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Dietologica

Eva, il Serpente e la Mela Candita

Dieting: La dipendenza dalla dieta

La dieta può essere come una droga. È questo il nuovo volto della dipendenza moderna, soprattutto degli adolescenti. In termini tecnici si chiama “dieting” ed è strettamente legata alla purtroppo famosa “sindrome da yo-yo”, frutto spesso del fai-da-te, in cui si perde peso con una dieta restrittiva ma se ne riprende – anche più – durante la fase di “disinibizione”, al punto da creare un circolo vizioso continuo che sfocia in una vera e propria dipendenza.

“Il dieting è la tendenza a sentirsi costantemente in obbligo di stare a dieta, spesso frutto del fai-da-te, che porta a diete iniziate e mai finite, incostanti e mal strutturate, che creano la sindrome da yo-yo, causa numero uno della dipendenza – spiega Giovanna Cecchetto, Presidente ANDID. Lo yo-yo, infatti, è il continuo su e giù del peso, conseguente ai periodi di dieta severa alternati a un’alimentazione disordinata e al consumo incontrollato dei cibi più graditi e golosi e del cosiddetto junk-food (cibo spazzatura).

La dieta drastica è basata sulla rinuncia e sulla classificazione dei cibi in ‘permessi’ e ‘proibiti’. In quanto tale è sopportabile per poco tempo. Spesso, infatti, la rinuncia si espande ad un’ampia gamma di alimenti necessari, come il pane e la pasta, e il risultato è quello di ‘affamarsi’.

Molto spesso da questo eccessivo rigore dipende la voglia incontrollata dei cibi più temuti e ansiogeni, e la difficoltà a controllarne la quantità. Da queste perdite di controllo dipendono circoli viziosi di tipo emotivo quali sensi di colpa, ansia e scarsa stima di sé, che a loro volta portano alla ricerca del cibo e alla rottura della dieta, con il risultato di riprendere peso e di rimettersi a dieta”.

“Per superare la dipendenza non si deve essere legati al grammo o allo schema fisso, ma puntare sul risultato a medio-lungo termine, acquisendo capacità di gestire voglie, tentazioni e situazioni difficili, come occasioni sociali e impegni di lavoro, con consapevolezza e strategie vincenti e semplici da attuare nella quotidianità. Più l’intervento è personalizzato, più è efficace.

Meglio allora affidarsi a un professionista esperto che sappia tenere nella giusta considerazione abitudini alimentari e di vita scorrette, ma anche i gusti, le preferenze e gli aspetti emotivi legati al significato che il cibo ha per ognuno di noi”.


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