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Dietologica

Eva, il Serpente e la Mela Candita

Manorexia: la storia di Bryan Bixler

Nonostante i disturbi alimentari siano spesso associati alla popolazione femminile, negli ultimi anni secondo l’American Journal  of Psychiatry il numero di uomini che soffre della cosidetta “Manorexia”, l’anoressia maschile, sta aumentando sempre di più.

MORIRE DI FAME PER LA NORMALITA’

Lo sente nelle sue ossa ogni giorno un po’ di più, come se passando davanti allo specchio nel suo appartamento a Laguna Beach e guardandosi non sia abbastanza evidente. Ecco cosa gli si presenta alla vista: occhi incavati, braccia sottili come carta e gambe che ciondolano come quelle di un cucciolo, l’andatura a rallentatore che teme determinerà i suoi movimenti per il resto dei suoi giorni. Che cosa è successo, si chiede, a quel giovane uomo che un tempo correva mezze maratone?

E’ tutto così insensato. Questo è ciò che dice a sé stesso. Morendo un po’ di più ogni giorno e sapendo come risolverlo ma essendo incapace di farlo. Sapendo che se solo volesse iniziare a mangiare come una persona normale, darebbe a sé stesso una possibilità di lottare.
Ma lui non è una persona normale, non più. Non a un metro e ottanta per trentasette chili. Non quando ha una laurea e sa come funziona il corpo e ancora non riesce a farsi un piatto di spaghetti o di bere una cioccolata.

Bixler ha 39 anni ed è anoressico, soffrendo di un disturbo alimentare tradizionalmente associato a giovani donne ma che generalmente è stato stimato includere una componente maschile che va dal 5% al 10%. Negli anni recenti, comunque, alcuni ricercatori suggeriscono che il numero possa avvicinarsi al 15%.
Lui non ricorda un giorno o una settimana o un mese in cui ha fatto una svolta ed inserorabilmente è precipitato nel cammino verso l’anoressia nervosa, ma lui e i membri della famiglia pensano che sia stato un lento percorso che è iniziato nella sua adolescenza. Ricorda quegli anni come un periodo in cui i suoi genitori stavano attraversando un divorzio difficile e lui era simultaneamente catturato dalla mania per la forma fisica e faceva attenzione ad evitare il cibo spazzatura.

“Ero Mr. Salute”, dice. “Ero vegetariano, volevo essere un corridore. Prima che lo sapessi, avevo perso peso senza rendermene conto.
Non appena entrò nei 20 anni, il disturbo lo immerse in ciò che lui chiama “il vortice”, una vorticosa spirale in discesa di perdita di peso e di crescente incapacità di invertire la rotta.
Ma se c’era un tempo in cui Bixler negava di essere anoressico o pensava che le persone stessero reagendo in maniera esagerata al suo aspetto, quei giorni sono finiti. “Quando mi guardo allo specchio vedo una caricatura che cammina di un essere umano” dice, “uno scheletro”.
Ma ciò che è diverso ora rispetto a un anno fa o poco prima è una nuova risolutezza.
La principale causa di tutto.
“Voglio vivere” dice.

Il resto della storia a domani.


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