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Dietologica

Eva, il Serpente e la Mela Candita

Archivio per gennaio, 2012

Taglia trentotto. Bulimia, amore e rabbia!

Una storia vera, cruda, spesso anche grottesca. L’autrice è bulimica, conosce bene la sua condizione, sa come conviverci come raccontarla con linguaggio immediato e diretto. Stefania Longo vive in provincia, una provincia bella, sana e ricca. Non come lei….

Una storia da leggere…

Il cibo spazzatura invecchia il cervello

Una dieta ricca di vitamine e di pesce può proteggere il cervello dall’invecchiamento, mentre il ‘cibo spazzatura’ ha l’effetto opposto. Almeno questo è quanto emerso da uno studio della Oregon Health and Science University di Portland, pubblicato sulla rivista Neurology.

Gli anziani con alti livelli ematici di vitamine e di acidi grassi omega 3 hanno presentato un restringimento del cervello inferiore e migliori prestazioni mentali. I grassi trans che si trovano per lo piu’ nei cibi dei fast food sono legati a punteggi piu’ bassi nei test e il cervello ha mostrato i segni tipici del morbo dell’AlLzheimer. Il miglior consiglio e’ quindi quello di seguire una dieta equilibrata con molta frutta e verdura, non fumare, fare esercizio fisico regolare e mantenere la pressione sanguigna e il colesterolo sotto controllo.

Per arrivare a queste conclusioni gli scienziati americani hanno analizzato i campioni di sangue di 104 soggetti sani con un’eta’ media di 87 anni con pochi fattori noti di rischio per l’Alzheimer. Ebbene, hanno trovato che chi aveva piu’ vitamina B, C, D ed E nel sangue erano gli stessi che hanno ottenuto risultati migliori nei test di memoria e di abilita’ del pensiero. Le persone con alti livelli di acidi grassi omega 3, invece, hanno ottenuto punteggi migliori.

“Questi risultati devono essere confermati – ha detto Gene Bowman, autore dello studio – ma ovviamente e’ molto eccitante pensare che le persone potrebbero fermare il restringimento del loro cervello e tenerlo vivo, regolando la dieta”. Il punto di forza di questo studio sta nell’aver guardato ai nutrienti presenti nel sangue piuttosto che basarsi sulle risposte a un questionario.