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Dietologica

Eva, il Serpente e la Mela Candita

Archivio per la categoria 'Anoressia'

Anoressia: una malattia che non risparmia nessuno!

L’anoressia non fa discriminazioni: colpisce poveri e ricchi.

Ne sembra saper qualcosa anche Doña Letizia: la futura regina delle Astrurie.

Che essere Regine o future tali sia uno stress enorme con ricadute sulla psiche lo ha dimostrato per prima Sissi, la tanto famosa Imperatrice d’Austria, primo caso di anoressia, non riconosciuto ai tempi,  passando per Lady D, ma anche la nuova futura regina Kate Middelton.

Purtroppo però le ultime immagini che la ritraggono vedono braccia scheletriche e spalle ossute.

La futura Regina associa alla dieta ore e ore di palestra e, vuoi lo stress di dover sempre apparire perfetta, vuoi il carico effettivo di lavoro, l’anoressia sembra essere andata a far visita anche a lei.

Speriamo invece che sia solo stress e stanchezza che stia provando la bella ex giornalista, perchè l’anoressia non sempre perdona.

[Fonte Corriere della Sera]

Manorexia: la storia di Bryan Bixler (seconda parte)

Ieri abbiamo pubblicato la prima parte della storia di Bryan Bixler, oggi la seconda parte.

Per farlo, crede di aver bisogno di un trattamento intensivo e coordinato  in un centro per disturbi alimentari. L’assicurazione medica di Bixler pagherebbe l’aiuto medico e il trattamento psichiatrico o psicologico- tramite il medico curante Kaiser Permanente e la Orange County Health Care Agency- ma non per un trattamento coordinato a lungo termine in una clinica per disturbi alimentari.

Il divario tra ciò di cui ha bisogno e ciò che la sua assicurazione coprirebbe è stato discusso in tutto il paese. Molte compagnie d’assicurazioni hanno messo in dubbio sempre di più la necessità di un programma di trattamento residenziale a lungo termine ed erano riluttanti all’idea di pagarne gli alti costi.

Sette anni fa, con i suoi genitori che pagavano il conto, Bixler passò diversi mesi in un centro di cura nel Wisconsin. Sebbene il suo peso fosse salito da quarantadue a cinquantacinque chili, Bryan lo considerò una prigione. Quando il denaro dei suoi genitori finì, lasciò il centro di cura ed immediatamente ebbe una ricaduta.

Durante l’ultima ricaduta, Bixler era ritornato nel centro del Wisconsin, ma vi rimase solo sei giorni. Assegnato a un’unità psichiatrica rifiutò il trattamento, e i suoi gentiori gli dissero di non poterne più affrontare il costo.
Da allora, Bixler insiste, lui ha visto la luce e vorrebbe stare in un programma di cura a lungo termine della durata necessaria a guarirlo. L’unica altra opzione, dice, è la morte. “Ovviamente, il mio metodo non sta funzionando”.
E neppure la limitata cura psicologica o psichiatrica per la quale può passare atttaverso visita medica, dice Terry Schwartz, direttrice medica di un programma di disturbi alimentari ad UC, San Diego. Ha supervisionato un recente esame psichiatrico di Bixler, che ha richiesto nella speranza di poter appoggiare la richiesta di assistenza che ha fatto con lo stato per l’accresciuta copertura medica. La richiesta è in sospeso.

Bixler non si trova in uno stadio acuto, dice la Schwartz, ma i suoi risultati di laboratorio e il peso lo mettono “ad alto rischio” nel morire di anoressia. Le sole direttive dell’ associazione psichiatrica americana lo mettono nella categoria di chi ha bisogno sia di cura ospedaliera che residenziale.

Ciò di cui ha bisogno è un programma coordinato che passerebbe attraverso un trattamento medico, psicologico, psichiatrico, nutrizionale e dietistico. Bixler sarebbe più vulnerabile, dice, a un improvviso arresto cardiaco o all’incapacità di scacciare un’infezione a causa del suo numero impoverito di globuli bianchi.

Mentre è convinto di essere lontano da ciò di cui ha bisogno, Bixler si avvale dei servizi di consulto offerti tramite la contea e l’assistenza medica. Se non riceverà nient’altro, pensa, forse manderà un segnale che sta cercando di collaborare.
Nei suoi giorni più caritatevoli, Bixler cerca di evitare discriminazioni.

“Non sto biasimando nessuno” Continua..

Manorexia: la storia di Bryan Bixler

Nonostante i disturbi alimentari siano spesso associati alla popolazione femminile, negli ultimi anni secondo l’American Journal  of Psychiatry il numero di uomini che soffre della cosidetta “Manorexia”, l’anoressia maschile, sta aumentando sempre di più.

MORIRE DI FAME PER LA NORMALITA’

Lo sente nelle sue ossa ogni giorno un po’ di più, come se passando davanti allo specchio nel suo appartamento a Laguna Beach e guardandosi non sia abbastanza evidente. Ecco cosa gli si presenta alla vista: occhi incavati, braccia sottili come carta e gambe che ciondolano come quelle di un cucciolo, l’andatura a rallentatore che teme determinerà i suoi movimenti per il resto dei suoi giorni. Che cosa è successo, si chiede, a quel giovane uomo che un tempo correva mezze maratone?

E’ tutto così insensato. Questo è ciò che dice a sé stesso. Morendo un po’ di più ogni giorno e sapendo come risolverlo ma essendo incapace di farlo. Sapendo che se solo volesse iniziare a mangiare come una persona normale, darebbe a sé stesso una possibilità di lottare.
Ma lui non è una persona normale, non più. Non a un metro e ottanta per trentasette chili. Non quando ha una laurea e sa come funziona il corpo e ancora non riesce a farsi un piatto di spaghetti o di bere una cioccolata.

Bixler ha 39 anni ed è anoressico, soffrendo di un disturbo alimentare tradizionalmente associato a giovani donne ma che generalmente è stato stimato includere una componente maschile che va dal 5% al 10%. Negli anni recenti, comunque, alcuni ricercatori suggeriscono che il numero possa avvicinarsi al 15%.
Lui non ricorda un giorno o una settimana o un mese in cui ha fatto una svolta ed inserorabilmente è precipitato nel cammino verso l’anoressia nervosa, ma lui e i membri della famiglia pensano che sia stato un lento percorso che è iniziato nella sua adolescenza. Ricorda quegli anni come un periodo in cui i suoi genitori stavano attraversando un divorzio difficile e lui era simultaneamente catturato dalla mania per la forma fisica e faceva attenzione ad evitare il cibo spazzatura.

“Ero Mr. Salute”, dice. “Ero vegetariano, Continua..

Anna: una dieta finita male

Capita che dopo Natale si decida di perdere qualche kg di troppo.

Capita che un’adolescente, sebbene brava a scuola, si lasci trascinare dalla società che ci vuole tutte belle e perfette e cada nella spirale dell’anoressia.

Capita che un ospedale rilasci la paziente anche se non ha raggiunto il peso minimo stabilito.

E capita, purtroppo capita, che il cuore semplicemente non ce la faccia più e smetta di battere.

Colpa dei medici, come sostiene la madre di Anna, adolescente morta a causa di un’ulcera perforata che ha causato un infarto. Se fosse stata curata meglio, se fosse stata seguita di più, sarebbe ancora viva.

Colpa delle mode?

Colpa di Anna?

Non lo so, so solo che Anna non c’è più… e tutto per perdere qualche kg preso a Natale!

Questa è Anna prima di ammalarsi

 e durante la malattia

 Pensateci prima di intraprendere una dieta fai-da-te.

L’anoressia nervosa può causare danni potenzialmente gravi agli occhi

Uno studio dell’Università di Atene, pubblicato sulla rivista British Journal of Opthalmology, ha rilevato che l’anoressia a lungo termine colpisce lo spessore della macula, che si trova dietro la retina nella parte posteriore dell’occhio ed è responsabile della visione dettagliata.

Nelle donne con anoressia, la macula e gli strati di ‘alimentazione’ dei nervi sono risultati significativamente più sottili rispetto a quelli delle donne sane. Peggiore è risultata la condizione dei bulimici che sono risultati avere la retina ancora più sottile. I ricercatori hanno trovato anche una significativa perdita dei neurotrasmettitori elettronici, quelli che mandano i segnali dall’occhio al cervello.

I ricercatori non hanno però ancora chiarito se l’assottigliamento maculare e se la diminuizione dell’attività dei neurotrasmettitori sono le fasi iniziali della cecità progressiva, o se sono reversibili con la ripresa di una dieta normale. Lo studio ha coinvolto 13 donne che hanno sofferto di anoressia per una media di 10 anni, e 20 donne che hanno mangiato normalmente.

Maledimiele

E’ stato presentato alla Mostra del Cinema di Venezia il film “Maledimiele”, diretto da Marco Rossi, che narra la storia di Sara, una ragazza anoressica.

Per interpretare meglio il ruolo sono dimagrita 5 chili

dice Benedetta Gargari, la protagonista

Se vi ricordate avevamo parlato dell’uscita di questo film il 20 Dicembre del 2008 nell’articolo Male di miele.

Hanno trovato gli attori, girato il film e cercato di porre in luce il dramma della malattia Anoressia.

Ho letto dei blog sull’argomento. Sono tremendi.

Così Benedetta racconta il suo percorso per diventare Sara, per cercare di capire a fondo che cosa spinga una persona a cadere nella malattia, a distruggere il proprio corpo.

Il problema è un vuoto interiore – spiega – che rivela spesso una mancanza di attenzione in famiglia.

Disattenzione in famiglia o altre cause, di anoressia si muore ancora ed è giusto che se ne parli!

Questo non è il mio corpo: un manga che parla di DCA

Purtroppo, ed erroneamente, in Italia si è ancora legati ad una mentalità che vede fumetti e cartoni animati come prodotti dedicati esclusivamente ad un pubblico di ragazzini, ma nella patria dei manga e degli anime, il Giappone, le cose vanno diversamente.

I manga (cioè i fumetti) e gli anime (ovvero i film di animazione), si rivolgono ad un pubblico variegato e spesso adulto, andando a trattare ogni tipo di tematiche, come “Questo non è il mio corpo” di Moyoko Anno, che tocca il tasto attuale e dolente dei disturbi alimentari.

L’autrice, Continua..

L’anoressia colpisce ancora!

E’ sempre triste leggere di persone che muoiono, in qualunque caso.candela

E’ oltremodo triste leggere che un uomo di 41 anni sia morto di anoressia!

Jonathan Edwards è morto dopo anni di malnutrizione. Negli ultimi due anni della sua vita ha vissuto mangiando due pacchetti di cracker al dì 5 giorni alla settimana e abbuffandosi gli altri due.

Non voglio stare a sindacare sul fatto che dovesse o meno essere seguito da un centro per malati di anoressia, questa è competenza di un giudice, vorrei solo che chi sta leggendo questo articolo si fermi un secondo a pensare che di anoressia si muore, non è uno scherzo!

Ana non è un’amica, non si vuole diventare ana, di anoressia si muore!

Di chi è la colpa se sei anoressica?

Tutti puntano il dito contro la malata e lei stessa si colpevolizza, ma siamo davvero anorexiasicuri che sia solo colpa sua?

Sembra di no.

Secondo una ricerca appena pubblicata è il nostro cervello che distorce naturalmente le immagini corporee che vede.

Gli scienziati dell’università di Londra hanno scoperto che Continua..

Anoressia

Giusto per nondimenticarci di che cosa è esattamente l’anoressia!!!