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Dietologica

Eva, il Serpente e la Mela Candita

Archivio per marzo, 2011

20 anni: morire con una dieta…per entrare nell’esercito

Glenni Wilsey, un ragazzo di 20anni è morto per uno squilibrio cardiaco e, secondo la madre, la causa sarebbe la dieta ferrea consigliata dagli ufficiali di reclutamento dell’esercito.

L’11 febbraio Glenni si è arruolato ma, a causa del peso, il suo impiego è stato posticipato. Al momento della firma il peso di Glenni era di 118 chili, così il ragazzo si è messo a dieta. Al momento della morte però il suo peso era di 89 chili, quasi trenta in meno.

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La passione per i cibi spazzatura si trasmette da madre in figlio

Di madre in figlio, anche la dipendenza da junk food. È quanto emerge da uno studio pubblicato su Faseb Journal da un gruppo di ricercatori della School of Agriculture Food and Wine dell’University of Adelaide di Adelaide (Australia), secondo i quali se le future mamme durante la gravidanza e l’allattamento eccedono nel consumare dolciumi industriali, fritti e patatine di ogni tipo, possono trasmettere la loro passione per il cosiddetto “cibo spazzatura” ai nascituri.

Lo studio, guidato da Beverly Muhlhausler, è stato condotto su un gruppo di topoline incinte e in fase di allattamento. I ricercatori hanno scoperto che le topoline che esagerano con alti livelli di grassi e zuccheri possono avere una prole dipendente dagli stessi tipi di cibo: secondo lo studio questo accadrebbe perché una dieta ricca di grassi e zuccheri porta a cambiamenti nel percorso di ricompensa del cervello, alterandone le preferenze alimentari.

“Questi risultati ci aiuteranno a perfezionare la dieta delle donne in fase di gravidanza e allattamento per il bene dei loro bambini”, spiega Beverly Muhlhausler, co-autrice dello studio. Questo studio, conclude la ricercatrice, potrebbe anche aiutare a spiegare perché alcune persone possono resistere ai cibi grassi e zuccherati, mentre altre ne sembrano irrimediabilmente dipendenti.

Il cervello è schiavo delle ricompense

Schiavi del cibo perché il cervello ha fame di ricompense. È la tesi sull’obesità di uno studioso americano, Eric Stice, pubblicata sul Journal of Neuroscience, che respinge una teoria precedente che spiega i disturbi alimentari con l’ipotesi secondo cui si mangia tanto perché il cervello ha un deficit degli ormoni rilassanti che il cibo stuzzica, primo fra tutti la dopamina. Per Stice è vero il contrario.

Chi presenta un appetito insaziabile ha un cervello più sensibile della norma alle forme di ricompensa procurate dal gusto di un buon piatto o anche da “rinforzi” esterni. Con sorpresa abbiamo visto che le regioni del cervello coinvolte in questi processi non erano affatto meno attive, ma più ‘sensibili’”, dimostrando, secondo lo studioso, che il primo passo verso l’aumento di peso è compiuto per una magnetica attrazione verso le gratificazioni interne ed esterne che il cibo può dare e non è dettata da un qualsiasi deficit nella ricettività cerebrale.

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Rischio DCA con l’abuso dei Social Network

L’esposizione per troppe ore a modelli irreali porta le adolescenti ad un calo della loro autostima con conseguente atteggiamento errato verso il cibo.

Lo dimostra uno studio dell’università di Haifa, condotto su circa 250 adolescenti dai 12 ai 19 anni.

Alle ragazze è stato chiesto di indicare le loro abitudini nel tempo libero, con particolare riferimento al tempo trascorso su internet e alla televisione: i ricercatori hanno indagato il tipo di siti e di programmi visti dalle ragazze, in più le hanno sottoposte a questionari per capirne l’atteggiamento verso il cibo e il grado di autostima e fiducia in loro stesse. I risultati sono chiari: Continua..

La dieta rende nervosi?

Questa mattina leggevo di una ricerca che mi ha lasciata perplessa, non riuscivo a capire se fosse una enorme stupidaggine o se qualcosa di vero c’era. Lascio a voi il giudizio:

Che la dieta renda irritabili è cosa nota,  ma uno studio pubblicato dal Journal of Consumer Research ne ha dato la prova scientifica con alcuni esperimenti che, ad esempio, hanno provato che chi sta cercando di controllare il peso preferisce film violenti.

Il test effettuato dai ricercatori della Northwestern university ha chiesto a un gruppo di persone di scegliere tra mangiare una mela o una barretta di cioccolato, e poi di guardare un film. Quelle del primo gruppo hanno preferito pellicole piu’ ‘forti’, dove si parlava di rabbia e vendetta. In un altro esperimento le persone a dieta hanno mostrato di preferire campagne pubbliche improntate sulla paura, ad esempio una che chiedeva più fondi per la lotta ai criminali, rispetto ad altre che suscitavano sentimenti di tristezza.

Infine, un gruppo di persone che aveva scelto uno snack dietetico invece di uno meno sano si è mostrato più irritabile nei confronti di alcuni messaggi pubblicitari.

“La ricerca ha dimostrato che chi sta cercando di controllarsi riguardo al cibo è  più suscettibile – scrivono gli autori – e bisognerebbe tenerne conto nelle campagne contro l’obesità, scegliendo messaggi più positivi”.

Diete eccessivamente proteiche sono un errore

Le diete ad alto contenuto di proteine e con pochi carboidrati a cui molti ricorrono per perdere peso potrebbero avere, nel lungo termine, effetti dannosi sul colon.

In uno studio su 17 uomini obesi, ricercatori britannici hanno scoperto che una dieta a base di molte proteine e pochi carboidrati provoca particolari cambiamenti nel colon che, nel tempo, potrebbero contribuire al rischio di un tumore.

Molti hanno paura della bilancia

Un quinto delle persone, soprattutto se in sovrappeso, ha ‘paura’ della bilancia, e la usa per pesare oggetti, bambini e animali piuttosto che per controllare il peso corporeo. Lo afferma uno studio dell’agenzia inglese Co-Operative Pharmacy, secondo cui molti degli obesi sottostimano la propria condizione.

L’analisi è stata condotta su un campione di 3mila persone, a cui sono state fatte domande sulle abitudini alimentari e di cui e’ stato misurato l’indice di massa corporea. Il 40 per cento degli intervistati ha ammesso di essere obeso o in sovrappeso, ma in realta’ la percentuale era molto maggiore, pari al 65 per cento.

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Perchè ingrassiamo?

Adoro Dissapore……e questo bellissimo articolo scritto da Paolo Costa dal titolo:

Perchè ingrassiamo?

Le discriminazioni sul peso peggiorano lo stato di salute

La discriminazione verso le persone obese contribuisce a peggiorare il loro stato di salute. Lo afferma una ricerca pubblicata dalla rivista Social Psychology Quarterly, secondo cui un terzo di chi ha problemi di peso percepisce uno stigma dalla società. I ricercatori della Purdue university hanno studiato 1.500 persone tra i 25 e i 74 anni d’età, seguendole nel 1995 e nel 2005 con domande sul loro stato di salute e sul loro peso.

“Come ci si poteva aspettare – scrivono gli autori – le persone obese nel 1995 avevano condizioni di salute molto peggiori dieci anni dopo, ma abbiamo notato differenze tra quelli che si sentivano discriminati e quelli che non lo erano”. Secondo lo studio l’11 per cento delle persone moderatamente obese e il 33 per cento di quelle gravemente obese avevano ricevuto discriminazioni.

Questi ultimi hanno mostrato il peggioramento piu’ ampio delle abilita’ funzionali, come la capacita’ di fare le scale o di portare la spesa, che sono indicative dello stato di salute.

Con il sovrappeso aumenta il rischio di cancro al seno

E’ risaputo che essere in soprappeso aumenta il rischio di tumore al seno determinato dall’elevata quantità di estrogeni, ma una recente ricerca ha dimostrato che coi chili di troppo aumenta anche il rischio di carcinoma al seno triplo negativo, un tipo di cancro meno comune ma molto più letale.

I ricercatori americani che hanno condotto lo studio hanno scoperto che il rischio di sviluppare questo tipo di tumore al seno, che rappresenta il 10-20% dei casi, è maggiore del 35% nelle donne in soprappeso.