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Scoperto il gene dell’obesità

Alcuni ricercatori britannici hanno scoperto un gene legato a diabete e colesterolo che funge da “interruttore generale” per il controllo di altri geni presenti nella massa grassa dell’organismo. Gli autori dello studio, pubblicato sulla rivista “Nature Genetics“, ritengono che la scoperta possa contribuire alla ricerca di una cura per le patologie legate all’obesità.

Secondo i ricercatori, infatti, dal momento che il grasso svolge un ruolo importante nella suscettibilità delle persone alle malattie del metabolismo, come obesità, cardiopatie e diabete, il gene che le regola dovrebbe essere l’obiettivo dei farmaci somministrati nella cura di tali patologie.

In rete…76 milioni di inganni per dimagrire

Chi non ricorda digiuni totali di Fantozzi alle prese con la dieta del professor Birkermeier in “Fantozzi contro tutti”, o la ‘pappa’ miracolosa inventata da Renato Pozzetto e Carlo Verdone in “Sette chili in sette giorni”?

Erano gli anni Ottanta e Internet era ancora un’utopia. Oggi invece la promessa del miracolo senza sforzi corre sul web: digitando ‘dieta’ su un motore di ricerca compaiono oltre 76 milioni di voci che promettono ingannevolmente giri vita da sfilata, la perdita di 2 chili in 4 giorni senza sforzo e privazioni alimentari, e qualche piccolo peccato di gola concesso.

Pochissimi i siti che parlano di ‘dieta sana e equilibrata’ e ancor meno di ‘educazione alimentare’. Per non parlare della necessità di fare moto, parola tabu’.

E’ l’allarme lanciato dai dietisti dell’Andid nel Workshop ‘Educazione alimentare: trappole e risorse della rete’ che si è svolto nell’ambito del 23mo Congresso dell’associazione a Milano. Da cui è emerso che la comunità di frequentatori delle trappole dietetiche della rete è vertiginosa: ogni 24 ore si registrano piu’ di 4.000 nuove iscrizioni con risultati che superano facilmente i 2 miliardi.

Obesità e problemi cardiovascolari già a 9 anni

Nei bambini che non fanno una sufficiente attività fisica giornaliera compaiono i primi segni di problemi cardiovascolari già a 9 anni. Lo afferma una ricerca svedese, che ha analizzato 223 bambini di entrambi i sessi. I soggetti protagonisti dello studio pubblicato dalla rivista Acta Pediatrica facevano solo 15 minuti di esercizio vigoroso al giorno se erano maschi, e appena 11 se femmine.

Anche a parità di indice di massa corporea, nei bimbi più sedentari la percentuale di massa grassa era più alta, e il ritmo cardiaco a riposo era maggiore rispetto ai coetanei più attivi.

Il discorso vale ancora di più per le bambine, che a parità di esercizio con i colleghi maschi hanno questi due indici con valori ancora più alti.

“Questa ricerca – ha detto Tina Tanha dello Skane University Hospital di Malmoe – spiega che i fattori di rischio cardiovascolare legati all’inattivita’ sono gli stessi nei bambini e negli adulti. I genitori dovrebbero tenerne conto cercando di evitare ai figli una vita troppo sedentaria”.

L’Obesità è contagiosa? Solo questo ci mancava per fare discriminazione

L’obesità è contagiosa: frequentare persone in sovrappeso aumenta il rischio di diventare, a propria volta, fuori forma. È quanto emerge da uno studio pubblicato su American Journal of Public Health dai ricercatori dell’Arizona State University di Tempe (Usa), secondo cui chi ha problemi di peso tende a influenzare “in negativo” le persone che lo circondano.

Nel corso della ricerca gli esperti hanno confrontato l’indice di massa corporea di 101 donne con quello dei loro amici e familiari (812), rilevando che il rischio di obesità risultava maggiore nei soggetti che frequentavano persone in sovrappeso.

Secondo gli studiosi sono tre le ipotesi in grado di spiegare questo fenomeno: gli amici possono condividere abitudini alimentari e passatempi “nocivi”; frequentare individui obesi porta a ritenere il sovrappeso “normale”; o, infine, chi ha problemi di linea può esercitare una “sottile pressione psicologica” sugli altri affinché raggiungano il loro stesso peso.

“Se siamo in grado di comprendere il modo in cui l’obesità si diffonde tra i membri di un nucleo familiare e tra gli amici – spiega Daniel Hruschka, che ha guidato lo studio – possiamo anche capire dove focalizzarci per combatterla”.

Iniezioni di botulino a soli 7 anni: Cosa ne pensate?

Si chiama Bree e sua madre ha deciso di farne una piccola stella dello star system. Mentre le sue coetanee truccano e pettinano le Barbie, Bree ogni due mesi si sottopone a sedute per iniezioni di botox e filler eseguite dalla sua mamma. Ha solo 7 anni.

Questa storia folle, di abuso e mania nei confronti di questa bambina, è raccontata in esclusiva dal quotidiano inglese The Sun. Sharon Evans, la mamma single di 33 anni di Bree originaria di Wes London, non ha dubbi: la figlia deve diventare senza se e senza ma come Willow Smith, la baby star figlia dell’attore di Hollywood Will Smith e Jada Pinkett.

Sharon tempo fa seguì un corso per estetisti e così ogni due mesi interviene sul faccino di sua figlia con iniezioni di botox e filler, ma ancor peggio, guardando le fotografie di Bree si scorge che le sopraciglia hanno un non so che di artificiale. Non è un’illusione perché le sopraciglia di Bree non sono reali, ma tatuate dalla madre che a sua volta ha appreso la tecnica da un ex fidanzato che di professione faceva il tatuatore.

 

A tre anni già pensano di voler perdere peso

Quasi la metà delle bimbe tra i tre e i sei anni è preoccupata del proprio peso e una su tre vorrebbe cambiare qualcosa del proprio aspetto.

Lo sostiene uno studio condotto dalla University of Central Florida (Usa) pubblicato sul British Journal of Developmental Psycology. Delle 121 bambine prese in esame, il 31% aveva dimostrato una seria preoccupazione per il proprio aspetto e il 18% si era detto mediamente preoccupato.

Secondo gli esperti questa ossessione per la bellezz afisica è legata alle immagini trasmesse dalla tv.