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Dietologica

Eva, il Serpente e la Mela Candita

Archivio per la categoria 'Disturbi del comportamento alimentare'

Lettera di una bulimica

Nei nostri commenti abbiamo letto una lettera che una nostra commentatrice, che soffre di bulima, ha scritto al fidanzato.

Vogliamo ripubblicarla qui, per tutte le persone che si chiedono perchè una persona diventa bulimica, perchè non smette, del resto sono solo idee…

Caro Amore, ti devo dire una cosa… una cosa che non ho mai avuto il coraggio di dirti, forse per paura di perderti, forse per paura di essere giudicata o compatita… da 2 anni e mezzo ho un grande malessere… il mio scheletro nell’armadio di cui ti parlo sempre… il mio scheletro nell’armadio è il mio malessere.

Soffro di bulimia da settembre del 2009… non so come tutto sia iniziato.., ma da quel momento passo le mie giornate in bagno a vomitare… quando mi vedi nervosa o vedi in me quell’atteggiamento depressivo è colpa sua, della bulimia. Voglio a tutti i costi guarire e quando vedo che fallisco sempre in questo, cado giù,…. Continua..

Anoressia: una malattia che non risparmia nessuno!

L’anoressia non fa discriminazioni: colpisce poveri e ricchi.

Ne sembra saper qualcosa anche Doña Letizia: la futura regina delle Astrurie.

Che essere Regine o future tali sia uno stress enorme con ricadute sulla psiche lo ha dimostrato per prima Sissi, la tanto famosa Imperatrice d’Austria, primo caso di anoressia, non riconosciuto ai tempi,  passando per Lady D, ma anche la nuova futura regina Kate Middelton.

Purtroppo però le ultime immagini che la ritraggono vedono braccia scheletriche e spalle ossute.

La futura Regina associa alla dieta ore e ore di palestra e, vuoi lo stress di dover sempre apparire perfetta, vuoi il carico effettivo di lavoro, l’anoressia sembra essere andata a far visita anche a lei.

Speriamo invece che sia solo stress e stanchezza che stia provando la bella ex giornalista, perchè l’anoressia non sempre perdona.

[Fonte Corriere della Sera]

Troppi bambini obesi

L’obesità rappresenta un problema di crescente rilevanza. Basti pensare che, secondo gli ultimi dati, il 35% dei bambini italiani è obeso (13%) o in sovrappeso (23%). Questi alcuni dei dati forniti dal ministro della Salute, Ferruccio Fazio, al convengo ‘Nuove linee di indirizzo in tema di riabilitazione: l’obeso grave come paziente ad alta complessita”, organizzato presso l’ospedale Auxologico San Luca di Milano.

“L’obesita’ – ha detto Fazio – è un problema di sanità pubblica ed e’ un problema particolarmente grave nel nostro Paese”, dove registra livelli di crescita preoccupanti. Molto spesso, ha spiegato Antonio Liuzzi, coordinatore del Rapporto sull’Obesita’ in Italia dell’Auxologico, “vediamo pazienti rifiutati dai reparti di riabilitazione specialistica perche’ gravemente obesi e non accettati dai reparti di riabilitazione per l’obeso, perche’ complicati da patologie specialistiche soprattutto respiratorie”.

Continua..

Anoressici a 5 anni

L’emulazione dei modelli delle ‘star grissino’, a volte frutto di ritocchi fotografici, ha causato in Gran Bretagna un’epidemia di anoressia che vede gia’ bambini di 5 anni affetti dalla malattia.

E’ quanto riporta il Daily Mail secondo il quale, in base ai dati del Servizio sanitario nazionale, nel Regno Unito negli ultimi tre anni si sono avuti 98 casi di anoressia in bimbi tra cinque e sette anni, uno tra gli 8 e i 9 anni, quasi 400 tra 10 e 12, per toccare il picco di 1.500 casi nella piena adolescenza, tra 13 e 15 anni.

A tre anni già pensano di voler perdere peso

Quasi la metà delle bimbe tra i tre e i sei anni è preoccupata del proprio peso e una su tre vorrebbe cambiare qualcosa del proprio aspetto.

Lo sostiene uno studio condotto dalla University of Central Florida (Usa) pubblicato sul British Journal of Developmental Psycology. Delle 121 bambine prese in esame, il 31% aveva dimostrato una seria preoccupazione per il proprio aspetto e il 18% si era detto mediamente preoccupato.

Secondo gli esperti questa ossessione per la bellezz afisica è legata alle immagini trasmesse dalla tv.

Rischio DCA con l’abuso dei Social Network

L’esposizione per troppe ore a modelli irreali porta le adolescenti ad un calo della loro autostima con conseguente atteggiamento errato verso il cibo.

Lo dimostra uno studio dell’università di Haifa, condotto su circa 250 adolescenti dai 12 ai 19 anni.

Alle ragazze è stato chiesto di indicare le loro abitudini nel tempo libero, con particolare riferimento al tempo trascorso su internet e alla televisione: i ricercatori hanno indagato il tipo di siti e di programmi visti dalle ragazze, in più le hanno sottoposte a questionari per capirne l’atteggiamento verso il cibo e il grado di autostima e fiducia in loro stesse. I risultati sono chiari: Continua..

Manorexia: la storia di Bryan Bixler (seconda parte)

Ieri abbiamo pubblicato la prima parte della storia di Bryan Bixler, oggi la seconda parte.

Per farlo, crede di aver bisogno di un trattamento intensivo e coordinato  in un centro per disturbi alimentari. L’assicurazione medica di Bixler pagherebbe l’aiuto medico e il trattamento psichiatrico o psicologico- tramite il medico curante Kaiser Permanente e la Orange County Health Care Agency- ma non per un trattamento coordinato a lungo termine in una clinica per disturbi alimentari.

Il divario tra ciò di cui ha bisogno e ciò che la sua assicurazione coprirebbe è stato discusso in tutto il paese. Molte compagnie d’assicurazioni hanno messo in dubbio sempre di più la necessità di un programma di trattamento residenziale a lungo termine ed erano riluttanti all’idea di pagarne gli alti costi.

Sette anni fa, con i suoi genitori che pagavano il conto, Bixler passò diversi mesi in un centro di cura nel Wisconsin. Sebbene il suo peso fosse salito da quarantadue a cinquantacinque chili, Bryan lo considerò una prigione. Quando il denaro dei suoi genitori finì, lasciò il centro di cura ed immediatamente ebbe una ricaduta.

Durante l’ultima ricaduta, Bixler era ritornato nel centro del Wisconsin, ma vi rimase solo sei giorni. Assegnato a un’unità psichiatrica rifiutò il trattamento, e i suoi gentiori gli dissero di non poterne più affrontare il costo.
Da allora, Bixler insiste, lui ha visto la luce e vorrebbe stare in un programma di cura a lungo termine della durata necessaria a guarirlo. L’unica altra opzione, dice, è la morte. “Ovviamente, il mio metodo non sta funzionando”.
E neppure la limitata cura psicologica o psichiatrica per la quale può passare atttaverso visita medica, dice Terry Schwartz, direttrice medica di un programma di disturbi alimentari ad UC, San Diego. Ha supervisionato un recente esame psichiatrico di Bixler, che ha richiesto nella speranza di poter appoggiare la richiesta di assistenza che ha fatto con lo stato per l’accresciuta copertura medica. La richiesta è in sospeso.

Bixler non si trova in uno stadio acuto, dice la Schwartz, ma i suoi risultati di laboratorio e il peso lo mettono “ad alto rischio” nel morire di anoressia. Le sole direttive dell’ associazione psichiatrica americana lo mettono nella categoria di chi ha bisogno sia di cura ospedaliera che residenziale.

Ciò di cui ha bisogno è un programma coordinato che passerebbe attraverso un trattamento medico, psicologico, psichiatrico, nutrizionale e dietistico. Bixler sarebbe più vulnerabile, dice, a un improvviso arresto cardiaco o all’incapacità di scacciare un’infezione a causa del suo numero impoverito di globuli bianchi.

Mentre è convinto di essere lontano da ciò di cui ha bisogno, Bixler si avvale dei servizi di consulto offerti tramite la contea e l’assistenza medica. Se non riceverà nient’altro, pensa, forse manderà un segnale che sta cercando di collaborare.
Nei suoi giorni più caritatevoli, Bixler cerca di evitare discriminazioni.

“Non sto biasimando nessuno” Continua..

Manorexia: la storia di Bryan Bixler

Nonostante i disturbi alimentari siano spesso associati alla popolazione femminile, negli ultimi anni secondo l’American Journal  of Psychiatry il numero di uomini che soffre della cosidetta “Manorexia”, l’anoressia maschile, sta aumentando sempre di più.

MORIRE DI FAME PER LA NORMALITA’

Lo sente nelle sue ossa ogni giorno un po’ di più, come se passando davanti allo specchio nel suo appartamento a Laguna Beach e guardandosi non sia abbastanza evidente. Ecco cosa gli si presenta alla vista: occhi incavati, braccia sottili come carta e gambe che ciondolano come quelle di un cucciolo, l’andatura a rallentatore che teme determinerà i suoi movimenti per il resto dei suoi giorni. Che cosa è successo, si chiede, a quel giovane uomo che un tempo correva mezze maratone?

E’ tutto così insensato. Questo è ciò che dice a sé stesso. Morendo un po’ di più ogni giorno e sapendo come risolverlo ma essendo incapace di farlo. Sapendo che se solo volesse iniziare a mangiare come una persona normale, darebbe a sé stesso una possibilità di lottare.
Ma lui non è una persona normale, non più. Non a un metro e ottanta per trentasette chili. Non quando ha una laurea e sa come funziona il corpo e ancora non riesce a farsi un piatto di spaghetti o di bere una cioccolata.

Bixler ha 39 anni ed è anoressico, soffrendo di un disturbo alimentare tradizionalmente associato a giovani donne ma che generalmente è stato stimato includere una componente maschile che va dal 5% al 10%. Negli anni recenti, comunque, alcuni ricercatori suggeriscono che il numero possa avvicinarsi al 15%.
Lui non ricorda un giorno o una settimana o un mese in cui ha fatto una svolta ed inserorabilmente è precipitato nel cammino verso l’anoressia nervosa, ma lui e i membri della famiglia pensano che sia stato un lento percorso che è iniziato nella sua adolescenza. Ricorda quegli anni come un periodo in cui i suoi genitori stavano attraversando un divorzio difficile e lui era simultaneamente catturato dalla mania per la forma fisica e faceva attenzione ad evitare il cibo spazzatura.

“Ero Mr. Salute”, dice. “Ero vegetariano, Continua..

Morire di Bulimia a 27 anni: Valentina ha ingerito quasi cento pasticche di potassio

Valentina è morta agli inizi dello scorso ottobre. Ha chiuso alle sue spalle la porta della sua cameretta e tutto il suo mondo è rimasto fuori.

Valentina ha ingerito quasi cento pasticche di potassio. Erano la sua medicina, le consentivano di riprendere un po’ di energia dopo aver vomitato, permettevano ai suoi muscoli di non crollare del tutto. Vomitava spesso Valentina. Era bulimica. I suoi familiari hanno chiamato il 118. La corsa in ospedale, l’ambulanza a sirene spiegate, i medici che tentano di salvarla.

Il resto dell’articolo lo trovate a questo indirizzo:  http://www.tgcom.mediaset.it/cronaca/articoli/articolo501171.shtml

Morta Isabelle Caro simbolo della lotta all’anoressia

E’ morta a Tokio a metà novembre dopo due settimane di ricovero, ma la notizia è stata diffusa solo ora.

La sua notorietà è legata alla campagna choc contro l’anoressia di tre anni fa, firmata da Oliviero Toscani.

Due anni fa, la modella aveva svelato la sua storia drammatica in un’autobiografia intitolata “La ragazzina che non voleva diventare grassa”. Aveva scritto di essere cresciuta soltanto in compagnia della madre che, dai quattro ai tredici anni, l’avrebbe praticamente sequestrata in casa. Nessuna uscita, neppure in giardino, con l’unica eccezione della visita annuale ai nonni ai quali era costretta di raccontare di una vita normale, della scuola e degli amici. Mentre non poteva vedere nessuno e veniva istruita dalla madre che era insegnante e la obbligava a suonare il violino.

La madre, affetta da una grave depressione, voleva che la figlia restasse bambina e di sua proprietà. Non la esponeva alla luce del sole per paura che accelerasse la crescita, le proibiva di piangere, la riempiva di giocattoli. Il tutto all’insaputa del padre che era sempre fuori casa per lavoro e non si occupava di ciò che avveniva tra le mura domestiche. Proprio questa vita soffocata, aveva scritto Isabelle, l’avrebbe portata, senza rendersene conto, verso l’anoressia.

Qui Isabelle Caro e l’anoressia in una intervista

Accendiamo un’altra candela per non dimenticare chi soffre di questa malattia.