Logo

Dietologica

Eva, il Serpente e la Mela Candita

Archivio per aprile, 2010

Indice glicemico

Si parla tanto dell’indice glicemico, che ogni tanto viene citato in varie diete, ma che cos’è in realtà l’indice glicemico?diagramma

L’indice glicemico misura la capacità di un determinato glucide di alzare la glicemia dopo il pasto rispetto a uno standard di riferimento che è il glucosio puro.

La glicemia è la quantità di «zucchero» (in realtà di glucosio) contenuta nel sangue. A digiuno la glicemia è di circa 1g di glucosio per litro di sangue.
Ma se si assume un glucide, questo si trasforma con la digestione in glucosio e ciò si traduce con un aumento della glicemia.

Il livello della glicemia nel sangue è estremamente importante rispetto all’aumento o alla perdita di peso, secondo molti studi. La glicemia che compare dopo la digestione, infatti, induce la secrezione di un ormone, l’insulina che, in funzione della sua importanza, è in grado di scatenare o meno il processo di aumento del peso.

Dallo “sbalzo glicemico” cioè un eccesso di glucosio introdotto con la dieta,
eccesso di insulina ed ipoglicemia reattiva, il corpo si protegge producendo un ormone controinsulare: il cortisolo. Questo ormone di emergenza ripristina rapidamente la glicemia, catabolizzando i muscoli, bloccando il testosterone, e, purtroppo, salvaguardando il grasso.
Risultato: Continua..

Questa è la mia storia…

Vi ricordate il sito americano che raccoglie storie di adulti che sono stati bambini grassi?chubby2

Eccovi un’altra storia:

“Ho sempre pensato di essere una bambina grassa. Mi veniva detto che ero una bambina grassa. Il mio cibo era sempre controllato e sembrava che fossi stata sempre messa a dieta o che dovessi sempre fare qualche restrizione sul cibo. Sono stata cresciuta con l’idea di credere che essere grassi fosse una cosa molto brutta. Io questo non lo capivo, perché sia mia madre sia mia nonna, con cui vivevo, erano entrambe grasse.

Mia nonna era GRASSA, ma era IN FORMA. Era solita tagliare un ettaro e mezzo di giardino con una falciatrice a spinta quando aveva già 50-60 anni senza alcun problema. Faceva giardinaggio per ore, a carponi, poggiata sulle mani e sulle ginocchia, seminando e piantando e raccogliendo la verdura.

Lei era il mio primo modello di donna grassa e in forma e pensavo che fosse stupenda. Infatti, se non mi fosse stato detto che essere grassi era una brutta cosa, io credo che non mi sarebbe mai venuto in mente. Nessuno a scuola mi aveva mai dato fastidio a riguardo, e ai miei amici sembrava non importare. Perché la mia famiglia era così avversa a riguardo?

Continua..

Maggiori rischi di cardiopatie coronariche con diete ad alto indice glicemico

Secondo uno studio pubblicato su Archives of Internal Medicine nei giorni scorsi, le diete con un elevato indice glicemico, quindi ricche di carboidrati raffinati, sembrano essere associate a maggiore rischio di sviluppare cardiopatie coronariche.

A Milano, Sabina Sieri della Fondazione IRCCS Istituto Nazionale dei Tumori e i suoi colleghi, hanno studiato un campione di 47.749 italiani adulti, 15.171 uomini e 32.578 donne e hanno notato che Continua..

Ha senso vietare il termine obesità?

Il consiglio cittadino della città di Liverpool, sulla base della richiesta di 9obesity0 studenti, sta vagliando la loro proposta di vietare il termine obesità in riferimento ai ragazzini perchè potrebbe offenderli.

La proposta è di sostituire il termine obesità con Continua..

Disfigured: un film su donne e peso

Vorrei inaugurare la mia collaborazione con Dietologica tramite la recensione di un film (cdisfiguredhe tra l’altro aveva già menzionato tempo fa): “Disfigured”.

Perché parlare di un film su un sito riguardante alimentazione, benessere, diete e disturbi alimentari? Perché a mio avviso è un film in grado di poter aprire gli occhi al pubblico riguardo ad alcune di queste tematiche, illustrandole senza alcun tipo di condizionamento o commiserazione, bensì nella loro semplice verità, né più, né meno.

La trama è relativamente poco complicata (la riassumerò fino all’osso per non togliervi totalmente il piacere di gurdarvelo): Darcy, una ragazza anoressica, si reca ad una riunione di un gruppo di auto-accettazione per persone grasse, in quanto la sua patologia la fa sentire tale. Respinta con indignazione dal gruppo, troverà in esso Lydia, con la quale, inaspettatamente, instaurerà un rapporto di amicizia le cui dinamiche faranno venire a galla le sfaccettature diverse con cui le due donne vivono lo stesso disagio.

Questo film è imparziale, perché riesce a presentare con naturalezza allo spettatore tutti i pro e i contro che influenzano le vite di queste donne affette da due malattie dell’anima che si manifestano attraverso il corpo.
Darcy è bella, lavorativamente soddisfatta, con un bell’appartamento, ben vestita e invidiata per la sua magrezza. Ma è sola, con un rapporto conflittuale con la sua famiglia e anoressica sotto ogni punto di vista: sessuale, sociale ed emotivo.

Lydia è spigliata, piena di iniziativa,

Continua..

Anoressia e bulimia: definirle ne ostacola la cura

Secondo questo articolo riportato da CNN definire l’anoressia e la bulimia potrebbe essere un limite.story_eating_disorder_ts

In effetti già il termine disordine alimentare suggerisce implicitamente che si perda un sacco di peso, anche se non sempre è così.

Ci sono persone che soffrono di disturbi alimentari e che non hanno perso peso o sono addirittura in sovrappeso.

In realtà il problema si pone soprattutto in nazioni come gli Stati Uniti in cui sono le compagnie assicurative che devono rimborsare delle cure mediche solo se la malattia soddisfa tutti i requisiti della sua definizione.

Chi soffre di disordini alimentari, per esempio di anoressia, ma ha ancora il ciclo, anche se salutariamente, non ricade tecnicamente nella definizione di paziente affetto da anoressia nervosa. Lo stesso si dica di chi è normopeso, ma che lo mantiene non strafogandosi di cibo e poi purgandosi, ma semplicemente vomitando spesso, può non rientrare nella definizione standard di bulimia.

Secondo una ricerca condotta su 1310 bambini e adolescenti tra gli 8 e i 19 anni Continua..

L’obeso è un handicappato?

atto senatoSto leggendo una proposta di legge dei Senatori Cotrufo e Tomassini sui diritti degli obesi. Si chiama:

Norme a tutela delle persone affette da obesità grave e abbattimento delle barriere architettoniche nei luoghi pubblici e privati e nei trasporti pubblici.

Veramente interessante, qualcosa che mancava e soprattutto sembra una prima azione concreta rivolta verso chi soffre di questa malattia.

I testi proposti in esame al parlamento vengono sottoposti a una classificazione chiamata TESEO. Una delle più importanti classificazioni usate al parlamento per meglio catalogare le leggi e gli atti del parlamento. Ovviamente TESEO ha una sottoclassificazione. Ecco mi è venuto un attimo un brivido quando ho visto questa proposta di legge cosi ben fatta classificata sotto “HANDICAPPATI”.

Visto che ne è nata una discussione tra me e Cinzia e non riusciamo a metterci d’accordo, voi cosa ne pensate? L’obeso deve essere catalogato come handicappato? Ci dite il vostro parere?

Ero un bambino grasso…

… questa è la mia storia!bimbobeso

Navigando nella rete si trova un pò di tutto.

Curiose ed appassionate come siamo, di tutto, ma soprattutto di argomenti legati ai problemi di peso, ci siamo imbattute in questo sito americano… incredibile!

Qui vengono raccolte storie di bambini grassi che hanno subito discriminazioni per il loro peso.

Chi di noi è stato in sovrappeso da bambino sa che gli altri bimbi possono essere terribili!

Vi traduco un racconto:

Per iniziare ho 45 anni, giusto per farvi capire in che periodo sono cresciuta.

Caddi quando avevo un anno e mi ruppi una gamba, il che ritardò i miei primi passi di almeno un altro anno. Questo fece si che io accumulai del peso. Non so se sarei stata così pesante, altrimenti.

Gli anni scolastici furono un incubo: ero sempre la più grossa di tutti, ero tanto bassa, quanto larga.
Non sono mai stata Continua..

Dietologica

Siamo ormai online da più di due anni: vi abbiamo fatto divertire, vi abbiamo informato, abbiamo trovato trucchi e gadget assurdi, speriamo di avervi tenuto compagnia con diete curiose, ricerche autorevoli e soprattutto di avervi fatto aprire un pò gli occhi su malattie ancora “nascoste”!

Ora tocca a voi: avete delle proposte per migliorare il sito?

Volete raccontarci la vostra storia?

Volete collaborare con noi scrivendo articoli?

Contattateci e vaglieremo le vostre proposte!

Lo Staff di Dietologica!

Frutta e verdura non fermano il cancro

Secondo uno studio pubblicato su The Journal of the National Cancer Institute, sembra che non well_veggiesci siano risultati evidenti che il consumo di frutta e verdura abbia una qualche influenza sull’incidenza del cancro.

Non è comunque il caso di evitarne il consumo perchè è stato riscontrato in altri numerosi studi che il consumo di frutta e verdura diminuisce il rischio di malattie cardiovascolari.

Inoltre sembra che comunque frutta e verdura contengano dei componenti antitumorali anche se non si sa quale sia la loro esatta efficacia.

Insomma non ci sono scuse: niente patatine fritte per pranzo, ma una bella insalatona, che magari non abbasserà il rischio di contrarre tumori, ma oltre a diminuire il rischio di malattie cardiovascolari fa bene al lavoro del vostro intestino!