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Dietologica

Eva, il Serpente e la Mela Candita

In Molise record di obesi

obesitaSecondo il rapporto Osservasalute 2009, il Molise ha i cittadini più obesi d’Italia: infatti, la percentuale di individui in sovrappeso è pari a 37,8%, due punti sopra la media nazionale (35,6%).

Questo il titolo che occhieggia in prima pagina da molti siti di notizie.

In realtà il dato è più preoccupante se si legge il resto del rapporto, riferito alla sitazione generale italiana:

I tassi di incidenza e prevalenza di obesità sono in continua crescita, in entrambi i sessi ed in tutte le classi di età. In particolare, la prevalenza dell’obesità, è passata in pochi anni dall’8,5% (nel 2002) al 10,2% (nel 2006). Da notare che tale prevalenza è maggiore (>15%) nelle classi di età (>55 anni) che sono anche quelle più soggette a disabilità.
Questi numeri tendono a sottostimare il fenomeno e la prevalenza di obesità è paradossalmente più bassa nei dati delle dimissioni ospedaliere rispetto a quanto rilevato nella popolazione generale.

Ma il dato a parer mio più interessante è quello riguardante i costi dell’obesità, diretti ed indiretti:

Il costo sociale dell’obesità è enorme: in alcuni Paesi europei raggiunge l’1% del Prodotto Interno Lordo e rappresenta il 6% della spesa sanitaria diretta. In Francia, ad esempio, il costo diretto delle malattie correlate all’obesità (compresi assistenza sanitaria personale, assistenza ospedaliera, servizi medici e farmaci per le patologie con un rapporto evidente con la stessa) ammonta al 2% circa della spesa sanitaria totale. In Olanda, la proporzione della spesa totale per l’assistenza medica di base imputabile a queste patologie, è intorno al 3-4%. In Inghilterra, si stima che il costo finanziario annuale per il trattamento dell’obesità ammonti a 0,5 miliardi di sterline a carico del Servizio Sanitario Nazionale (SSN) e abbia ripercussioni a livello economico nell’ordine dei 2 miliardi di sterline. Il costo umano stimato è di 18 milioni di giorni di malattia l’anno e 30.000 decessi l’anno, che determinano una perdita di 40.000 anni di vita lavorativa e un accorciamento della vita di nove anni in media. In Italia, i costi sanitari diretti dell’obesità, sono stimati dal Piano Sanitario Nazionale (PSN) 2003-2005, in circa 23 miliardi di euro l’anno. Sempre nel PSN 2003-2005 si stima che la maggior parte di tali costi (più del 60%), sia dovuta a ricoveri ospedalieri, ad indicare quanto l’obesità sia il reale responsabile di una serie di gravi patologie cardiovascolari, metaboliche, osteoarticolari, tumorali e respiratorie che comportano una ridotta aspettativa di vita ed un notevole aggravio per il SSN (Centro Nazionale di Epidemiologia, Sorveglianza e Promozione della Salute – Istituto Superiore Sanità; EUFIC – European Food Information Council).
Inoltre, i costi indiretti (dovuti alle morti premature, alla riduzione della produttività lavorativa e ai relativi guadagni) sono doppi rispetto a quelli diretti. Si stima, per esempio, che la Spagna spenda per l’obesità in totale circa 2,5 miliardi di euro ogni anno. Anche se sono più difficili da quantificare in termini finanziari, devono essere considerati anche altri costi intangibili, come per esempio il minor rendimento scolastico, la discriminazione lavorativa, i problemi psicosociali e la scarsa qualità della vita. I costi sono, comunque, soltanto uno dei problemi in gioco (Centro Nazionale di Epidemiologia, Sorveglianza e Promozione della Salute – Istituto Superiore Sanità; EUFIC – European Food Information Council).

E poi c’è gente che vuole entrare nel guinness dei primati per essere la donna più obesa al mondo rischiando di vivere nove anni di  meno e soprattutto avendo una qualità della vita molto minore rispetto ad un normopeso!

[Fonte OsservaSalute]


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