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Dietologica

Eva, il Serpente e la Mela Candita

Archivio per la categoria 'Alimentazione'

Una mela al giorno leva l’infarto di torno!

Tutti conoscono il detto che una mela al giorno leva il medico di torno, ma studi recenti hanno dimostrato che consumare mele e prodotti a base di mele può diminuire il rischio di avere un infarto.

I risultati presentati alla American Dietetic Association (ADA) dimostrano che in topi soggetti all’obesità, sottoposti ad una dieta ricca di grassi (l’alimentazione dell’americano medio) il consumo giornaliero di farina di mele (assimilabile a due mele di  media grandezza al dì) ha ridotto non solo i livelli di colesterolo, ma ha anche avuto benefici sul cuore.

Sebbene ancora non sia chiaro il meccanismo che regola tale risultato,

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Guerra al sale, killer silenzioso della pressione sanguigna

Continua la crociata contro il sodio, “killer” silenzioso della pressione sanguigna. A sostenere l’idea di obbligare per legge le aziende a taglia drastici di sale nei cibi è uno studio australiano dell’Università del Queensland sulla rivista Heart che ha calcolato i benefici per la popolazione: i limiti imposti per legge ridurrebbero del 18% le malattie cardiovascolari secondo Linda Cobiac, autrice della ricerca.

In Australia è allo studio un marchio ben riconoscibile che potrebbe orientare il consumatore verso i prodotti iposodici. Da solo questo avvertimento consentirebbe una riduzione dell’1% dei disturbi cardiaci, quasi il doppio di quanto si può ottenere con i consigli dietetici, troppo spesso inascoltati. Se tutte le aziende alimentari utilizzassero il marchio i vantaggi sarebbero 20 volte superiori.

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La dieta mediterranea per combattere malattie cardiovascolari e neurodegenerative

Basta correggere un paio di comportamenti a tavola per ottenere un buon risultato in termini di protezione non solo cardiovascolare ma anche dalle malattie neurodegenerative.

E’ il risultato di una metanalisi (uno strumento in grado di integrare informazioni provenienti da studi diversi che di fatto diventano un’unica ricerca) effettuata da Francesco Sofi, dell’Universita’ di Firenze. Il ricercatore ha analizzato informazioni provenienti da sette diversi studi condotti negli ultimi due anni in tutto il mondo, per un totale di oltre due milioni di persone. I dati saranno presentati domani nella giornata conclusiva del XXI Congresso nazionale della SISET, Societa’ Italiana per lo Studio dell’Emostasi e della Trombosi in corso a Bologna.

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Saltare la colazione fa male

Saltare la colazione ogni mattina mette a rischio il cuore, secondo uno studio pubblicato dall’American Journal of Clinical Nutrition che ha valutato gli effetti a lungo termine di questa abitudine. I ricercatori dell’Università della Tasmania hanno esaminato 2.184 volontari per 20 anni, analizzando le loro abitudini alimentari e il loro stato di salute.

Dall’indagine è emerso che già intorno ai 30 anni ci sono i primi segni dei problemi in coloro che non hanno l’abitudine di fare colazione, che sono piu’ obesi, hanno un colesterolo piu’ alto e un maggiore accumulo di grasso intorno alla vita, tutti fattori legati allo sviluppo di malattie cardiovascolari.

“Una ragione – hanno scritto gli autori – è che se si esce di casa a stomaco vuoto si è piu’ inclini a mangiare cibo spazzatura durante la giornata, ma probabilmente il digiuno mattutino modifica anche il modo con cui l’organismo immagazzina i grassi”.

Bambini obesi con le arterie degli adulti

Le arterie degli adolescenti obesi somigliano a quelle dei quarantenni. La sentenza arriva da uno studio canadese condotto su 63 bambini intorno ai 13 anni di età. Il team dell’Hospital Children British Columbia di Vancouver ha trovato nei piccoli segni di indurimento dell’aorta grazie all’uso dell’ecodoppler.

I segnali di una aterosclerosi precoce, anticamera di infarto e ictus, sono stati definiti dai ricercatori canadesi una spia ‘silenziosa’ del rischio futuro. Infatti, gli altri esami sullo stato di salute dei bambini, come la misurazione della pressione e il livello di colesterolo, non sono risultati diversi da quelli di 55 loro coetanei normopeso. Lo studio è stato presentato durante il Canadian Cardiovascular Congress.

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Mirtilli per aiutare la circolazione venosa

Contrastano le rughe, ma non solo. I frutti di bosco, oltre al potere anti-invecchiamento e a proteggere la pelle dai raggi Uva, sono rimedi naturali utili in molte circostanze. Il mirtillo, ad esempio, è noto per i benefici che reca alla circolazione venosa, alle gambe e alla vista.

Un “superfrutto” dalle molteplici proprietà, insomma: contiene più antiossidanti di qualsiasi altro frutto, è ricco di vitamine, astringente, antidiarroico e antisettico. La medicina popolare insegna inoltre che il decotto di mirtillo serve per eliminare i punti neri dal viso.

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Paese che vai…

… cibo che trovi.

Per stomaci forti: una gara di cucina, in Serbia, che ha, come ingrediente principale, i testicoli degli animali…

Cosa mangiano i neonati?

Latte, dovrebbe essere la risposta esatta, l’unica risposta!

In realtà uno studio australiano ha riportato che già a 4 settimane i bambini vengono introdotti a succhi di frutta, biscotti e gelato!!!

Ora, a parte il fatto che sembra che prima vengano introdotti tali cibi ipercalorici, più alta sia la probabilità di diventare obesi in futuro, ma siamo matti?!?

Almeno fino ai 4 mesi secondo alcuni (6 mesi secondo UNICEF) ai bebè va dato esclusivamente latte materno o appositamente formulato e non per far guadagnare i produttori di latte, ma perchè lo stomaco e l’intestino dei bimbi inizia a lavorare bene verso i 3-4 mesi, i reni verso i 6 (ecco perchè non si danno cibi salati ai bimbi) senza contare il rischio delle intolleranze ai vari alimenti che aumenta se un cibo è introdotto troppo precocemente.

Dare il gelato al neonato non fa il suo bene, ma è così difficile capirlo?!?

Altro che educazione alimentare ai figli, bisognerebbe farla ai genitori!

Se sei grassa la colpa è del cervello?

Sembrerebbe di si.

Uno studio effettuato dai ricercatori dell’università di Monash, in Australia, ha scoperto perchè alcune persone che mangiano una dieta ricca di grassi rimangono magre, mentre altre accumulano grassi.

Sembra che una dieta ricca di grassi in alcune persone isoli le cellule del cervello dal corpo e fa si che i segni vitali che invia il nostro corpo, cioè smettere di mangiare e bruciare calorie attraverso il movimento,  non arrivino al cervello.

Insomma non è la mancanza di volontà che manca alle persone obese, ma sembrerebbe proprio che manchi la comunicazione corpo-cervello, a causa di una dieta ricca di grassi. Quindi oltre a limitare le capacità cognitive, una dieta ricca di grassi modifica i circuiti neuronali.

Il mio primo pensiero è stato: benissimo, mangiamo tutti pochi grassi e queste alterazioni non si formano.

Invece sembra che i circuiti che regolano il comportamento alimentare e il consumo di energia si creino prima ancora di aver mai mangiato.

Non è chiaro allora, dall’articolo che ho letto, come possono formarsi questi circuiti errati a causa di una dieta ricca di grassi… magari ancora in gravidanza?

Una dieta ricca di grassi nella pubertà aumenta il rischio di tumore al seno

Una ricerca svolta dall’università del Michigan ha trovato una relazione una dieta ricca di grassi durante la pubertà e una maggiore incidenza del tumore al seno in età adulta.

Interessante è il fatto che sembra che l’incidenza del tumore non sia correlata ad uno stato di obesità, ma semplicemente ad una dieta troppo ricca di grassi.

La pubertà è un momento cruciale, visto che è il momento in cui si formano le ghiandole mammarie- sostengono i ricercatori. Sembra che, aumentando la quantità di grassi nell’alimentazione di quel periodo, si producano delle infezioni nelle ghiandole mammarie degli adulti che potrebbero causare lo sviluppo del tumore al seno.

Se i risultati verranno confermati, questa informazione sarà imp0rtante nella prevenzione dei tumori.

Trovo molto interessante che semplici accorgimenti alimentari possano essere così importanti. Voi no?