Logo

Dietologica

Eva, il Serpente e la Mela Candita

Dieta vegetariana e anemia

vitamina b12Una dieta non equilibrata può determinare carenze nutrizionali responsabili di alcune patologie.

Il nostro organismo non è in grado di produrre alcune sostanze indispensabili per le funzioni vitali delle cellule, come la vitamina B12 e l’acido folico, per cui è indispensabile l’apporto di queste sostanze attraverso una corretta abitudine alimentare.

Una delle cause più comuni da carenza di vitamina B12 è la dieta vegetariana.

La carenza di questa vitamina determina un’alterazione secondaria del metabolismo dei folati con conseguente carenza anche degli stessi. Il risultato sarà un’anemia megaloblastica, così chiamata per le modificazioni di volume che subiscono i globuli rossi definiti megaloblasti per le loro grandi dimensioni.

Clinicamente si manifesta con i sintomi dell’anemia:

  • Astenia e facile esauribilità fisica
  • Dispnea anche al piccolo sforzo
  • Pallore

Le fonti di vitamina b12 sono gli alimenti di origine animale. Fonti preferenziali (>10 μg/100 g)…

…sono gli organi animali e i molluschi; è presente (1-10 μg/100 g) anche nel tuorlo d’uova, nella carne e nel pollame, nel pesce nei formaggi fermentati e nel latte in polvere (il latte e latticini contengono meno di 1 mg/100 g). Contrariamente alla credenza comune e a quanto riportato da fonti vegane non esistono forme umanamente attive (cioè che l’organismo umano può utilizzare) nelle alghe come nori o spirulina.

Le fonti di acido folico sono le verdure a foglie verdi come gli spinaci, i broccoli, gli asparagi e la lattuga, nei legumi come i fagioli e i piselli, nei cereali, nel lievito di birra, in alcuni frutti come arance, le fragole, nocciole. Modeste quantità sono presenti invece nel tuorlo d’uovo, nelle barbabietole, nel riso, nel pane nella pasta.

Le verdure fresche in foglia, conservate a temperatura ambiente, possono perdere fino al 70% del loro contenuto di folati in tre giorni. Perdite considerevoli si verificano anche per diluizione nell’acqua di cottura (fino al 95%) e per esposizione al calore. Nonostante tutto, comunque, la normale alimentazione (nelle popolazioni “ricche”) copre usualmente il fabbisogno giornaliero di 0,2 mg.

Negli alimenti la vitamina B12 è presente sottoforma di metilcobalamina ed adenosilcobalamina. La carenza di metilcobalamina determina una diminuita sintesi di colina e fosfolipidi con deficit della metilazione della proteina basica della mielina, mentre la carenza di adenosilcobalamina crea un accumulo di succinil CoA e conseguente formazione di grassi e lipidi neuronali anomali, per cui all’anemia si associano anche lesioni neurologiche per la demielinizzazione neuronale delle fibre nervose con degenerazione assonale che può sfociare nella morte del neurone.

La sintomatologia neurologica regredisce  solo se si inizia la terapia prima che si siano verificati danni irreversibili alle cellule neuronali.

Infine, se la carenza di vitamina B12 è legata ad un deficit di assorbimento, come accade nell’anemia perniciosa, i sintomi dell’anemia sono accompagnati da una patologia gastrointestinale (tipica è la glossite di hunter).

Una carenza di folati determina la comparsa degli stessi sintomi clinici dell’anemia da carenza di vitamina B12 ad eccezione della sintomatologia neurologica.

[Bibliografia: corso di malattie del sangue e degli organi emolinfopoietici - ESCULAPIO]


Nessun Commento »

Puoi lasciare una risposta utilizzando il modulo in fondo. Il trackback non è attualmente abilitato.


Vuoi essere il primo a lasciare un commento per questo articolo? Utilizza il modulo sotto..

Lascia un commento




Il tuo commento: