Mon, 03 Oct 2011 15:04:20 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Marina Morelli</dc:creator>
				<category><![CDATA[Disturbi del comportamento alimentare]]></category>

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		<description><![CDATA[L&#8217;obesità rappresenta un problema di crescente rilevanza. Basti pensare che, secondo gli ultimi dati, il 35% dei bambini italiani è obeso (13%) o in sovrappeso (23%). Questi alcuni dei dati forniti dal ministro della Salute, Ferruccio Fazio, al convengo &#8216;Nuove linee di indirizzo in tema di riabilitazione: l&#8217;obeso grave come paziente ad alta complessita&#8221;, organizzato [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<!-- Start Shareaholic LikeButtonSetTop Automatic --><!-- End Shareaholic LikeButtonSetTop Automatic --><p><a href="http://www.dietologica.it/wp-content/uploads/2009/10/bimbi-e-dolci.jpg"><img class="size-medium wp-image-5091 alignright" title="bimbi e dolci" src="http://www.dietologica.it/wp-content/uploads/2009/10/bimbi-e-dolci-199x300.jpg" alt="" width="199" height="300" /></a>L&#8217;obesità rappresenta un problema di crescente rilevanza. Basti pensare che, secondo gli ultimi dati, il 35% dei bambini italiani è obeso (13%) o in sovrappeso (23%). Questi alcuni dei dati forniti dal ministro della Salute, Ferruccio Fazio, al convengo &#8216;Nuove linee di indirizzo in tema di riabilitazione: l&#8217;obeso grave come paziente ad alta complessita&#8221;, organizzato presso l&#8217;ospedale Auxologico San Luca di Milano.</p>
<p>&#8220;L&#8217;obesita&#8217; &#8211; ha detto Fazio &#8211; è un problema di sanità pubblica ed e&#8217; un problema particolarmente grave nel nostro Paese&#8221;, dove registra livelli di crescita preoccupanti. Molto spesso, ha spiegato Antonio Liuzzi, coordinatore del Rapporto sull&#8217;Obesita&#8217; in Italia dell&#8217;Auxologico, &#8220;vediamo pazienti rifiutati dai reparti di riabilitazione specialistica perche&#8217; gravemente obesi e non accettati dai reparti di riabilitazione per l&#8217;obeso, perche&#8217; complicati da patologie specialistiche soprattutto respiratorie&#8221;.</p>
<p><span id="more-7026"></span><br />
Insomma ci sono tante persone che sono troppo obese, e per questo inadatte anche ad essere ricoverate in un reparto di riabilitazione.</p>
<p>Da parte sua Regione Lombardia sta lavorando da tempo per realizzare una rete territoriale in grado di garantire continuita&#8217; assistenziale ai pazienti cronici, attraverso diversi interventi: riconoscimento della funzione territoriale per gli ospedali; introduzione dei letti per le cure sub acute; sperimentazione in 5 Asl del Cronic Related Gruop (CReG), una innovativa modalita&#8217; di presa in carico, che coinvolge i diversi soggetti coinvolti nelle attivita&#8217; di cura. Lo ha ribadito oggi l&#8217;assessore Bresciani: &#8220;E&#8217; proprio in questo sistema che trova spazio la cura dell&#8217;obesita&#8217; grave, che rappresenta una grande sfida nell&#8217;ambito della cronicita&#8217;. Una sfida che noi vogliamo vincere attraverso la prevenzione, la presa in carico e l&#8217;approccio multi disciplinare&#8221;. Oggi, ha detto ancora Bresciani, il 37% dei cronici risiedono nelle aree ci cura per acuti. Questo e&#8217; inappropriato. La sfida e&#8217; portare questo 37% verso le cure domiciliari potenziando il ruolo dei medici di medicina generale e delle cure territoriali&#8221;.
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<div class="shr-publisher-7026"></div><!-- Start Shareaholic LikeButtonSetBottom Automatic --><div style="clear: both; min-height: 1px; height: 3px; width: 100%;"></div><div class='shareaholic-like-buttonset' style='float:none;height:30px;'><a class='shareaholic-fblike' data-shr_layout='button_count' data-shr_showfaces='false' data-shr_href='http%3A%2F%2Fwww.dietologica.it%2F2011%2F10%2Ftroppi-bambini-obesi%2F' data-shr_title='Troppi+bambini+obesi'></a><a class='shareaholic-googleplusone' data-shr_size='medium' data-shr_count='true' data-shr_href='http%3A%2F%2Fwww.dietologica.it%2F2011%2F10%2Ftroppi-bambini-obesi%2F' data-shr_title='Troppi+bambini+obesi'></a><a class='shareaholic-tweetbutton' data-shr_count='none' data-shr_href='http%3A%2F%2Fwww.dietologica.it%2F2011%2F10%2Ftroppi-bambini-obesi%2F' data-shr_title='Troppi+bambini+obesi'></a></div><div style="clear: both; min-height: 1px; height: 3px; width: 100%;"></div><!-- End Shareaholic LikeButtonSetBottom Automatic -->]]></content:encoded>
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		<title>Anoressici a 5 anni</title>
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		<pubDate>Mon, 01 Aug 2011 19:10:10 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Marina Morelli</dc:creator>
				<category><![CDATA[Disturbi del comportamento alimentare]]></category>
		<category><![CDATA[Anoressia]]></category>
		<category><![CDATA[bambini]]></category>
		<category><![CDATA[daily mail]]></category>

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		<description><![CDATA[L&#8217;emulazione dei modelli delle &#8216;star grissino&#8217;, a volte frutto di ritocchi fotografici, ha causato in Gran Bretagna un&#8217;epidemia di anoressia che vede gia&#8217; bambini di 5 anni affetti dalla malattia. E&#8217; quanto riporta il Daily Mail secondo il quale, in base ai dati del Servizio sanitario nazionale, nel Regno Unito negli ultimi tre anni si [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<!-- Start Shareaholic LikeButtonSetTop Automatic --><!-- End Shareaholic LikeButtonSetTop Automatic --><p><a href="http://www.dietologica.it/wp-content/uploads/2011/08/bambini.jpg"><img class="alignright size-full wp-image-6995" title="bambini" src="http://www.dietologica.it/wp-content/uploads/2011/08/bambini.jpg" alt="" width="161" height="210" /></a>L&#8217;emulazione dei modelli delle &#8216;star grissino&#8217;, a volte frutto di ritocchi fotografici, ha causato in Gran Bretagna un&#8217;epidemia di anoressia che vede gia&#8217; bambini di 5 anni affetti dalla malattia.</p>
<p>E&#8217; quanto riporta il <a href="http://www.dailymail.co.uk/news/article-2020765/Children-treated-anorexia-Doctors-blame-ultra-slim-celebrities.html" target="_blank"><strong>Daily Mail</strong></a> secondo il quale, in base ai dati del Servizio sanitario nazionale, nel Regno Unito negli ultimi tre anni si sono avuti 98 casi di anoressia in bimbi tra cinque e sette anni, uno tra gli 8 e i 9 anni, quasi 400 tra 10 e 12, per toccare il picco di 1.500 casi nella piena adolescenza, tra 13 e 15 anni.
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		<title>A tre anni già pensano di voler perdere peso</title>
		<link>http://www.dietologica.it/2011/05/a-tre-anni-gia-pensano-di-voler-perdere-peso/</link>
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		<pubDate>Sun, 01 May 2011 09:54:01 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Marina Morelli</dc:creator>
				<category><![CDATA[Disturbi del comportamento alimentare]]></category>
		<category><![CDATA[bambine]]></category>
		<category><![CDATA[disturbi alimentari]]></category>
		<category><![CDATA[peso]]></category>
		<category><![CDATA[televisione]]></category>

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		<description><![CDATA[Quasi la metà delle bimbe tra i tre e i sei anni è preoccupata del proprio peso e una su tre vorrebbe cambiare qualcosa del proprio aspetto. Lo sostiene uno studio condotto dalla University of Central Florida (Usa) pubblicato sul British Journal of Developmental Psycology. Delle 121 bambine prese in esame, il 31% aveva dimostrato [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<!-- Start Shareaholic LikeButtonSetTop Automatic --><!-- End Shareaholic LikeButtonSetTop Automatic --><p><a href="http://www.dietologica.it/wp-content/uploads/2009/10/bimbi-e-dolci.jpg"><img class="alignright size-thumbnail wp-image-5091" title="bimbi e dolci" src="http://www.dietologica.it/wp-content/uploads/2009/10/bimbi-e-dolci-150x150.jpg" alt="" width="150" height="150" /></a>Quasi la metà delle bimbe tra i tre e i sei anni è preoccupata del proprio peso e una su tre vorrebbe cambiare qualcosa del proprio aspetto.</p>
<p>Lo sostiene uno studio condotto dalla University of Central Florida (Usa) pubblicato sul British Journal of Developmental Psycology. Delle 121 bambine prese in esame, il 31% aveva dimostrato una seria preoccupazione per il proprio aspetto e il 18% si era detto mediamente preoccupato.</p>
<p>Secondo <a href="http://www.drrobynsilverman.com/body-image/fear-of-fat-in-tots-body-image-fat-hatred-in-preschoolers-young-children/" target="_blank"><strong>gli esperti</strong></a> questa ossessione per la bellezz afisica è legata alle immagini trasmesse dalla tv.
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		<title>Rischio DCA con l&#8217;abuso dei Social Network</title>
		<link>http://www.dietologica.it/2011/03/rischio-dca-con-labuso-dei-social-network/</link>
		<comments>http://www.dietologica.it/2011/03/rischio-dca-con-labuso-dei-social-network/#comments</comments>
		<pubDate>Wed, 23 Mar 2011 13:26:42 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Cinzia Zappa</dc:creator>
				<category><![CDATA[Disturbi del comportamento alimentare]]></category>

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		<description><![CDATA[L&#8217;esposizione per troppe ore a modelli irreali porta le adolescenti ad un calo della loro autostima con conseguente atteggiamento errato verso il cibo. Lo dimostra uno studio dell&#8217;università di Haifa, condotto su circa 250 adolescenti dai 12 ai 19 anni. Alle ragazze è stato chiesto di indicare le loro abitudini nel tempo libero, con particolare [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<!-- Start Shareaholic LikeButtonSetTop Automatic --><!-- End Shareaholic LikeButtonSetTop Automatic --><p>L&#8217;esposizione per troppe ore a modelli irreali porta le adolescenti ad un calo della loro autostima con conseguente atteggiamento errato verso il cibo.</p>
<p style="text-align: justify;">Lo dimostra uno <a href="http://www.corriere.it/salute/nutrizione/11_marzo_18/teenager-facebook-disturbi-alimentari-meli_a67b2270-48a3-11e0-b2f1-0566c0fae1de.shtml" target="_blank">studio </a>dell&#8217;università di Haifa, condotto su circa 250 adolescenti dai 12 ai 19 anni.<a href="http://www.dietologica.it/wp-content/uploads/2011/03/bilancia.jpg"><img class="alignright size-thumbnail wp-image-6906" title="anoressia olympia" src="http://www.dietologica.it/wp-content/uploads/2011/03/bilancia-150x139.jpg" alt="" width="150" height="139" /></a></p>
<p style="text-align: justify;">Alle ragazze è stato chiesto di indicare le loro abitudini nel tempo libero, con particolare riferimento al tempo trascorso su internet e alla televisione: i ricercatori hanno indagato il tipo di siti e di programmi visti dalle ragazze, in più le hanno sottoposte a questionari per capirne l&#8217;atteggiamento verso il cibo e il grado di autostima e fiducia in loro stesse. I risultati sono chiari: <span id="more-6905"></span>quanto più a lungo le ragazze passavano il tempo su Facebook, tanto più era probabile che soffrissero di disturbi alimentari come bulimia o anoressia. Le più assidue erano anche le adolescenti con maggiori problemi di insoddisfazione personale, che non si piacevano e avrebbero voluto mettersi a dieta per perdere peso. Stesso discorso vale per la televisione o per tutti i contenuti di internet correlati alla moda: la visione di modelle e attrici francamente sottopeso fa sì che le ragazzine si vedano brutte, inadeguate. E questo per alcune è la molla che le precipita in un disturbo alimentare vero e proprio, le altre hanno comunque la tendenza a sottoporsi a diete insensate e vivono male, insoddisfatte e poco sicure di sé.</p>
<p style="text-align: justify;">Come evitare questa deriva dei figli verso modelli irreali, che procurano loro soltanto dolore? Secondo gli israeliani la chiave di volta sono i genitori: nel loro studio, se mamma e papà trascorrevano tempo con le figlie, guardavano e discutevano con loro i programmi televisivi, sapevano quali siti frequentavano le ragazze e navigavano anche in rete e su Facebook con loro, le adolescenti avevano una maggior autostima, si sentivano meglio nei propri panni e questo, per usare le parole degli israeliani, era un ottimo &#8220;scudo&#8221; nei confronti di possibili disturbi alimentari. «È davvero così: l&#8217;adulto può rendere &#8220;attivo&#8221; il modello proposto dall&#8217;esterno stando accanto al figlio, criticando ciò che si vede assieme pur senza imporre il proprio parere. Sarebbe opportuno anche riuscire a limitare il tempo trascorso in Rete, concedendo internet non più di un&#8217;ora al giorno.</p>
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<div class="shr-publisher-6905"></div><!-- Start Shareaholic LikeButtonSetBottom Automatic --><div style="clear: both; min-height: 1px; height: 3px; width: 100%;"></div><div class='shareaholic-like-buttonset' style='float:none;height:30px;'><a class='shareaholic-fblike' data-shr_layout='button_count' data-shr_showfaces='false' data-shr_href='http%3A%2F%2Fwww.dietologica.it%2F2011%2F03%2Frischio-dca-con-labuso-dei-social-network%2F' data-shr_title='Rischio+DCA+con+l%27abuso+dei+Social+Network'></a><a class='shareaholic-googleplusone' data-shr_size='medium' data-shr_count='true' data-shr_href='http%3A%2F%2Fwww.dietologica.it%2F2011%2F03%2Frischio-dca-con-labuso-dei-social-network%2F' data-shr_title='Rischio+DCA+con+l%27abuso+dei+Social+Network'></a><a class='shareaholic-tweetbutton' data-shr_count='none' data-shr_href='http%3A%2F%2Fwww.dietologica.it%2F2011%2F03%2Frischio-dca-con-labuso-dei-social-network%2F' data-shr_title='Rischio+DCA+con+l%27abuso+dei+Social+Network'></a></div><div style="clear: both; min-height: 1px; height: 3px; width: 100%;"></div><!-- End Shareaholic LikeButtonSetBottom Automatic -->]]></content:encoded>
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		<title>Manorexia: la storia di Bryan Bixler (seconda parte)</title>
		<link>http://www.dietologica.it/2011/02/manorexia-la-storia-di-bryan-bixler-2/</link>
		<comments>http://www.dietologica.it/2011/02/manorexia-la-storia-di-bryan-bixler-2/#comments</comments>
		<pubDate>Wed, 02 Feb 2011 07:15:53 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Chiara Ceddia</dc:creator>
				<category><![CDATA[Anoressia]]></category>
		<category><![CDATA[anoressia maschile]]></category>
		<category><![CDATA[manorexia]]></category>
		<category><![CDATA[morire di fame]]></category>

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		<description><![CDATA[Ieri abbiamo pubblicato la prima parte della storia di Bryan Bixler, oggi la seconda parte. Per farlo, crede di aver bisogno di un trattamento intensivo e coordinato  in un centro per disturbi alimentari. L&#8217;assicurazione medica di Bixler pagherebbe l&#8217;aiuto medico e il trattamento psichiatrico o psicologico- tramite il medico curante Kaiser Permanente e la Orange [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<!-- Start Shareaholic LikeButtonSetTop Automatic --><!-- End Shareaholic LikeButtonSetTop Automatic --><p style="text-align: justify;">Ieri abbiamo <a href="http://www.dietologica.it/2011/02/manorexia-la-storia-di-bryan-bixler/#more-6795" target="_blank">pubblicato </a>la prima parte della storia di Bryan Bixler, oggi la seconda parte.<a href="http://www.dietologica.it/wp-content/uploads/2011/02/Bryan-Bilxer3.png"><img class="alignright size-thumbnail wp-image-6801" style="border: black 1px solid;" title="Bryan Bilxer3" src="http://www.dietologica.it/wp-content/uploads/2011/02/Bryan-Bilxer3-150x150.png" alt="" width="150" height="150" /></a></p>
<p style="text-align: justify;">Per farlo, crede di aver bisogno di un trattamento intensivo e coordinato  in un centro per disturbi alimentari. L&#8217;assicurazione medica di Bixler pagherebbe l&#8217;aiuto medico e il trattamento psichiatrico o psicologico- tramite il medico curante Kaiser Permanente e la Orange County Health Care Agency- ma non per un trattamento coordinato a lungo termine in una clinica per disturbi alimentari.</p>
<p>Il divario tra ciò di cui ha bisogno e ciò che la sua assicurazione coprirebbe è stato discusso in tutto il paese. Molte compagnie d&#8217;assicurazioni hanno messo in dubbio sempre di più la necessità di un programma di trattamento residenziale a lungo termine ed erano riluttanti all&#8217;idea di pagarne gli alti costi.</p>
<p>Sette anni fa, con i suoi genitori che pagavano il conto, Bixler passò diversi mesi in un centro di cura nel Wisconsin. Sebbene il suo peso fosse salito da quarantadue a cinquantacinque chili, Bryan lo considerò una prigione. Quando il denaro dei suoi genitori finì, lasciò il centro di cura ed immediatamente ebbe una ricaduta.</p>
<p>Durante l&#8217;ultima ricaduta, Bixler era ritornato nel centro del Wisconsin, ma vi rimase solo sei giorni. Assegnato a un&#8217;unità psichiatrica rifiutò il trattamento, e i suoi gentiori gli dissero di non poterne più affrontare il costo.<br />
Da allora, Bixler insiste, lui ha visto la luce e vorrebbe stare in un programma di cura a lungo termine della durata necessaria a guarirlo. L&#8217;unica altra opzione, dice, è la morte. &#8220;Ovviamente, il mio metodo non sta funzionando&#8221;.<br />
E neppure la limitata cura psicologica o psichiatrica per la quale può passare atttaverso visita medica, dice Terry Schwartz, direttrice medica di un programma di disturbi alimentari ad UC, San Diego. Ha supervisionato un recente esame psichiatrico di Bixler, che ha richiesto nella speranza di poter appoggiare la richiesta di assistenza che ha fatto con lo stato per l&#8217;accresciuta copertura medica. La richiesta è in sospeso.</p>
<p>Bixler non si trova in uno stadio acuto, dice la Schwartz, ma i suoi risultati di laboratorio e il peso lo mettono &#8220;ad alto rischio&#8221; nel morire di anoressia. Le sole direttive dell&#8217; associazione psichiatrica americana lo mettono nella categoria di chi ha bisogno sia di cura ospedaliera che residenziale.</p>
<p>Ciò di cui ha bisogno è un programma coordinato che passerebbe attraverso un trattamento medico, psicologico, psichiatrico, nutrizionale e dietistico. Bixler sarebbe più vulnerabile, dice, a un improvviso arresto cardiaco o all&#8217;incapacità di scacciare un&#8217;infezione a causa del suo numero impoverito di globuli bianchi.</p>
<p>Mentre è convinto di essere lontano da ciò di cui ha bisogno, Bixler si avvale dei servizi di consulto offerti tramite la contea e l&#8217;assistenza medica. Se non riceverà nient&#8217;altro, pensa, forse manderà un segnale che sta cercando di collaborare.<br />
Nei suoi giorni più caritatevoli, Bixler cerca di evitare discriminazioni.</p>
<p>&#8220;Non sto biasimando nessuno&#8221; <span id="more-6799"></span>dice, &#8220;nè Kaiser, né la contea&#8221;. Cerco di non dare la colpa a me stesso, perché di certo mi sento come se abbia causato tutto quanto io. Per me, è la rabbia, la tristezza che una vita non vale niente finché non si hanno i soldi. <br />
Nei suoi 20 anni, prima che si rendesse pienamente conto di ciò che gli è successo, Bixler vedeva un futuro per sé stesso. Con le lauree dall&#8217; Università di San Diego e dall&#8217;Università della Georgia, Bixler voleva lavorare nel dipartimento di educazione di zoo o di acquari. Invece il disturbo alimentare l&#8217;ha sorpreso, e dopo brevi periodi di lavoro ad insegnare negli zoo mentre era uno studente specializzando, passò a una disabilità a tempo pieno nove anni fa.</p>
<p>Riceve il sussidio della sicurezza sociale e vive in un monolocale con vista sull&#8217;Oceano Pacifico, beneficiario di un modesto affitto perché i suoi genitori possiedono l&#8217;edificio.<br />
Tipicamente dorme fino a tarda mattinata e sta alzato fino a tardi. Sua sorella, Kimberly Leeds, pensa che è così che evita i contatti sociali e giustifica il vivere la sua vita soprattutto di notte.<br />
Lei è quella che gli ha tirato la maglietta sulla testa circa 15 anni fa e gli ha fatto guardare la sua cassa toracica.<br />
&#8220;Guardati&#8221; disse &#8220;Come puoi pensare di stare bene?&#8221;</p>
<p>Anche se lei comprende il disturbo, le abitudini alimentari di suo fratello la fanno meravigliare e la esasperano. &#8220;Lui non mangia alcun latticino, ma mangia yogurt ghiacciato tutto il tempo&#8221;, dice. &#8220;Lui non mangia un certo tipo di lattuga perchè gli rimane incastrata tra i denti, ma mangerà insalata iceberg. Mangerà popocorn tutta la notte, ma non mangerà roast beef perchè gli si incastra tra i denti&#8221;.<br />
Se vanno fuori a mangiare, dice, &#8220;Lui non può ordinare qualcosa che non c&#8217;è nel menù. Ci sono circa 5 o sei ordinazioni che gli vengono incontro&#8221;. Dimenticate riso o fagioli, se sono compresi nella portata. &#8220;Deve avere insalata sfogliata e cilantro a lato del piatto. Mangerà verdure e cibi proteici, ma i carboidrati non sono ammessi&#8221;, dice.</p>
<p>Leeds può essere frustrata, ma non ha gettato la spugna con suo fratello. Al contrario, si è unita a lui nella sua lotta per ottenere una cura più intensiva. I loro genitori, dice, stanno facendo i conti con questa situazione per metà della vita di Bryan, e questa si sta affievolendo. &#8220;La mamma sente che sta facendo di tutto. Lei è mentalmente, fisicamente ed emotivamente esausta&#8221;, dice Leeds. &#8220;La sua vita è stata dedicata a lui per gli ultimi 20 anni&#8221;. Tutte cose che Bixler sa e che lo fanno struggere. Suo padre gli dice che non ci sta provando abbastanza duramente. Che cosa c&#8217;è di così duro nel farsi una ciotola di porridge e mangiarla? Loro hanno tirato fuori il denaro prima e potrebbero ancora, ma l&#8217;economia in recessione ha colpito le loro finanze.<br />
&#8220;Loro mi biasimano, e il loro biasimo rinforza il mio auto-biasimo&#8221; dice. Io sono il mio critico peggiore. Mi guardo allo specchio di notte, dicendo che sono pazzo. Che cosa c&#8217;è che non va in me?</p>
<p>Lui conosce la risposta, certamente: un disturbo con numerose oscure angolazioni che lo hanno avviluppato e sovraffatto.</p>
<p>&#8220;Non riesco a capire perchè non posso fare ciò che può fare un bambino di sei anni: nutrirmi&#8221;.</p>
<p style="text-align: justify;">[Dal <a href="http://articles.latimes.com/2009/apr/03/local/me-anorexia-dying3" target="_blank">Los Angeles Times</a>]<a href="http://www.dietologica.it/wp-content/uploads/2011/02/Bryan-Bilxer1.jpg"></a></p>
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		<title>Manorexia: la storia di Bryan Bixler</title>
		<link>http://www.dietologica.it/2011/02/manorexia-la-storia-di-bryan-bixler/</link>
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		<pubDate>Tue, 01 Feb 2011 09:15:11 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Chiara Ceddia</dc:creator>
				<category><![CDATA[Anoressia]]></category>
		<category><![CDATA[anoressia maschile]]></category>
		<category><![CDATA[manorexia]]></category>
		<category><![CDATA[morire di fame]]></category>

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		<description><![CDATA[Nonostante i disturbi alimentari siano spesso associati alla popolazione femminile, negli ultimi anni secondo l&#8217;American Journal  of Psychiatry il numero di uomini che soffre della cosidetta &#8220;Manorexia&#8221;, l&#8217;anoressia maschile, sta aumentando sempre di più. MORIRE DI FAME PER LA NORMALITA&#8217; Lo sente nelle sue ossa ogni giorno un po&#8217; di più, come se passando davanti allo [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<!-- Start Shareaholic LikeButtonSetTop Automatic --><!-- End Shareaholic LikeButtonSetTop Automatic --><p style="text-align: justify;">Nonostante i <a href="http://www.dietologica.it/category/disturbi-del-comportamento-alimentare/" target="_blank">disturbi alimentari </a>siano spesso associati alla popolazione femminile, negli ultimi anni secondo <em>l&#8217;Am<a href="http://www.dietologica.it/wp-content/uploads/2011/02/Bryan-Bilxer1.jpg"><img class="alignright" style="border: black 1px solid;" title="Bryan Bilxer1" src="http://www.dietologica.it/wp-content/uploads/2011/02/Bryan-Bilxer1-150x150.jpg" alt="" width="150" height="150" /></a>erican Journal  of Psychiatry</em> il numero di uomini che soffre della cosidetta &#8220;Manorexia&#8221;, l&#8217;<a href="http://www.dietologica.it/category/disturbi-del-comportamento-alimentare/anoressia-disturbi-del-comportamento-alimentare/" target="_blank">anoressia </a>maschile, sta aumentando sempre di più.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>MORIRE DI FAME PER LA NORMALITA&#8217;</strong></p>
<p style="text-align: justify;">Lo sente nelle sue ossa ogni giorno un po&#8217; di più, come se passando davanti allo specchio nel suo appartamento a Laguna Beach e guardandosi non sia abbastanza evidente. Ecco cosa gli si presenta alla vista: occhi incavati, braccia sottili come carta e gambe che ciondolano come quelle di un cucciolo, l&#8217;andatura a rallentatore che teme determinerà i suoi movimenti per il resto dei suoi giorni. Che cosa è successo, si chiede, a quel giovane uomo che un tempo correva mezze maratone?</p>
<p style="text-align: justify;">E&#8217; tutto così insensato. Questo è ciò che dice a sé stesso. Morendo un po&#8217; di più ogni giorno e sapendo come risolverlo ma essendo incapace di farlo. Sapendo che se solo volesse iniziare a mangiare come una persona normale, darebbe a sé stesso una possibilità di lottare.<br />
Ma lui non è una persona normale, non più. Non a un<strong> metro e ottanta per trentasette chili</strong>. Non quando ha una laurea e sa come funziona il corpo e ancora non riesce a farsi un piatto di spaghetti o di bere una cioccolata.</p>
<p>Bixler ha 39 anni ed è anoressico, soffrendo di un disturbo alimentare tradizionalmente associato a giovani donne ma che generalmente è stato stimato includere una componente maschile che va dal 5% al 10%. Negli anni recenti, comunque, alcuni ricercatori suggeriscono che il numero possa avvicinarsi al 15%.<br />
Lui non ricorda un giorno o una settimana o un mese in cui ha fatto una svolta ed inserorabilmente è precipitato nel cammino verso l&#8217;anoressia nervosa, ma lui e i membri della famiglia pensano che sia stato un lento percorso che è iniziato nella sua adolescenza. Ricorda quegli anni come un periodo in cui i suoi genitori stavano attraversando un divorzio difficile e lui era simultaneamente catturato dalla mania per la forma fisica e faceva attenzione ad evitare il cibo spazzatura.</p>
<p>&#8220;Ero Mr. Salute&#8221;, dice. &#8220;Ero vegetariano, <span id="more-6795"></span>volevo essere un corridore. Prima che lo sapessi, avevo perso peso senza rendermene conto.<br />
Non appena entrò nei 20 anni, il disturbo lo immerse in ciò che lui chiama &#8220;il vortice&#8221;, una vorticosa spirale in discesa di perdita di peso e di crescente incapacità di invertire la rotta.<br />
Ma se c&#8217;era un tempo in cui Bixler negava di essere anoressico o pensava che le persone stessero reagendo in maniera esagerata al suo aspetto, quei giorni sono finiti. &#8220;Quando mi guardo allo specchio vedo una caricatura che cammina di un essere umano&#8221; dice, &#8220;uno scheletro&#8221;.<br />
Ma ciò che è diverso ora rispetto a un anno fa o poco prima è una nuova risolutezza.<br />
La principale causa di tutto.<a href="http://www.dietologica.it/wp-content/uploads/2011/02/Bryan-Bilxer1.jpg"></a><br />
&#8220;Voglio vivere&#8221; dice.</p>
<p style="text-align: justify;">Il resto della storia a domani.</p>
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		<title>Morire di Bulimia a 27 anni: Valentina ha ingerito quasi cento pasticche di potassio</title>
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		<pubDate>Sat, 22 Jan 2011 09:25:02 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Marina Morelli</dc:creator>
				<category><![CDATA[Bulimia]]></category>

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		<description><![CDATA[Valentina è morta agli inizi dello scorso ottobre. Ha chiuso alle sue spalle la porta della sua cameretta e tutto il suo mondo è rimasto fuori. Valentina ha ingerito quasi cento pasticche di potassio. Erano la sua medicina, le consentivano di riprendere un po’ di energia dopo aver vomitato, permettevano ai suoi muscoli di non [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<!-- Start Shareaholic LikeButtonSetTop Automatic --><!-- End Shareaholic LikeButtonSetTop Automatic --><p><a href="http://www.dietologica.it/wp-content/uploads/2008/12/candela.jpg"><img class="alignright size-full wp-image-1755" title="candela" src="http://www.dietologica.it/wp-content/uploads/2008/12/candela.jpg" alt="" width="103" height="124" /></a>Valentina è morta agli inizi dello scorso ottobre. Ha chiuso alle sue spalle la porta della sua cameretta e tutto il suo mondo è rimasto fuori.</p>
<p>Valentina ha ingerito quasi cento pasticche di potassio. Erano la sua medicina, le consentivano di riprendere un po’ di energia dopo aver vomitato, permettevano ai suoi muscoli di non crollare del tutto. Vomitava spesso Valentina. Era bulimica. I suoi familiari hanno chiamato il 118. La corsa in ospedale, l’ambulanza a sirene spiegate, i medici che tentano di salvarla.</p>
<p>Il resto dell&#8217;articolo lo trovate a questo indirizzo:  <a href="http://www.tgcom.mediaset.it/cronaca/articoli/articolo501171.shtml" target="_blank">http://www.tgcom.mediaset.it/cronaca/articoli/articolo501171.shtml</a>
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		<title>Morta Isabelle Caro simbolo della lotta all&#8217;anoressia</title>
		<link>http://www.dietologica.it/2010/12/morta-isabelle-caro-simbolo-della-lotta-allanoressia/</link>
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		<pubDate>Wed, 29 Dec 2010 17:11:39 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Marina Morelli</dc:creator>
				<category><![CDATA[Disturbi del comportamento alimentare]]></category>
		<category><![CDATA[Anoressia]]></category>
		<category><![CDATA[anorexia]]></category>
		<category><![CDATA[Isabelle Caro]]></category>
		<category><![CDATA[nolita]]></category>
		<category><![CDATA[toscani]]></category>

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		<description><![CDATA[E&#8217; morta a Tokio a metà novembre dopo due settimane di ricovero, ma la notizia è stata diffusa solo ora. La sua notorietà è legata alla campagna choc contro l&#8217;anoressia di tre anni fa, firmata da Oliviero Toscani. Due anni fa, la modella aveva svelato la sua storia drammatica in un&#8217;autobiografia intitolata &#8220;La ragazzina che [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<!-- Start Shareaholic LikeButtonSetTop Automatic --><!-- End Shareaholic LikeButtonSetTop Automatic --><p>E&#8217; morta a Tokio a metà novembre dopo due settimane di ricovero, ma la notizia è stata diffusa solo ora.</p>
<p>La sua notorietà è legata alla campagna choc contro l&#8217;anoressia di tre anni fa, firmata da Oliviero Toscani.</p>
<p><a href="http://www.dietologica.it/wp-content/uploads/2010/12/nolita.jpg"><img class="aligncenter size-medium wp-image-6726" title="nolita" src="http://www.dietologica.it/wp-content/uploads/2010/12/nolita-300x156.jpg" alt="" width="300" height="156" /></a></p>
<p>Due anni fa, la modella aveva svelato la sua storia drammatica in un&#8217;autobiografia intitolata &#8220;La ragazzina che non voleva diventare grassa&#8221;. Aveva scritto di essere cresciuta soltanto in compagnia della madre che, dai quattro ai tredici anni, l’avrebbe praticamente sequestrata in casa. Nessuna uscita, neppure in giardino, con l&#8217;unica eccezione della visita annuale ai nonni ai quali era costretta di raccontare di una vita normale, della scuola e degli amici. Mentre non poteva vedere nessuno e veniva istruita dalla madre che era insegnante e la obbligava a suonare il violino.</p>
<p>La madre, affetta da una grave depressione, voleva che la figlia restasse bambina e di sua proprietà. Non la esponeva alla luce del sole per paura che accelerasse la crescita, le proibiva di piangere, la riempiva di giocattoli. Il tutto all&#8217;insaputa del padre che era sempre fuori casa per lavoro e non si occupava di ciò che avveniva tra le mura domestiche. Proprio questa vita soffocata, aveva scritto Isabelle, l&#8217;avrebbe portata, senza rendersene conto, verso l’anoressia.</p>
<p>Qui <em><a href="http://www.dietologica.it/2009/08/isabelle-caro-e-lanoressia/" target="_blank"><strong>I</strong><strong>sabelle Caro e l&#8217;anoressia</strong></a></em> in una intervista</p>
<p><strong><a href="http://www.dietologica.it/2008/05/per-non-dimenticare-chi-muore-a-causa-di-un-disturbo-alimentare/" target="_blank">Accendiamo un&#8217;altra candela</a></strong> per non dimenticare chi soffre di questa malattia.
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<div class="shr-publisher-6725"></div><!-- Start Shareaholic LikeButtonSetBottom Automatic --><div style="clear: both; min-height: 1px; height: 3px; width: 100%;"></div><div class='shareaholic-like-buttonset' style='float:none;height:30px;'><a class='shareaholic-fblike' data-shr_layout='button_count' data-shr_showfaces='false' data-shr_href='http%3A%2F%2Fwww.dietologica.it%2F2010%2F12%2Fmorta-isabelle-caro-simbolo-della-lotta-allanoressia%2F' data-shr_title='Morta+Isabelle+Caro+simbolo+della+lotta+all%27anoressia'></a><a class='shareaholic-googleplusone' data-shr_size='medium' data-shr_count='true' data-shr_href='http%3A%2F%2Fwww.dietologica.it%2F2010%2F12%2Fmorta-isabelle-caro-simbolo-della-lotta-allanoressia%2F' data-shr_title='Morta+Isabelle+Caro+simbolo+della+lotta+all%27anoressia'></a><a class='shareaholic-tweetbutton' data-shr_count='none' data-shr_href='http%3A%2F%2Fwww.dietologica.it%2F2010%2F12%2Fmorta-isabelle-caro-simbolo-della-lotta-allanoressia%2F' data-shr_title='Morta+Isabelle+Caro+simbolo+della+lotta+all%27anoressia'></a></div><div style="clear: both; min-height: 1px; height: 3px; width: 100%;"></div><!-- End Shareaholic LikeButtonSetBottom Automatic -->]]></content:encoded>
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