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Dietologica

Eva, il Serpente e la Mela Candita

Archivio per la categoria 'Dieta e patologie'

Sovrappeso e Diabete

Bastano dieci chili in più di peso quando si raggiungono i 50 anni per triplicare il rischio di contrarre il diabete di tipo 2.zucchero
Lo ha dimostrato una ricerca statunitense pubblicata dal Journal of the American Medical Society. Lo studio è stato condotto dall’università di Seattle e ha dimostrato che l’effetto negativo si manifesta qualunque sia il peso di partenza. Per coloro che sono già obesi al raggiungimento della mezza età aggiungere ulteriori chili aumenta il rischio addirittura di cinque volte rispetto a chi non è obeso e non ingrassa.

 

L’aumento di peso favorisce anche l’insorgenza del diabete di tipo 1, sottolineano gli autori:

Il risultato di questa ricerca conferma che è fondamentale mantenere un peso corporeo ottimale quando si raggiunge la mezza età

 ha spiegato Mary Biggs, che ha coordinato lo studio e suggerisce che il controllo della massa corporea rimane importante per evitare il diabete almeno fino ai 65 anni.

L’insulino-resistenza e l’obesità femminile

Un recente studio ha scoperto che molte donne obese dimagboteroriscono di più con diete a basso contenuto di carboidrati rispetto a diete a basso conenuto di grassi e con lo stesso apporto di calorie, questo perchè molte donne soffrono di insulino-resistenza.

L’insulino-resistenza si verifica quando le cellule dell’organismo diminuiscono la propria sensibilità all’azione dell’insulina: ne consegue che il rilascio dell’ormone, in dosi note, produce un effetto biologico inferiore rispetto a quanto previsto.  

Il meccanismo dell’insulino-resistenza è alla base di molte diete quali: la Zona, Montignac, la Atkins e via dicendo.

Solitamente i  medici prescrivono diete basate solo sul calcolo delle calorie, ma molte donne non riescono a dimagrire con tali diete. Mentre le diete a basso indice glicemico fanno dimagrire più in fretta, almeno nel breve termine (tre mesi)” sostiene Plodkowski, autore dello studio.

In realtà non è il kg e mezzo in più perso in tre mesi, che ha attirato la mia attenzione, quanto il fatto che a volte capiti di essere bloccati con una dieta basata solo sul calcolo delle calorie e invece di sbloccare questa stasi cambiando totalmente regime e passando ad uno a basso indice glicemico.

Nel mio caso ha funzionato, ma sarei curiosa di sapere se è stata la stessa cosa anche per voi.

Finocchi e germogli di soia per un pieno di vitamine

fruttaLa tosse non dà tregua? Prima di andare in farmacia, un salto dal fruttivendolo non potrà fare sicuramente male. Acquisto consigliato l’erba cipollina, espettorante e balsamica. E se abbiamo unghie e capelli fragili? La risposta è nei germogli di alfa alfa: coltivarli sul balcone è anche un ottimo hobby salva-cuore.

Queste e altre mille curiosità sono raccolte nel libro ‘I magnifici 20′ (Ponte alle Grazie editore) scritto da Marco Bianchi, ricercatore dell’Ifom (Istiuto FIRC di oncologia molecolare), che da anni studia i segreti di benessere contenuti negli alimenti, che diventano spunti per ricette che fanno bene, oltre ad essere buone. Sapevate ad esempio che un cucchiaino di semi di lino tritati ed un paio di noci o in alternativa un paio di cucchiaini di olio di lino al giorno aiutano ad abbassare il colesterolo ‘cattivo’?
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Maggiori rischi di cardiopatie coronariche con diete ad alto indice glicemico

Secondo uno studio pubblicato su Archives of Internal Medicine nei giorni scorsi, le diete con un elevato indice glicemico, quindi ricche di carboidrati raffinati, sembrano essere associate a maggiore rischio di sviluppare cardiopatie coronariche.

A Milano, Sabina Sieri della Fondazione IRCCS Istituto Nazionale dei Tumori e i suoi colleghi, hanno studiato un campione di 47.749 italiani adulti, 15.171 uomini e 32.578 donne e hanno notato che Continua..

Cioccolato come antipertensivo

uova_di_pasquaLa Pasqua si avvicina e le uova di cioccolata occhieggiano dagli scaffali dei supermercati già da un bel pò.

Difficile resistere alla tentazione se si va a fare la spesa. Difficile resistere alle uova di Pasqua che riempiono le case.

Forse non è il caso di resistere, allora, ma di concedersi un pezzettino di cioccolato, meglio se fondente, che sembra abbassare la pressione sanguigna e diminuire il rischio di infarti.

E’ quello che sostiene uno studio pubblicato oggi sulllo European Heart Journal.

I ricercatori hanno controllato un campione di 19,357 persone in 10 anni e hanno scoperto che Continua..

In linea senza dieta? Ecco come fare

dieta-zonaIn forma senza dover fare grandi rinunce? I nutrizionisti dicono che è possibile: bastano semplici – ma costanti – accorgimenti per salvaguardare la linea senza dover ricorrere a diete ferree.

Colazione, mon amour. Prima di tutto, occhio alla colazione: chi è abituato a saltare il primo e fondamentale pasto della giornata ha il 75% di probabilità in più di cedere ai piaceri del palato a tutte le altre ore del giorno. Scegliere cibi nutrienti, consigliano i dietologi, e andare incontro al gusto per rendere il pasto più appetibile: frutta fresca, qualcosa di dolce che solletichi le papille gustative, e poi un tè, un cappuccino o un succo di frutta.

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Parkinson ed alimentazione

Il morbo di parkinson è una malattia neurodegenerativa caratterizzata da:

  • tremore a riposo
  • rigidità
  • bradicinesia, cioè lentezza dei movimenti
  • riduzione dei riflessi posturali che si estrinsecano nella facilità alle cadute
  • andatura impacciata
  • schiena curva

Di seguito il video vi parlerà della dieta giusta per il malato di parkinson in base alla terapia farmacologica in uso.

Dieta e febbre reumatica

fruttaLa febbre reumatica, o malattia di Bouillard o reumatismo articolare acuto, è un’infezione causata dallo streptococco beta emolitico del gruppo A che può interessare vari organi, in particolare articolazioni e cuore (quest’ultimo in particolare rappresenta il coinvolgimento più pericoloso). Insorge tipicamente in età infantile e giovanile, la frequenza attualmente è in diminuzione grazie alla profilassi con penicillina.

Clinicamente questa malattia si manifesta in diverse fasi:

  • Prima fase: si ha un’infezione focale, in genere localizzata alla faringe o alle tonsille, dove determina un senso di costrizione dolosa (angina rossa)
  • Seconda fase: è una fase di sensibilizzazione che decorre in maniera asintomatica e dura 2-3 settimane.
  • Terza fase: è caratterizzata da un attacco reumatico acuto
  • Quarta fase: definita anche fase della quiescenza, i sintomi sono ridotti
  • Quinta fase: si possono avere possibili recidive con danno cardiaco

I primi sintomi si sviluppano dopo 2 – 3 settimane dall’infezione e si manifestano con artrite e cardite (infiammazione di articolazioni e cuore), dopo 1 – 2 mesi possono comparire l’eritema marginato, manifestazione cutanea solitamente localizzata agli arti e tronco, e noduli sottocutanei. Possono infine essere presenti movimenti coreici (disordinati ed incontrollati) per un coinvolgimento del sistema nervoso.

E’ possibile prevenire o attenuare i sintomi di questa malattia con una dieta adeguata?

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Come prevenire il cancro al seno con l’alimentazione

autopalpazioneIl carcinoma mammario è la neoplasia più frequente nelle donne.

Il rischio è elevato considerando che studi statistici hanno rivelato che una donna su dieci è a rischio di contrarre un carcinoma mammario nel corso della vita, il rischio aumenta con l’età a partire dai 30 anni, raggiunge un plateau fra i 45 – 55 anni ed ha un ulteriore incremento fino ai 60 anni.

I fattori di rischio sono molteplici:

  • Genetici: mutazioni dei geni BCRA1 e BCRA2
  • Familiari: un parente di primo grado affetto da tumore al seno
  • Ormonali: esposizione agli ormoni sessuali femminili, in particolare gli estrogeni
  • Uso di ormoni esogeni: contraccettivi orali e la terapia sostitutiva ormonale post menopausa
  • Alimentari: dieta ricca di grassi, abuso di alcolici ed obesità

Nonostante la correlazione con numerosi fattori di rischio, il 70% dei carcinomi mammari insorge in assenza di uno o più fattori di rischio.

Come si può ridurre il rischio per prevenirne l’insorgenza?

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Dieta vegetariana e anemia

vitamina b12Una dieta non equilibrata può determinare carenze nutrizionali responsabili di alcune patologie.

Il nostro organismo non è in grado di produrre alcune sostanze indispensabili per le funzioni vitali delle cellule, come la vitamina B12 e l’acido folico, per cui è indispensabile l’apporto di queste sostanze attraverso una corretta abitudine alimentare.

Una delle cause più comuni da carenza di vitamina B12 è la dieta vegetariana.

La carenza di questa vitamina determina un’alterazione secondaria del metabolismo dei folati con conseguente carenza anche degli stessi. Il risultato sarà un’anemia megaloblastica, così chiamata per le modificazioni di volume che subiscono i globuli rossi definiti megaloblasti per le loro grandi dimensioni.

Clinicamente si manifesta con i sintomi dell’anemia:

  • Astenia e facile esauribilità fisica
  • Dispnea anche al piccolo sforzo
  • Pallore

Le fonti di vitamina b12 sono gli alimenti di origine animale. Fonti preferenziali (>10 μg/100 g)…

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