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Dietologica

Eva, il Serpente e la Mela Candita

Archivio per la categoria 'Alimentazione'

Bambino di 100 kg tolto alla madre

A Cleveland Heghs, in Ohio, un bambino di 8 anni, che pesa circa 100 kg  (218 pounds), è stato tolto alla madre e dato in affidamento.

La notizia riapre il dibattito, mai del tutto sopito, sull’importanza dell’alimentazione infantile.

E’ colpa della madre se il bambino pesa troppo? Con quasi il 20% di bambini obesi, negli USA, c’è da chiedersi se la colpa sia solo delle madri e quanto può incidere la volontà di una madre contro un sistema che da sempre incentiva al consumo di cibi ipercalorici, di pasti al fast food, di uno stile di vita sedentario.

Inoltre, chi è madre lo sa che è molto difficile imporre certi cibi, tipo le salutari e odiatissime verdure o le merende a base di frutta o yogurt, se gli altri bambini consumano merendine.

Il fatto che il bambino pesi 4 volte più di un coetaneo però sposta l’attenzione non tanto sull’obesità come problema estetico, quanto come problema fisico e di salute.

I bambini obesi, secondo quanto riportato dal pediatra esperto di obesità infantile, il Dott. David Ludwig, possono sviluppare il diabete, avere problemi di colestero, apnee notturne e altre condizioni mediche, che potrebbero ridurre l’aspettativa di vita del bimbo stesso.

Voi che cosa ne pensate? E’ colpa della madre? Della scuola? Della società? E cosa fate voi per incentivare i vostri figli verso un’alimentazione corretta ed uno stile di vita sano?

[Fonte DailyMail]

Marche fuorvianti

Spesso le marche sono fuorvianti.

Alzi la mano chi di voi associa la marca Vitasnella con dieta, prodotti light e a basso contenuto calorico?

 Tutte, vero? Eppure non sempre è così.

Volete un esempio?

I nuovi biscotti Vitasnella Cereal-Yo.

Lanciati da pochi mesi occhieggiano invitanti dalle macchinette delle merendine della mia ditta, come da quelle di molte altre aziende.

Un giorno, essendo affamata, ho preso una confezione di biscotti, che devo ammettere sono molto buoni, convinta di fare uno snack light.

Infatti sull’etichetta c’è scritto in grande: 30% di grassi in meno, 118 cal. e poi, insomma, Vitasnella si sa, fa prodotti light.

Peccato che le 118 cal. abbiano un asterisco, difficile da vedere dal vetro delle macchinette, che indica che le 118 cal sono a biscotto, ma la confezione ne include due.

Il biscotto è si piuttosto grande, ma va da sé che difficilmente una persona si sfama con un biscotto, per merenda, e soprattutto molto difficilmente lascia lì il secondo biscotto, con la confezione aperta, per il giorno dopo.

Lo spuntino si trasforma automaticamente in 118*2= 236 cal. che per uno snack non sono poche.

La fiesta ne ha 176 di cal. e sazia allo stesso modo.

Certo avrà forse più grassi (non lo so dovrei comprarle entrambe e paragonare le etichette e poi mangiarle entrambe, troppe calorie…) e non ha i fermetti lattici vivi che ci sono nella Vitasnella visto che l’etichetta riporta la presenza di fermenti vivi – grazie a un “processo esclusivo e brevettato” che “riesce a mantenere… una buona quantità di fermenti vivi a temperatura ambiente” -  e di fibre, vitamine e minerali, grazie ai cereali integrali.

Però personalmente non ho dubbi: se devo sgarrare preferisco mangiarmi una fiesta che due biscotti che, oltretutto, ha il 25% di calorie in meno.

Quindi non fatevi ingannare dalle marche, ma leggete bene le etichette e gli asterischi!!!

La passione per i cibi spazzatura si trasmette da madre in figlio

Di madre in figlio, anche la dipendenza da junk food. È quanto emerge da uno studio pubblicato su Faseb Journal da un gruppo di ricercatori della School of Agriculture Food and Wine dell’University of Adelaide di Adelaide (Australia), secondo i quali se le future mamme durante la gravidanza e l’allattamento eccedono nel consumare dolciumi industriali, fritti e patatine di ogni tipo, possono trasmettere la loro passione per il cosiddetto “cibo spazzatura” ai nascituri.

Lo studio, guidato da Beverly Muhlhausler, è stato condotto su un gruppo di topoline incinte e in fase di allattamento. I ricercatori hanno scoperto che le topoline che esagerano con alti livelli di grassi e zuccheri possono avere una prole dipendente dagli stessi tipi di cibo: secondo lo studio questo accadrebbe perché una dieta ricca di grassi e zuccheri porta a cambiamenti nel percorso di ricompensa del cervello, alterandone le preferenze alimentari.

“Questi risultati ci aiuteranno a perfezionare la dieta delle donne in fase di gravidanza e allattamento per il bene dei loro bambini”, spiega Beverly Muhlhausler, co-autrice dello studio. Questo studio, conclude la ricercatrice, potrebbe anche aiutare a spiegare perché alcune persone possono resistere ai cibi grassi e zuccherati, mentre altre ne sembrano irrimediabilmente dipendenti.

Perchè ingrassiamo?

Adoro Dissapore……e questo bellissimo articolo scritto da Paolo Costa dal titolo:

Perchè ingrassiamo?

Michelle e la lotta con i ristoranti

Abbiamo parlato più volte su Dietologica delle belle e salutiste iniziative di Michelle Obama, First Lady americana.

Dopo aver cercato di convincere i produttori di cibi pronti, tra i quali il gigante, Wal-Mart, di ridurre grassi, zuccheri e sale nelle loro preparazioni, dopo aver lanciato l’anno scorso, di questi tempi, la settimana “Let’s Move” incentrata sullo spronare i ragazzi a fare più movimento, dopo aver ottenuto che le mense scolastiche introducessero più porzioni di frutta e verdura, questa volta la Lady salutista vuole cercare di convincere i ristoranti a modificare le loro porzioni e i loro menu.

E’ dallo scorso anno che Michelle tratta con l’Associazione Nazionale dei Ristoranti, per cercare di convincerli a proporre anche cibi salutari nei menu dei bambini, quali carote, fettine di mela e latte, invece delle solite patatine fritte e bibite e di ridurre le porzioni.

Per ora non si sono raggiunti ancora dei compromessi, ma Lady Obama ha intenzione di pubblicizzare la sua impresa in molti modi e chissà che non la spunti anche stavolta?

E voi che cosa ne pensate?

Bimbi obesi se la mamma lavora

Non bastavano i sensi di colpa perchè si deve “parcheggiare” il figlio al nido, dalla baby sitter o, se si è fortunati, dai nonni.

Non basta lavorare 8 ore al dì, fare le code in auto, scapicollarsi per spesa, pulizie, lavatrici, panni da stirare.

Non basta portare i bimbi a fare sport, lanciandoli dall’auto e sentendosi in colpa per non vedere le loro performance in piscina, giocare con loro, fargli fare i compiti, leggere loro un libro e preoccuparti del loro stato psico-fisico!

Non contiamo il tempo che una madre dovrebbe dedicare allo sport (vuoi non essere in forma alla tua età?!?), al cinema (vuoi non conoscere l’ultimo film che ha spopolato al botteghino), alle notizie politiche (vuoi non essere in grado di commentare le ultime indiscrezioni sul politico di turno alla macchinetta del caffè?!?), al parrucchiere (oddio da quando è madre ha una ricrescita, quella!!!)

No, oltre a tutto questo, oltre alla mancanza di sonno e tempo e libertà, oltre ai sensi di colpa “classici” ci si aggiunge pure questo: i bimbi sono obesi se la mamma lavora.

I ricercatori della Cornell University, dell’American University e della Chicago University hanno pubblicato una ricerca che sembra dimostrare che il BMI (rapporto tra peso e altezza) dei bimbi è direttamente proporzionale al tempo in cui una madre ha lavorato durante la sua infanzia.

Sembra che più che nella mancanza di sport o nel tempo passato davanti a tv o videogiochi, la causa sia da ricercarsi nell’utilizzo di piatti pronti e l’utilizzo di fast food.

Visto che il 70% delle madri in America lavora sembra importante per i ricercatori mettere l’accento su cibi pronti, ma salutari e di educare i genitori che lavorano riguardo alle strategie per preparare pasti nutrienti nonostante i loro impegni.

Quindi da oggi mamme, anzichè andare a letto alle 23.30 e svegliarvi alle 6.30, andate a letto a mezzanotte e mezza per preparare la cena di domani, dormirete ancora meno, ma forse i vostri figli saranno un pò meno grassi!!!

Carote e prugne nella dieta

Pelle più sana, più fresca e con un colorito migliore: in poche parole un volto più attraente grazie a una dieta equilibrata e basata su frutta e verdure fresche. È quanto emerge da uno studio pubblicato su Evolution and Human Behavior da un gruppo di ricercatori della St Andrews University (Scozia) e dell’Università di Bristol (Regno Unito), secondo cui a fare la differenza sul colorito della pelle sarebbe in particolare il consumo di carote e prugne.

I ricercatori hanno reclutato 40 volontari a cui sono stati mostrati i volti di 51 scozzesi di cui dovevano votare l’attrattività e la salubrità del volto: ed è emerso che la maggioranza dei partecipanti ha valutato i volti con una tonalità di pelle gialla e biscottata non solo più sani, ma anche più attraenti degli altri.

Gli studiosi hanno allora cercato di saperne di più circa la dieta dei soggetti ritratti nelle fotografie, scoprendo che i volti che erano stati giudicati più interessanti e salutari appartenevano a persone abituate a consumare molta frutta e verdura fresca, e soprattutto carote e prugne. Secondo Ian Stephen, uno dei ricercatori, questo studio potrebbe davvero aiutare i medici a convincere le persone a mangiare in modo più sano: un aspetto attraente e salutare, infatti, secondo il ricercatore, potrebbe convincere i giovani a mangiare in modo salutare più della paura di future patologie cardiovascolari.

[Via Asca]

Le umiliazioni della donna obesa

La donna in sovrappeso ha mediamente tra i 45 e i 54 anni d’età, è sposata da 20 anni, pesa circa 85 chilogrammi e si sente umiliata ogni giorno. Lo rileva una ricerca di una società britannica che aiuta le persone a perdere i chili di troppo, la Slimming World.

La ricerca, pubblicata sul quotidiano ‘Daily Telegraph’, ha coinvolto 2.257 persone, di cui 1.467 in sovrappeso. Dai risultati è emerso che le persone grasse lottano con le loro emozioni in almeno cinque situazioni di vita quotidiana: quando si guardano allo specchio e nelle foto delle vacanze, quando incontrano i vecchi amici, quando cercano i vestiti in un negozio e quando si vestono per una serata fuori.

“La donna obesa – ha spiegato Caryl Richards, portavoce della Slimming World – affronta una costante battaglia quotidiana con le sue emozioni, come le diete fallite e un disperato desiderio di perdere peso, che provocano una crisi di fiducia, attraversando una serie di situazioni quotidiane di imbarazzo, umiliazione e persino terrore”. Con due persone su tre in sovrappeso o obese nel Regno Unito, secondo Slimming World, “la maggioranza della popolazione e’ ora intrappolata in questo ciclo emotivo di umiliazioni quotidiane e paura”.

L’indagine ha trovato che gli uomini rispondono in maniera più positiva. Le 790 persone normopeso coinvolte nella ricerca hanno risposto in modo positivo in ogni situazione. Secondo Richards, per vincere l’imbarazzo e’ indispensabile un adeguato supporto “Si tratta di attingere al potere di un gruppo -ha concluso- le scelte sullo stile di vita sono spesso troppo difficili da fare da soli”.

I valori calorici di Atwater

I valori calorici di Atwater, permettono di calcolare il contenuto calorico di un alimento di cui si conosce il peso e la composizione in nutrienti.

Una chilocaloria è la quantità di calore necessaria per innalzare da  14,5 a 15,5 °C 1 kg di acqua distillata alla pressione di 1 atmosfera.

Il valore calorico degli alimenti dipende dall’energia contenuta nei legami chimici dei macronutrienti che viene liberata durante l’ossidazione, tale energia viene utilizzata dall’organismo per eseguire le sue funzioni fisiologiche vitali.

Per calcolare il valore energetico, le calorie, dell’alimento bisogna considerare che:

  • 1 grammi di proteina ha un valore calorico di 4,1 kcal
  • 1 grammo di glucidi ha un valore calorico di 4,1 kcal
  • 1 grammo di lipidi ha un valore calorico di 9,3 kcal
  • 1 grammo di alcol ha un valore calorico di 7,1 kcal
  • Vitamine e sali minerali non hanno calorie

Possiamo calcolare le calorie complessive degli alimenti  moltiplicando i grammi dei singoli nutrienti per i valori calorici di Atwater e sommando i risultati ottenuti dai singoli nutrienti. In questo modo calcoliamo le calorie complessive dell’alimento che includono anche le quantità che non vengono assorbite dall’organismo.

Se vogliamo valutare solo la quota assorbita dall’organismo bisogna considerare che:

  • L’organismo assorbe il 97% delle proteine animali ed il 78% delle proteine vegetali, in media assorbe il 92% delle proteine introdotte con la dieta, quindi 1 grammo di proteina ha un valore calorico di 4 kcal.
  • L’organismo assorbe solo il 97% dei carboidrati introdotti con la dieta, quindi 1 grammo di carboidrati ha un valore calorico di 4 kcal.
  • L’organismo assorbe il 95% dei grassi introdotti con la dieta, quindi 1 grammo di lipidi ha un valore calorico di 9 kcal.

[Bibliografia: Alimentazione umana: quello che devi conoscere - ESCULAPIO, metodologie di dietetica applicata]

Tutti i benefici della vitamina K

La vitamina K è indispensabile per la coagulazione del sangue.

Ne esistono 3 tipi:

  1. K1 e K2 (fillochinone e menachinone): sono vitamine liposolubili che vengono prodotte nel tratto intestinale in presenza di alcuni batteri della flora intestinale.
  2. K3 (menadione): è idrosolubile e viene prodotta sinteticamente per il trattamento di pazienti con carenza di bile che non riescono ad ultilizzare la vitamina K endogena.

FUNZIONI:

  • Produzione di fattori della coagulazione del sangue.
  • Con la vitamina D produce l’esteocalcina, proteina che si lega ai cristalli minerali che si trovano nelle ossa.
  • Conservazione degli alimenti, funzione antifermentativa.

FABBISOGNO:

  • Bambini 1 anno:  10 microgrammi/die
  • Bambini 3 anni: 15 microgrammi/die
  • Bambini 4-6 anni: 20 microgrammi/die
  • Bambini 7-10 anni: 30 microgrammi/die
  • Giovani  11-14 anni: 45 microgrammi/die
  • Giovani maschi 15-18 anni: 65 microgrammi/die
  • Giovani femmine 15-18 anni: 55 microgrammi/die
  • Giovani maschi 19-24 anni: 70 microgrammi/die
  • Giovani femmine 19-24 anni: 60 microgrammi/die
  • Uomini: 80 microgrammi/die
  • Donne: 65 microgrammi/die

Vediamo quali alimenti consentono l’apporto di vitamina K mediante la dieta:

Continua..