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Dietologica

Eva, il Serpente e la Mela Candita

Archivio per la categoria 'Dal Mondo'

Iniezioni di botulino a soli 7 anni: Cosa ne pensate?

Si chiama Bree e sua madre ha deciso di farne una piccola stella dello star system. Mentre le sue coetanee truccano e pettinano le Barbie, Bree ogni due mesi si sottopone a sedute per iniezioni di botox e filler eseguite dalla sua mamma. Ha solo 7 anni.

Questa storia folle, di abuso e mania nei confronti di questa bambina, è raccontata in esclusiva dal quotidiano inglese The Sun. Sharon Evans, la mamma single di 33 anni di Bree originaria di Wes London, non ha dubbi: la figlia deve diventare senza se e senza ma come Willow Smith, la baby star figlia dell’attore di Hollywood Will Smith e Jada Pinkett.

Sharon tempo fa seguì un corso per estetisti e così ogni due mesi interviene sul faccino di sua figlia con iniezioni di botox e filler, ma ancor peggio, guardando le fotografie di Bree si scorge che le sopraciglia hanno un non so che di artificiale. Non è un’illusione perché le sopraciglia di Bree non sono reali, ma tatuate dalla madre che a sua volta ha appreso la tecnica da un ex fidanzato che di professione faceva il tatuatore.

 

Se la voglia di dolci non si spegne e tutta colpa dei geni

È più di un languore per qualcosa di buono, molto di più della “voglia” che prende chi è in attesa di un bambino. Secondo i ricercatori dell’Università di Goteborg, in Svezia, chi ha sempre desiderio di dolci potrebbe essere sotto scacco di un gene che funziona troppo e male. Lo scrivono sulla rivista Plos One dopo aver eseguito l’analisi di 579 persone dalla quale è emerso che i soggetti “portatori” di una modifica del gene che controlla la grelina, ormone che regola l’appetito, sono maggiormente attratti dai dolciumi, dai cibi ricchi di zuccheri e persino dall’alcol.

In una ricerca parallela condotta in laboratorio, i topi a cui era bloccata la produzione di grelina “snobbavano” gli alimenti zuccherini. “Questo dimostra che la grelina funziona come un pilota forte quando si tratta di rintracciare sostanze gratificanti come lo zucchero o l’alcol”, sostiene Elisabet Jerlhag, ricercatrice dell’Accademia Sahlgrenska, tra gli autori dello studio.

Il ruolo della grelina è noto da tempo. Quando i suoi livelli aumentano si attiva un meccanismo di ricompensa nel cervello, determinando un incremento della motivazione nella ricerca di cibo. Altri studi hanno già legato questo meccanismo a molte dipendenze, non solo dal cibo, ma anche da sostanze stupefacenti e alcol. Sono state già sperimentate terapie che agiscono direttamente nei confronti dell’ormone per ridurre l’assuefazione alle droghe e curare l’alcolismo. “Questi studi aiutano la società a riconoscere le dipendenze come una malattia – dice Jerlhag – e quindi aiutano queste persone ad avere le cure necessarie più facilmente”.

20 anni: morire con una dieta…per entrare nell’esercito

Glenni Wilsey, un ragazzo di 20anni è morto per uno squilibrio cardiaco e, secondo la madre, la causa sarebbe la dieta ferrea consigliata dagli ufficiali di reclutamento dell’esercito.

L’11 febbraio Glenni si è arruolato ma, a causa del peso, il suo impiego è stato posticipato. Al momento della firma il peso di Glenni era di 118 chili, così il ragazzo si è messo a dieta. Al momento della morte però il suo peso era di 89 chili, quasi trenta in meno.

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Il cervello è schiavo delle ricompense

Schiavi del cibo perché il cervello ha fame di ricompense. È la tesi sull’obesità di uno studioso americano, Eric Stice, pubblicata sul Journal of Neuroscience, che respinge una teoria precedente che spiega i disturbi alimentari con l’ipotesi secondo cui si mangia tanto perché il cervello ha un deficit degli ormoni rilassanti che il cibo stuzzica, primo fra tutti la dopamina. Per Stice è vero il contrario.

Chi presenta un appetito insaziabile ha un cervello più sensibile della norma alle forme di ricompensa procurate dal gusto di un buon piatto o anche da “rinforzi” esterni. Con sorpresa abbiamo visto che le regioni del cervello coinvolte in questi processi non erano affatto meno attive, ma più ‘sensibili’”, dimostrando, secondo lo studioso, che il primo passo verso l’aumento di peso è compiuto per una magnetica attrazione verso le gratificazioni interne ed esterne che il cibo può dare e non è dettata da un qualsiasi deficit nella ricettività cerebrale.

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Molti hanno paura della bilancia

Un quinto delle persone, soprattutto se in sovrappeso, ha ‘paura’ della bilancia, e la usa per pesare oggetti, bambini e animali piuttosto che per controllare il peso corporeo. Lo afferma uno studio dell’agenzia inglese Co-Operative Pharmacy, secondo cui molti degli obesi sottostimano la propria condizione.

L’analisi è stata condotta su un campione di 3mila persone, a cui sono state fatte domande sulle abitudini alimentari e di cui e’ stato misurato l’indice di massa corporea. Il 40 per cento degli intervistati ha ammesso di essere obeso o in sovrappeso, ma in realta’ la percentuale era molto maggiore, pari al 65 per cento.

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Le discriminazioni sul peso peggiorano lo stato di salute

La discriminazione verso le persone obese contribuisce a peggiorare il loro stato di salute. Lo afferma una ricerca pubblicata dalla rivista Social Psychology Quarterly, secondo cui un terzo di chi ha problemi di peso percepisce uno stigma dalla società. I ricercatori della Purdue university hanno studiato 1.500 persone tra i 25 e i 74 anni d’età, seguendole nel 1995 e nel 2005 con domande sul loro stato di salute e sul loro peso.

“Come ci si poteva aspettare – scrivono gli autori – le persone obese nel 1995 avevano condizioni di salute molto peggiori dieci anni dopo, ma abbiamo notato differenze tra quelli che si sentivano discriminati e quelli che non lo erano”. Secondo lo studio l’11 per cento delle persone moderatamente obese e il 33 per cento di quelle gravemente obese avevano ricevuto discriminazioni.

Questi ultimi hanno mostrato il peggioramento piu’ ampio delle abilita’ funzionali, come la capacita’ di fare le scale o di portare la spesa, che sono indicative dello stato di salute.

Le maniglie dell’amore possono essere un pericolo

Le cosiddette ‘maniglie dell’amore’, ovvero i cuscinetti di grasso intorno alla cintura, rappresentano un pericolo ‘sconosciuto’, almeno in Gran Bretagna.

Lo afferma un sondaggio segnalato dal sito della Bbc, secondo cui il 97% del campione non conosce i legami tra le ‘maniglie dell’amore’ e le diverse patologie tra cui cancro e diabete. La ricerca si è basata sulle interviste a 2.085 persone, di cui il 71 per cento ha ammesso di avere cuscinetti di grasso intorno alla cintola. Solo il 44 per cento del campione ha cercato di ridurre il grasso facendo esercizio, mentre il 27 per cento ha confessato di aver comprato vestiti di taglia piu’ grande nel periodo precedente al sondaggio. I risultati della ricerca hanno fatto lanciare in Gran Bretagna una vasta campagna informativa da parte di tre organizzazioni per la salute.

“Il grasso intorno alla cintura e’ una vera e propria emergenza”, ha spiegato Mike Knapton, della British Heart Foundation, “mentre ci si rilassa a casa le cellule grasse lavorano per pompare ormoni in eccesso e altre sostanze chimiche pericolose nell’organismo”.

Secondo le ultime indicazioni degli esperti, le donne sono a rischio diabete e malattie cardiache se la loro cintura misura piu’ di 80 centimetri, mentre per gli uomini la soglia e’ di 94 centimetri.

Perchè le diete falliscono?

Chi è stressato – anche a causa della dieta – mangia più cibi grassi rispetto a chi stressato non è: lo studio, pubblicato sul Journal of Neuroscience, mette in evidenza che le diete possono mettere a dura prova il cervello, e che può essere proprio il cervello a stabilire se una dieta avrà successo oppure no.

Lo studio, realizzato dall’Università della Pennsylvania, ha esaminato i livelli ormonali e il comportamento di alcuni topi – che hanno dimostrato di reagire alle diete ipocaloriche in maniera molto simile agli uomini – con diete limitate. Dopo tre settimane gli studiosi, guidati da Tracy Bale, hanno rilevato che i topi avevano aumentato i livelli di corticosterone, noto anche come l’ormone dello stress, e avevano mostrato comportamenti tipici della depressione.

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Walking: un nuovo sport

Di recente la mia palestra è stata completamente rinnovata: aumentati gli spazi, i corsi e introdotti corsi nuovi.

Non ho avuto tempo di provarlo prima, da noi c’è già dall’anno scorso, ma il Walking è davvero uno sport tosto: aerobico, ma divertente, per alternare il tedio del classico tapis roulant.

Il Walking si fa su tapis roulant particolari, non si muove il tappeto elettronicamente, sei tu che lo muovi camminando e tu decidi la velocità. C’è una resistenza da regolare perchè l’andatura deve essere sempre la stessa, non si deve correre, sennò il cuore non ce la fa, il tappeto è a media pendenza e si utilizzano molto anche le braccia, magari con piccoli pesi, per aumentare il lavoro aerobico. Infatti muovendo le braccia mentre si cammina il cuore deve pompare di piùper far circolare il sangue.

Ho trovato un video pubblicitario per farvi capire di che cosa si tratta, ovviamente noi di Dietologica non stiamo sponsorizzando il tizio del video, nè la sua palestra o questa attività.

Voi l’avete provato? Chi lo farebbe?

Michelle e la lotta con i ristoranti

Abbiamo parlato più volte su Dietologica delle belle e salutiste iniziative di Michelle Obama, First Lady americana.

Dopo aver cercato di convincere i produttori di cibi pronti, tra i quali il gigante, Wal-Mart, di ridurre grassi, zuccheri e sale nelle loro preparazioni, dopo aver lanciato l’anno scorso, di questi tempi, la settimana “Let’s Move” incentrata sullo spronare i ragazzi a fare più movimento, dopo aver ottenuto che le mense scolastiche introducessero più porzioni di frutta e verdura, questa volta la Lady salutista vuole cercare di convincere i ristoranti a modificare le loro porzioni e i loro menu.

E’ dallo scorso anno che Michelle tratta con l’Associazione Nazionale dei Ristoranti, per cercare di convincerli a proporre anche cibi salutari nei menu dei bambini, quali carote, fettine di mela e latte, invece delle solite patatine fritte e bibite e di ridurre le porzioni.

Per ora non si sono raggiunti ancora dei compromessi, ma Lady Obama ha intenzione di pubblicizzare la sua impresa in molti modi e chissà che non la spunti anche stavolta?

E voi che cosa ne pensate?