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Dietologica

Eva, il Serpente e la Mela Candita

Io ero una bambina grassa…questa è la mia storia

Vi ricordate il sito americano che raccoglie storie di adulti che sono stati bambini grassi?chubby2

Eccovi un’altra storia:

“La scuola è stata la parte migliore e la peggiore della mia vita. Ho trent’anni e ci vado ancora cinque volte a settimana, ma stando dall’altra parte della cattedra. Ho imparato il mio valore a casa. Sono stata educata ad essere forte, intelligente ed indipendente. Sono stata educata ad essere magra. Non lo sono. La scuola ha preso tutto ciò che c’era di buono in me, e l’ha schiacciato in un piccolo banco. Immaginate di essere alti e grassi e di occupare tre posti a sedere nel pulmino della scuola. Posso a malapena tenerci le gambe quando sono da sola. I banchi con le sedie attaccate sono sempre stati un incubo. Nemmeno quando andavo alle medie non sono mai entrata nel posto abbastanza bene. I piccoli armadietti e le piccole divise non mi rendevano felice. L’anno in cui decisi di giocare a pallacanestro, riscaldai la panchina. I tiri e le parallele mi facevano venire voglia di vomitare. Non c’è bisogno di dire che diventai l’ombra di una ragazza, tranquilla e timida. Che camminava a testa bassa. Ho cercato di passare attraverso la vita senza impormi a nessuno. Venivo spintonata, strattonata, presa a gomitate e mi hanno urlato oscenità. Subisco ancora queste cose. Ogni giorno cammino in una caffetteria piena di ragazzini delle scuole medie. Che ridono e sghignazzano di nascosto del mio essere grassa. Vorrei che qualcuno avesse preso il mio viso tra le mani durante la pubertà e mi avesse detto di stamparci sopra un sorriso. Ricordandomi che ero intelligente e bella. Nessuno lo ha fatto. Così ogni giorno mi reco alla scuola media cercando di agire bene, cercando di assicurarmi che nessun bambino cresca con l’odio che le persone mostrano ai bambini e che i bambini portano a scuola. Essere grassa non è sbagliato, è una parte di quello che sono. Se potessi lo scambierei con l’essere magra, ma non posso, così sto imparando a conviverci. Ogni giorno, in una nuova città, con un nuovo lavoro, insegnando alle persone ad amare la donna e la ragazza che vivono in loro e che è anche grassa.”

Gentilmente tradotto da Chiara Ceddia


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