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Dietologica

Eva, il Serpente e la Mela Candita

Archivio per la categoria 'Chirurgia dell’obesità'

Il bypass gastrico aiuta a fare scelte alimentari più sane

Le persone che si sono sottoposte a un intervento chirurgico di bypass gastrico potrebbero fare scelte alimentari più sane rispetto ai pazienti che optano per un’altra procedura di dimagrimento nota come bendaggio gastrico.

Lo hanno annunciato alcuni ricercatori britannici dopo aver scoperto che i pazienti sottoposti a bypass gastrico sono meno tentati da dolci e altri cibi molto grassi.

Dopo aver condotto un’indagine tra i pazienti che hanno scelto o uno o l’altro tipo di chirurgia e grazie all’aiuto di scansioni cerebrali su diverse decine di soggetti, il dott. Tony Goldstone dell’Imperial College London e Hammersmith Hospital e i suoi colleghi hanno scoperto che anche nel profondo del loro cervello, i pazienti sottoposti a un’operazione di bypass gastrico sembravano avere meno voglia di mangiare cibi ad alto apporto calorico.

Malissa Jones: dalla chirurgia all’anoressia

Malissa Jones, 21enne inglese del North Yorksire,  pesava 174 kg e in 18 mesi, con un bypass grastrico è arrivata a 40 chili. Troppi, tant’è che è passata dall’obesità all’anoressia con tutti i rischi del caso.  “Non operatevi, serve costanza, dieta sana e attività fisica”.

In 18 mesi ha perso 130 kg, un intervento che, evidentemente, è andato ben al di là delle intenzioni dei medici: Malissa si è ridotta a un quarto del proprio peso iniziale. E ora, se non torna a nutrirsi adeguatamente, ha sei mesi di vita.

Inizialmente la scommessa sembrava vinta, ma poi la situazione è precipitata. Dopo l’intervento, la ragazza inizia a provare disgusto per il mangiare, viste le difficoltà digestive: e per una persona che nella sua vita precedente mangiava 15 merendine al cioccolato solo per colazione, ora la dieta è ridotta a quasi niente: tre carote cotte, due ciuffi di prezzemolo e una patata arrosto.

Totale, 300 calorie giornaliere.

“Ora mi sento in una situazione senza uscita – confessa – forse dovrò operarmi di nuovo. Ma spero che il mio dramma serva a tutti: per dimagrire lasciate perdere la chirurgia, niente si risolve in un attimo. Serve costanza, una dieta sana, attività fisica”.

Troppi italiani in sovrappeso. Pallone intragastrico per combattere l’obesità

Il 34,2% degli italiani è in sovrappeso e il 9,8% obeso. Due dati in continua crescita: erano rispettivamente il 33,6 e il 9% nel 2000. Se questa tendenza verrà confermata, secondo la Società Italiana dell’Obesità (SIO) nel 2025 il tasso di obesita’ negli adulti arriverà al 14% (+43%).

Controllare efficacemente anche i piccoli ma costanti aumenti di peso aiuta non solo a sentirsi meglio ma anche a prevenire la piu’ diffusa malattia cronica del nostro secolo: l’obesità. Una patologia, questa, che si combatte anche con il pallone intragastrico, una metodica, invasiva si’ ma che non e’ un intervento, di cui numerosi studi scientifici confermano la sicurezza e validità.

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Nadia Rinaldi: 71 kg

Questa è la foto di Nadia Rinaldi prima e dopo l’intervento di chirurgia dell’obesità. Gli interventi chirurgici per dimagrire sono una cosa molto seria e si scelgono solo dopo che si è provato di tutto. Non sono scelte che si fanno a cuor leggero.

L’80% delle donne si sottopone alla chirurgia bariatrica per dimagrire

Sono le donne, circa l’80% le persone che maggiormente ricorrono alla chirurgia per perdere peso, in particolare tra i 30 e i 40 anni.

E’ quanto emerge dalla conferenza di presentazione dell’Obesity Day, la campagna per la prevenzione dell’obesità’ promossa dall’Adi – Associazione italiana di dietetica e nutrizione clinica che si terrà il 10 e l’11 ottobre in tutta Italia nei centri Adi.

”Negli anni passati l’obesità’ era concentrata nella categorie sociali con minore disponibilità economica – spiega Pierluigi Marini, direttore dell’Unità operativa complessa di Chirurgia endocrina e bariatrica del San Camillo Forlanini di Roma, mentre oggi l’epidemia sta abbracciando trasversalmente tutte le classi sociali”.

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Ingrasseresti per farti operare?

In Uk, un terzo delle donne in sovrappeso ha ammesso che preferirebbe ingrassare ed accedere ad fatun’operazione bariatrica gratuita, piuttosto che mettersi a dieta.

In Italia, da quel che ho sentito in giro, la situazione è simile.

Donne che ci contattano dicendo che i chirurghi hanno loro proposto di prendere peso così da raggiungere i limiti prefissati per legge e poter essere operate per dimagrire, donne che ingrassano di proposito per arrivare a quei limiti e poi contattare i medici ed essere operate.

E’ anche vero che conosco un medico che ha ricoverato una 18enne che pesava 180 kg e voleva essere operata, per non far fatica a dimagrire, e lui si è rifiutato, ma le ha proposto un percorso di terapia cognitivo-copmportamentale ed è arrivata a pesare intorno ai 100 kg (poi l’ho persa di vista).

Insomma come sempre ce n’è per tutti i gusti: medici supercoscienziosi e medici che invece non si interessano alla salute delle pazienti, ma solo del loro portafogli (perchè se è vero che l’operazione la paga il servizio sanitario nazionale e non la paziente, loro sono profumantamente pagati).

Il punto è un altro: le operazioni di chirurgia dell’obesità NON sono una passeggiata.

NON si può operarsi e mangiare quanto si vuole, perchè lo stomaco fa in modo meccanico ciò che dovrebbe essere fatto autonomamente, cioè mangiare porzioni adeguate e in maniera varia, quindi scordatevi il piattone di pasta, la pizza o un buffet.

Le conseguenze possono essere poi lievi o più gravi (avitaminosi, mancanza di ferro, dumping, vomito continuo sono solo alcuni dei sintomi più ricorrenti).

La sindrome artrite-dermatite da bypass intestinale

chirurgia-obesitaMolte persone ci chiedono cosa ne pensiamo degli interventi chirurgici per dimagrire. Io stesso sono operata di bypass gastrico e amo sempre ricordare che la chirurgia in questi casi ha salvato la vita a tantissime persone. Non è però una passeggiata. Sono interventi che vanno fatti nei casi gravi e seguendo un percorso ben preciso fatto dal sostegno di dietista, chirurgo, psichiatra, diabetologo e endocrinologo.

Molte volte non viene sempre raccontato dal medico le conseguenze di questi interventi. Si racconta per sommi capi quello che sarà il dopo tralasciando alcune possibili conseguenze.

Ci siamo noi a raccontarvi quello che non vi dicono. Ieri leggendo il libro di MEDICINA INTERNA ho trovato una sindrome che ogni persona in attesa di intervento dovrebbe conoscere, la sindrome artrite-dermatite da bypass intestinale.

Nel 15% dei soggetti sottoposti a trattamento chirurgico dell’obesità refrattaria mediante bypass digiunoileale o particolarmente digiuno colico insorge, dopo settimane o molti mesi, una poliartrite pauciarticolare simmetrica (una artrite che colpisce le articolazioni da ambedue le parti), associata nell’80% dei casi ad una dermatite eritematopapaulosa ad evoluzione pustulovescicolare (una dermatite che si presenta con arrosamenti della pelle e vescicole).Si tratta di una manifestazione autoimmune per reazione crociata a peptidoglicani (sostanza presente sulla parete dei batteri) della parete di batteri a sviluppo incontrollato di un’ansa cieca o per reflusso di materiale colico, con deposizione diffusa di immunocomplessi crioprecipitabili formati da immunoglobuline contenenti anticorpi specifici per batteri anaerobi fecali e da frazione del complemento. Trattamenti antibiotici ed antinfiammatori hanno variabile efficacia, la guarigione si ottiene con interventi di ricanalizzazione intestinale.

Con questo non abbiamo voluto fare terrorismo psicologico ma solo semplice informazione. Questa sindrome colpisce il 15% dei operati e 15 persone su 100 mi sembra un numero veramente elevato.

Dumping Syndrome: sintomi e consigli

dumpingUno dei fastidi peggiori per chi si opera di bypass gastrico è la Dumping Syndrome.

Sotto questo nome vanno una serie di sintomi causati dal brusco passaggio di alimenti dallo stomaco all’intestino. La resezione gastrica altera i normali processi della digestione condizionando il passaggio nell’intestino di alimenti non ancora completamente elaborati dalla fase digestiva gastrica.

La fase precoce insorge da 15 a 30 minuti (ma varia molto da persona a persona) dopo il pasto e si avverte sensazione di calore, congestione al viso, nausea, difficoltà alla respirazione, palpitazione e senso di oppressione al cuore, sudorazione e possibile diarrea.

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In Campania 13 persone al giorno perdono la vita a causa di malattie legate all’obesità

pineta grandeSpesso in Italia si parla di malasanità e soprattutto al sud. Oggi vi racconto una realtà completamente diversa.

A Castel Volturno è stato inagurato il Centro di Chirurgia Bariatrica, polo di eccellenza nel trattamento chirurgico dell’obesità.

Il centro si candida a diventare uno dei punti di riferimento per tutto il Centro-Sud, disporrà di tutte le risorse chirurgiche più innovative per curare i casi di obesità grave e ridurre così l’impatto di questa vera e propria malattia, che in Campania fa 13 vittime al giorno.

Attrezzato con letti di degenza specifici, a movimentazione elettrica e con una portata di 300 chili, una sala operatoria dedicata, una attrezzatura laparoscopica specifica e una rianimazione di 9 posti letto gestiti in sicurezza, il Centro di Pineta Grande sarà all’avanguardia non soltanto per le tecniche chirurgiche mininvasive, che oggi rappresentano il gold standard nel trattamento, ma anche per l’assistenza ai pazienti.

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Diabete di tipo 2 e chirurgia bariatrica

sala.jpgI dati presentati per la prima volta al XIV Congresso Mondiale della Federazione internazionale della Chirurgia dell’Obesità e delle Malattie Metaboliche (Ifso) dimostrano che, per la grande maggioranza dei pazienti, il diabete di tipo 2 si risolve a seguito della chirurgia bariatrica (detta anche anti-obesità).

Lo studio è  la più vasta meta-analisi condotta fino a oggi per esaminare l’impatto della chirurgia bariatrica sul diabete di tipo 2.

L’analisi ha coinvolto oltre 135.000 pazienti e ha dimostrato che sia i segni clinici sia quelli di laboratorio del diabete scompaiono o migliorano nella grande maggioranza dei pazienti trattati.

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