Logo

Dietologica

Eva, il Serpente e la Mela Candita

Archivio per la categoria 'Bulimia'

Bulimia: I criteri diagnostici

dsmNel DSM – IV TR vengono descritti i criteri diagnostici clinici e psicopatologici che consentono di porre diagnosi di bulimia.

Secondo il DSM-IV TR la diagnosi si effettua in presenza dei seguenti criteri:

  1. mangiare in un definito periodo di tempo una quantità di cibo significativamente maggiore di quello che la maggior parte delle persone mangerebbe nello stesso periodo di tempo ed in circostanze simili
  2. sensazione di perdere il controllo durante l’episodio come il non riuscire a smettere di mangiare
  • Ricorrenti ed inappropriate condotte compensatorie per prevenire l’aumento di peso, come vomito autoindotto, abuso di lassativi, diuretici, enteroclismi o altri farmaci, digiuno o esercizio fisico eccessivo
  • Le abbuffate e le condotte compensatorie si verificano entrambe in media almeno due volte alla settimana per tre mesi
  • I livelli di autostima sono indebitamente influenzati dalla forma e dal peso corporeo
  • L’alterazione non si manifesta esclusivamente nel corso di anoressia nervosa

Tra questi, il criterio psicopatologico più importante è la presenza della sensazione di perdita di controllo durante l’episodio di abbuffata perchè è il criterio che individua una condizione psichica specifica che accompagna il comportamento e che senza la quale probabilmente il soggetto non si abbufferebbe, nè perderebbe il controllo della sua azione.

[Bibliografia: anoressia del sessuale femminile - Franco Angeli]

Cos’è la bulimia

La bulimia è un disturbo del comportamento alimentare, caratterizzato da crisi improvvise, rapide ed eccessive di assunzione di cibo a cui si associano comportamenti compensatori (vomito).

bulimia

I soggetti bulimici generalmente hanno peso normale e sono molto spesso ossessionati dalla paura di ingrassare.

La bulimia, come l’anoressia, nasce da una complessa interazione tra problematiche sociali, culturali, familiari ed i disagi esistenziali del singolo individuo.

Rispetto all’anoressia presenta una prognosi peggiore ed un tasso di mortalità più elevato dovuto alle terribili complicanze (Dilatazione gastrica acuta, lacerazioni gastriche, lacerazioni esofagee, lacerazioni pancreatiche… ecc. ecc.).

Continua..

Ipnosi per la cura dei DCA

Considerando che i Disturbi del Comportamento Alimentare  (DCA) originano da uno stato emotivo piuipnosittosto che fisico, lo psicologo e ricercatore Stefano Benemeglio propone l’ipnosi regressiva come cura.

L’ipnosi regressiva è una tecnica capace di riportare rapidamente alla luce il nostro inconscio attraverso un profondo stato di rilassamento e, andando in dietro nel tempo, fa riaffiorare pensieri ed episodi vissuti in modo spiacevole o traumatizzante che, nell’insieme, possono aver causato i problemi psicologici attuali, che in questo caso si rivelano con i DCA.

Questa tecnica è in grado di far emergere i ricordi da tempo rimossi, permettendo così di risalire alla causa del problema anche quando questa è stata eliminata dalla sfera del conscio.

Continua..

Porto la 40, eppure mi vedo grassa…

Porto la 40, ma quando mi guardo allo specchio mi vedo grassa.. sarò pazza?!

Più che “pazzia” questo disturbo si chiama dismofismo corporeo o dismorfofobia, cioè si ha una visione distorta della propria immagine corporea, la convinzione di notare un difetto inesistente come in questo caso, o la tendenza ad ingigantirne uno minimo. Questa fobia può generare ossessioni che possono determinare l’insorgenza di pericolosi disturbi del comportamento alimentare come l’anoressia e la bulimia. Il dismorfismo corporeo non è provocato da un disturbo visivo, ma dalle elaborazioni degli stimoli visivi che determinano una percezione deformata del proprio corpo a livello inconscio, cioè l’inconscio si convince di un qualcosa che non è reale.

L’immagine che abbiamo del nostro corpo non è statica, ma varia continuamente in relazione a molteplici fattori: umore, emozioni, ambiente che ci circonda, esperienza fisica, ma in particolare è influenzata dalla propria autostima più che da altre caratteristiche estetiche. Quindi non esistono regole che dimostrino che una taglia 38 è sinonimo di bellezza, ma fortunatamente esistono studi che dimostrano che nella maggior parte dei casi una taglia 38 è solo sinonimo di anoressia.

E voi vi vedete grasse?

Discutiamone sul forum di Dietologica, nel thread apposito

Domani è l’Obesity Day

Domani c’è la possibilità, in tutta Italia, di andare a fare un controllo gratuito presso uno degli centri ADI (Servizi di Dietetica e Nutrizione Clinica, Servizi Territoriali, Centri Obesità) nel campo specifico della prevenzione e della cura dell’obesità e del sovrappeso.

Nell’ambito delle strutture sanitarie l’Unità Operativa di Dietetica e Nutrizione Clinica rappresenta la struttura di riferimento per tutte le problematiche nutrizionali.

Ogni anno viene organizzata una “giornata per il paziente” durante la quale oltre 200 centri ADI sono a disposizione per erogare gratuitamente interventi di informazione ed educazione riguardanti il tema della giornata.

L’ Obesity Day si svolge ogni anno il 10 Ottobre!

Volete un consiglio, per di più gratuito?

Verificate sul sito www.obesityday.org il centro più vicino a voi!

E anche alcuni consigli utili tipo i percorsi di passeggiate nella città e nel verde identificati a Milano e per molte altre città d’Italia!

Massa grassa, massa magra e BMI

Un paio di settimane fa vi abbiamo presentato nell’articolo La calorimetria e l’impedenziometria alcuni strumenti utili per chi soffre di DCA: sono strumenti oggettivi che vanno oltre alle classiche tabelle di BMI (Body Mass Index = Indice di Massa Corporeo) e di metabolismo medio, ma misurano effettivamente la % di massa grassa e magra e il consumo metabolico basale.

Questi sono esami seri che vengono fatti in caso sia di obesità che di anoressia e bulimia, presso molti ospedali d’Italia pagando il ticket oppure presso medici privati.

Perchè non sempre le tabelle del BMI sono universalmente valide? Cosa sono la massa grassa e magra del corpo e a che cosa servono?

La massa magra è il tessuto muscolare, è molto ricca di acqua (circa il 60%) ed influenza notevolmente il metabolismo. Infatti più muscoli abbiamo, più calorie bruciamo, sia a riposo che in attività.

La massa grassa è il tessuto adiposo, è poverissimo di acqua e non brucia calorie, anche se una parte ricopre il cuore e altri organi. Una percentuale di massa grassa deve sempre essere presente, in quantità superiore per le donne rispetto agli uomini perchè la maggiore percentuale di grasso corporeo nella donna è connessa alla funzione sessuale e riproduttiva.

Infatti una anoressica o un’obesa grave iniziano a non avere più il ciclo mestruale a causa, nella prima, di una mancanza di massa grassa preposta alla funzione e, nella seconda, di una eccessiva quantità della stessa.

Perchè a volte il BMI non è sufficiente?

Continua..

Il diario alimentare

Prendo spunto da questo articolo del Corriere della Sera per parlarvi di una tecnica noiosa, ma davvero ottima: tenere un diario alimentare.

Il diario alimentare è uno strumento che ci consente di rivedere con calma la nostra alimentazione, valutarla obbiettivamente (quante cose il cervello tende a cancellare) e vedere i nostri errori o problemi per rimediarli.

E’ uno strumento utile peri il medico per avere un’idea di cosa e quanto mangia il paziente, di quali sono i suoi comportamenti nei confronti del cibo, di come distribuisce i pasti nella giornata nonché di quante calorie assume. Alla persona che deve perdere i chili di troppo, il diario serve per rendersi conto di quanto mangia effettivamente, degli errori commessi e delle abitudini scorrette che possono facilmente essere modificate. Inoltre il fatto di scrivere l’elenco di ciò che si mangiano può aiutare a dare un taglio ai cibi e alle calorie.

Innanzitutto il diario alimentare varia da DCA a DCA:

Il diario alimentare di un’anoressica e bulimica deve contenere un paio di colonne non necessarie ad  un’obesa che indicheranno se il pasto è stato normale, un’abbuffata o dietetico, ma soprattutto la colonna che segna il tipo di “compensazione” attuata, dove si indicherà se e quale condotta di eliminazione è stata impiegata (vomito, lassativi, diuretici, attività fisica).

Entrambi i diari devono contenere colonne che indichino: Data, Ora, Dove, Con chi, Tipo di Situazione, Che cosa, Quantità, Livello di fame, Livello di sazietà, Ho mangiato ciò di cui avevo voglia? Ho mangiato lentamente e gustando? Stato d’animo Emozione/sentimento predominante.

Il diario serve anche a chi è a dieta da un pò e non riesce a capire gli errori commessi: riguardandoli si possono scoprire tante cose.

Purtroppo è uno strumento tanto utile quanto noioso, si deve compilare sempre dopo ogni pasto, ma un modo può essere utilizzare emoticons per i pasti soddisfacenti o quelli che sono andati come ci eravamo ripromessi.

Nei prossimi giorni vi dirò alcuni trucchi per ovviare a certi errori, che scopriremo solo dopo aver compilato il diario.

Una poesia

Tempo fa cercavo degli appunti di medicina su Emule, il programma di file sharing. Le chiavi di ricerca che ho utilizzato sono state “medicina italia” oppure “med ita”. Mentre sbirciavo i file che mi venivano mostrati con queste due chiavi mi è caduto l’occhio su un file che portava questo nome: “med ita – BULIMIA.DOC”.

Pensavo fosse un appunto su questa malattia e invece ho scoperto essere una bellissima poesia che racchiude tutto il dolore di questa malattia. Eccola:

Continuo a pensare
Ai tuoi star Male,
Continuo a pensare
Perché tu possa
Amare, me.
Ascolto i deliri
Di un momento
Di follia
Di quei momenti
Di agonia
E non so esser
Voce lieta
Non so esser
Chi ti vieta
Di commettere quell’
Errore
Racchiuso in un
Terrore.
Cerco e voglio
Esser tua
Cura,
Cerco e voglio
Tua clausura
A ciò che lento
Sta portando
Via ogni speranza,
Via ogni parvenza.
Lo si legge
Limpido
Sul tuo volto
Il dolore,
Lo si legge
Chiaro
Il ripetersi
Di quel dannato
Errore.
Sarà che ormai
Conosco ogni Te
E immagino ora
Quel che sarà
Il mio perché;
Sarà che ormai
Sono immagine
Del tuo specchio
E rifletto feroce
Ogni mancato
Affetto, difetto.
Perfetta nel tuo
Esser sì tanto
In agonia,
Lasci la tua vita
Bruciare nella
Bulimia.
E non posso far
Nulla
Per nascondere
Mio dolore,
Non posso dir Nulla
Vorrei esser
Tuo cantore,
far sì che
un giorno
gesto insano
tu non compia
e nel sogno
arcano
di una te
migliore
non apro gli
occhi
su quel che è
mio errore:
preso nel voler
te curare,
non mi accorgo
e son schiavo
ormai
del mio morire.

Le anoressiche sono “incapaci di intendere e volere”?!?

Non sappiamo più che cosa inventarci per impedire che nostra figlia si faccia del male. Vogliamo solo che lei venga curata, assistita, che non possa autodistruggersi. Non possiamo vederla morire sotto i nostri occhi. Ma non siamo più in grado di tenerla in casa con noi

Questo il pensiero dei genitori, riportato da La Repubblica, che li ha portati, dopo anni di anore.jpgsofferenza indiretta, a chiedere di promuovere la causa per interdire la figlia, malata di anoressia nervosa da 18 anni.

 E’ il primo caso in cui un giudice abbia interdetto un’anoressica perché ”ritenuta incapace di provvedere ai propri interessi”. Protagonista della vicenda una donna 33enne di Torino che soffriva di anoressia nervosa dall’adolescenza. La sorella maggiore è stata nominata suo tutore e potrà decidere per lei le cure da intraprendere, a cui la ragazza non potrà sottrarsi.

Non è in grado di fare fronte alle proprie esigenze, non ha una consapevolezza costante della malattia

Queste le conclusioni, riportate da TgCom, del perito convocato per approfondire il caso.

L’anoressia, con questa sentenza, viene quindi riconosciuta a tutti gli effetti come una malattia al pari di altre malattie mentali gravi. E come tale viene trattata.

Voi che cosa ne pensate?

E’ giusto che un’anoressica, ma anche una bulimica o un’ obesa, venga “obbligata” a curarsi?

A me ha colpito soprattutto la disperazione dei genitori.

E’ incredibile vedere da una parte ragazze malate che vogliono “non dire assolutamente nulla ai genitori” e dall’altra genitori e parenti distrutti da questa malattia.

Dove finisce il diritto di scegliere per sè?

E’ giusto che in determinati casi si obblighi il malato ad accettare la cura?

Perchè?

Le abbuffate per ansia e stress

Abbiamo visto che in realtà è “facile” poter evitare Le abbuffate per fame: basta non affamarsi, non seguire regimi inventati o l’ultima dieta letta sul giornale e non si arriverà mai al pasto con fame tale da “mangiarsi un bue”.

Più difficile è evitare le abbuffate dovute a cause psicologiche. Quelle dovute a: “La mia non è proprio fame, è più voglia di qualcosa di buono…”

Innanzitutto bisogna identificare la causa e questo è già un lavoro difficile.

C’è chi è felice e mangia, chi è depresso e mangia, chi è ansioso e mangia, chi è annoiato e mangia… la lista potrebbe estendersi all’infinito.

Una volta identificata la causa ci sono varie alternative, ognuno deve trovare la sua! Facciamo un esempio:

mangio di ritorno dal lavoro

Il problema potrebbe essere noia (no so che fare), stress da lavoro (giornata pesante), ansia (esame allle porte, problemi sul lavoro, problemi con un famigliare) o altro.

Se individuo il problema abbuffata come rientro dal lavoro devo lavorare su quello.

Posso organizzarmi ed andare due sere alla settimana in palestra senza passare da casa. Già su 5 sere,  2 sono sistemate.

Una sera posso andare a fare la spesa, così evito il caos del we. Terza sera organizzata.

Magari entro in casa e faccio subito una doccia, o telefono all’amica, o riordino o leggo o… Insomma mi tengo occupata. Volete altre idee? Continua..