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Dietologica

Eva, il Serpente e la Mela Candita

Io non mangio per fame: Il binge eating disorder

bingeSi parla sempre più spesso, a ragion veduta, di anoressia e bulimia, ma il “mondo” dei disturbi alimentari non finisce lì.

Ci sono i cosiddetti “disturbi non altrimenti classificati” in cui rientrano, ad esempio la Night Eating Syndrome (NES) di cui abbiamo già parlato, e il Binge Eating Disorder (BED).

Di articoli che affrontano queste sindromi in maniera molto scientifica, ce ne sono molti. L’informazione è a portata di mano, o di click!

Vorrei quindi “presentare” un approccio un pò meno impersonale di quello che accade in soggetti con BED.

Cos’è il binge eating disorder


Sarà capitato più o meno a tutti di mangiare qualcosa in più, magari fuori pasto, in periodi di particolare stress. Non allarmatevi: tutto questo è decisamente normale.
La situazione ritorna alla normalità in tempi brevi, o meglio, quando “quella” preoccupazione, “quel ” motivo di agitazione vengono a mancare.

Il binge invece, rientra nei disturbi del comportamento alimentare. Questa patologia viene tradotta in italiano con “abbuffate compulsive”, il che rende certamente molto più comprensibile di cosa andiamo a parlare.

Chi è un binge eater

Come i mangiatori notturni ed i bulimici il binge eater è capace di introdurre nel proprio corpo una quantità spropositata di cibo, solitamente in poco tempo.
E’ un mangiatore compulsivo; questo vuol dire che non mangia per fame, né tantomeno per golosità.
Chi soffre di questo disturbo molto spesso è in sovrappeso o addirittura obeso perché, a differenza dei bulimici, non attua metodi di compensazione come il vomito o l’uso eccessivo di lassativi e diuretici.

Si stima addirittura che fino al 30% di grandi obesi soffra di binge eating disorder.

Le abbuffate

In un binge eater il senso di fame o di stomaco pieno sono relativi, quando inesistenti.

Non importa cosa egli possa trovarsi di fronte: il suo stomaco è li per essere riempito e riempito ancora, anche quando si sentono le pareti fare male e scoppiare.

Non esistono “cibi preferiti” anche perchè molte volte il soggetto in questione non si accorge nemmeno cosa mangia e quanto sta ingurgitando. C’è una commistione di dolce e salato, ma anche di cibi crudi o addirittura non cotti. Un binge eater può mangiare un pacco intero di merendine e subito dopo finire una confezione di salame seguita da pasta cruda e può ancora continuare.

Molto spesso il cibo viene letteralmente afferrato con le mani e portato alla bocca molto più velocemente di quanto farebbe un soggetto sano.

Solitamente le abbuffate di un soggetto con bed sono diverse da quelle di un soggetto bulimico perché non provengono da una precedente privazione del cibo.

Poiché il soggetto è spesso obeso, queste abbuffate si svolgono in completa solitudine. I pregiudizi sull’obesità fanno si che chi soffre di questo disturbo si vergogni di quella che potrebbe sembrare semplice golosità o fame. Molto spesso egli tenta infatti di dare all’esterno un’immagine di se differente. Quante volte avete sentito dire: “E’ grasso, eppure non mangia tanto!

Come ha inizio, per fortuna, un’abbuffata ha una fine.

Cosa accade subito dopo?

Fisicamente si sta molto male. Lo stomaco duole, si possono avere nausee dovute al cibo immesso troppo velocemente ed in quantità enormi, sonnolenza, mancanza di fiato.

Tuttavia il dolore più grande è quello psicologico: un’abbuffata termina praticamente sempre con un senso di colpa che può scatenare a sua volta un’ulteriore abbuffata punitiva.
Entra in gioco anche l’aspetto del “tanto ormai”: perso il controllo una volta sembra inutile fermarsi, poiché quella giornata alimentare è stata già abbondantemente compromessa.

Perchè ho avuto un’abbuffata?

I fattori scatenanti possono essere molti. Si tratta, più generalmente, di stati di depressione o stress, rabbia, inadeguatezza (molto spesso corporea).

In pratica è una distorta canalizzazione dei propri sentimenti, delle proprie emozioni.
C’è molto spesso un fattore scatenante: scoprirlo e analizzarlo è il primo passo verso un percorso di guarigione.

Come uscirne

Fermo restando che ogni soggetto è a sè e che il supporto medico è la prima cosa, si tratta di volerne uscire. Si, sto parlando di forza di volontà, ma non di quella di cui ci riempiono la testa le persone quando ci dicono: “Se vuoi dimagrire devi avere forza di volontà“.

Di voler guarire.

Perchè l’obesità, il bed, sono disturbi da accettare come tali e da curare come tali.

Si tratta di cambiare stile di vita, di sceglierne uno più sano. Non sto parlando di dieta. Un obeso o un binge eater, con molte probabilità hanno alle spalle più di un percorso di dieta fallimentare. Si tratta di rieducazione alimentare associata ad un percorso terapeutico specifico, che tenga conto sia di un bmi troppo elevato sia dell’aspetto psicologico.

Strumento utile di autoanalisi è il diario alimentare: può essere una pagina di quaderno, di agenda, un foglio elettronico, dove annotare tutto quello che si mangia durante la giornata, ora dopo ora. E’ altresi di aiuto segnare eventuali stati d’animo del momento.

Si avrà cosi a fine giornata un quadro complessivo di quello che realmente si è mangiato e di cosa ha potuto scatenare un eccessivo consumo di cibo.

Siamo tutti binge eaters?

Come scrivevo ad inizio articolo, situazioni di stress possono portare un individuo a mangiare diversamente: sia che questo si traduca in un maggior introito di cibo, che nella scelta sbagliata di cibi (in particolare pieni di grasso o dolci) . Tuttavia se gli episodi si protraggono per poco tempo o avvengono in maniera sporadica, non possiamo parlare di disturbo dell’alimentazione.

Tra i vari punti riportati nel DSM-IV troviamo infatti:

“Il comportamento alimentare incontrollato si manifesta almeno per 2 giorni alla settimana per un periodo di 6 mesi “

Conclusioni

Come in ogni cosa, i primi dottori del nostro corpo siamo noi stessi: una buona autoanalisi iniziale è qualcosa che renderà più facile la strada per la guarigione oltre che il lavoro per gli specialisti ai quali dobbiamo chiedere aiuto.
Non vergognatevi mai di parlarne: un primo contatto potete chiederlo al consultorio familiare del vostro comune. Non tutti sono predisposti con un centro per i DCA, ma tutti dovrebbero avere uno psicologo che potrà indirizzarvi al meglio.

Inoltre non dimenticate che per ulteriori informazioni potete fare riferimento al numero verde dell’ABA 800.16.56.16

Webgrafia:

http://www.psico-logos.it/documenti/articolo_obesita.htm

http://www.anoressia-bulimia.it/test-betq-revised

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6 Commenti »

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6 Risposte a “Io non mangio per fame: Il binge eating disorder”

  1. 1

    Layla dice:

    Il 30% dei grandi obesi ma massimo il 5% dei soggetti “semplicemente” obesi. Nessuna delle persone grasse che ho conosciuto mi ha parlato di episodi così sgradevoli, per fortuna, comunque spesso non viene visto il confine tra mangiata goduriosa (senza mal di stomaco, sensi di colpa e ingozzamento spasmodico di qualsiasi cibo commestibile) e abbuffata mostruosa. Temo che molti/e si sentiranno spinti a visualizzarsi come mostri tritatutto, ma spero di no! :-D

  2. 2

    Beatrice dice:

    Ciao a tutti. Mi chiamo Beatrice e ho 27 anni. sono alta 160cm e fino a 10 mesi fa pesavo 55/56 kg. ne grassa ne magra. i miei problemi sono iniziati lo scorso giugno. Ho incominciato ad andare due ore in palestra 7 gg su 7. Saltavo colazione e pranzo, concedendomi una cena normale. dopo circa tre settimane ecco i primi sintomi; amenorrea, fame perenne anche dopo incredibili abbuffate ( e per abbuffate intendo vere abbuffate) e malessere psicologico. dopo circa qualche mese ho deciso di concederemi piu cibo e ridurre il livello di attivita’ fisica, ma senza risultati. Fame perenne e abbuffate solitarie vergognose. tutto ruotava intorno al cibo. Ora cerco di mantenere un regime alimentare equilibrato, ma a distanza di mesi, non riesco piu a trovare quel piacevole senso di sazieta. sto molto male psicologicamente, vivo di sensi di colpa e quando mi trovo da sola, continuo comunque a dare il via a quantita spropositate di cobo:salato con dolce, crudo con cotto.. uno schifo solo a pensarci. sto vivendo all`estero e purtroppo non posso richiedere un consulto medico. avete qualche consiglio? come faccio a ritrovare quel benedettissimo senso di sazieta’ in grado di farmi sentire una persona normale??? premetto, non sono particolarmente in sovrappeso, ma sto male male male. vi prego aiutatemi.

  3. 3

    daniela dice:

    ciao beatrice! leggendo le tue parole ho detto:” sembro io qlc anno fa…”. mi chiamo daniela ed ho 30 anni. il senso di fame perenne che tu hai lo avevo anch’io quando facevo come te, saltando la colazione e il pranzo e mangiando solo a cena in modo quasi normale, sempre un po’ meno rispetto ad una cena normale. e le abbuffate (come dici tu, vere e proprie abbuffate!) che sono iniziate dopo alcuni mesi di questa vita nn servivano e nn bastavano piu’ a togliermi la fame! ci sn voluti molti mesi, tra alimentazione normale e abbuffate, x farmela passare, mi e’ passata solo quando ho di nuovo raggiunto il peso che avevo all’inizio di questa follia! ma dimmi, xche’ hai iniziato a saltare la colazione e il pranzo? e’ proprio questa la causa del senso di fame perenne! x dimagrire in modo sano bisogna evitare proprio questo, cioe’ saltare i pasti! mai farlo! se mangi 3-5 volte al giorno e’ meglio che mangiare una sola volta, soprattutto farlo solo di sera, dopo aver passato una giornata intera cn i crampi allo stomaco, le farfalline in testa, a desiderare il cibo e immaginare che cosa ci si potra’ concedere a cena! la conosco bene questa sensazione…
    cmq cn il tuo peso, 55-56 kg x 1 metro e 60, stavi bene, xche’ volevi perdere tutto sto peso cm avevi pensato di fare digiunando?a che peso sei arrivata dopo settimane di intensa attivita’fisica e semidigiuno?
    cmq, x farti passare il senso di fame devi solo ricominciare a mangiare in modo normale x un po’ di mesi, circa 5 o 6 mesi, ricomincia a fare colazione e a pranzare e lascia stare x un po’ l’ossessione x l’attivita’ fisica, mangia normale e pesati solo una volta al mese nn di piu’…questi sn i consigli del mio dottore, se ricominci a mangiare normale e lasciare x un po’ la palestra dovrebbe funzionare!
    io ho sofferto di disturbi alimentari x dodici anni, alternando anoressia e bulimia, 1 anno di amenorrea, esercizio fisico intenso, digiuni e fame perenne, poi pero’ mi sn fatta curare…
    cara, se vuoi rispondermi qui, fammi sapere qlcsa in piu’, mi farebbe piacere! un bacio

  4. 4

    naomi dice:

    ciao sono naomi, non conosco questo senso di fame perenne… io non ho più fame e non sono mai sazia allo stesso tempo, mangio per dovere e per sembrare normale agli occhi degli altri, troppo stanchi di vedermi sempre in bilico tra un 2 foglie d’insalata o l’intera spesa di una settimana.
    anoressia e bulimia, da 10 anni mi accompagnano, ho provato a farmi ricoverare, ma dopo due mesi mi hanno mandata a casa con una busta di carta che conteneva psicofarmaci per due giorni e tante scuse per giustificare la mia infinita sofferenza e il naufragio dell’ultimo tentativo di venirne fuori.
    sono stata seguita per due anni come esterna dalla psicologa che mi aveva in cura al centro dca.
    ad un certo punto ho cominciato a sentire che stavo meglio, ero forte,avevo voglia di fare, mi piacevo… ero 38 kg… ho lasciato la terapia, ho deciso che era la mia vita, era una parte di me.
    ho mandato a monte un matrimonio in meno di un’anno, ho allontanato tutto il mondo, e quando una nuova persona è entrata nella mia vita, ho dovuto fingere di non stare male ad ogni boccone, ho omesso abbuffate e vomito… fino quando ho capito che avrei perso anche lui…
    ho cominciato a mangiare a a mettere peso.
    adesso che lui mi ama io mi odio come poche volte sono riuscita a fare.
    volevo guarire… lo volevo per me…
    invece è stata la paura di restare sola a vincere! non passerà molto tempo prima che il peso torni ad essere l’unica cosa importante da quando apro gli occhi a quando li chiudo gonfi per le lacrime e il vomito.
    non so più cosa fare, ho 28 anni e sono stanca di vivere… non ho una vita… ho solo tanto odio per questa bestia che mi mangia l’anima

  5. 5

    beatrice dice:

    Cara Daniela, grazie per la tua preziosa risposta. Tutto e’ iniziato dopo aver saputo di essere stata ammessa d un Master in Inghilterra. amici e parenti mi hanno tartassato con frasi del tipo ” in bocca al lupo, in inghilterra si mangia davvero male…” oppure, “io sono stata tre mesi in inghilterra e ho preso 5 chili” ecc ecc. bombardata da queste frasi, mi sono imposta che a me non sarebbe successo. Vivevo cosi’ bene prima. ma Perdere peso ha cominciato poi a diventare una battaglia che dovevo vincere con me stessa. ero totalmenete fuori controllo. sono totalmente fuori controllo. rispetto a qualche mese fa, ho ripreso la maggioor parte dei chili persi nei mesi scorsi, ma purtroppo il senso di fame perenne non vuole abbandonarmi. Ogni volta che torno in Italia per visitare la mia famiglia, ho la capacita’ di far rimanre tutti a bocca aperta oper le immense quantita’ di cibo che riesco a ingurgitare. Una media di tre colazioni, pranzo, tre merende, cena e tre spuntini dopocena. mi faccio schifo. tanto da alzarmi di notte e sentire la necessita’ di vomitare, tante e’ il cibo che ho inghiottito durante il giorno.
    Non so se questa mia fame perenne sia di natura psicologica o fisiologica, ma l`idea di non essere mai mai mai mai mai sazia mi rende cosi’ vulnerabile e triste. non sono piu’ uno stecchetto, sono tornata ad essere normopeso, ma allora perche’ il mio corpo necessita perennemente di cibo? prima che iniziasse tutto questo, c’erano cibi che non mangiavo, questione di gusti. Ma ora, mangio di tutto, anche cibi che non avrei mai pensato di riuscire a mangiare. Nessuno tra i miei amici sembra davvero capire la sofferenza che mi porto dentro. Sono da sola a combattere con me stessa. Ho bisogno di un aiuto. Ma qui in inghilterra, non ho ancora la padronanza linguistica per chiedere un consulto medico ed esporrre le mie problematiche.
    Grazie per avere trovato il tempo di rispondermi Daniela.
    Un caro saluto,
    Bea.

  6. 6

    daniela dice:

    ciao beatrice…capisco quello che provi e il fatto di nn poter chiedere aiuto e’ un bel problema…hai parlato di voglia di vomitare di notte…ma poi ti provochi il vomito? voglio dire, lo fai davvero o lo desideri solamente? se entri in questo circolo vizioso, la situazione diventa ingestibile da sola…
    cmq, io nn vorrei apparirti cm la maestrina che si permette di dare insegnamenti a dx e sx…nn sn degna di dare consigli a nessuno, xche’ nessuno e’ pazzo come sn pazza io in questo momento…il mio dca nn e’ niente paragonato a quello che che mi e’ successo il 18 agosto 2009…se avessi saputo quali sn i veri problemi della vita me ne sarei strafegata del peso, della magrezza, dell’esercizio fisico intenso, di tante energie e tanto impegno messo nel saltare i pasti…
    vedi, nn voglio angosciarti troppo cn i miei problemi xche’ cmq in questo momento hai il tuo che ti sembra insormontabile…e’ solo x farti capire che puoi farcela a superare il tuo problema alimentare…dunque, tagliando corto,il 18 agosto 2009 e’ morto mio figlio, la sera prima del cesareo programmato, ero di 39 settimane, al termine della gravidanza e il 19 agosto alle 8 di mattina avevo il cesareo…mio figlio e’ morto il 18 sera, alle 19, x distacco di placenta…nn ti voglio angosciare ulteriormente…ti mando un grosso bacio
    a presto

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