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Dietologica

Eva, il Serpente e la Mela Candita

Archivio per settembre, 2008

La dieta della birra e dell’acqua

Se ne sentono davvero di tutti i colori.

Noi di Dietologica andiamo a spulciare per voi i più famosi siti internazionali e oggi vi facciamo sorridere con questa notizia, pubblicata su Die Zeit tedesco, forse a fronte dell’imminente OktoberFest!

Bevo birra e dimagrisco!

Il conto, su cui si basa questa speranza, è il seguente:
Per riscaldare di un grado un grammo d’acqua, occorre una caloria.
Se bevo quindi due litri di birra fredda, circa 2000 grammi, la riscaldo nel corpo da 7 a 37 gradi, brucio quindi 60.000 calorie.
Da quelle, devo sottrarre circa 800 calorie ingerite con la birra. Resta ancora un consumo di calorie gigantesco, dunque si dimagrisce! 
 
Alla base di questo ragionamento però c’è un errore concettuale: le “calorie”, di cui parliamo nel calcolo sopra citato, sono solo un’espressione colloquiale per riferirsi alle chilocalorie. Il nostro corpo non genera però 60.000 chilocalorie per riscaldare la birra, ma ne genera solamente 60 (cioè 60.000 “piccole calorie”) e questa quantità è solo una frazione del valore nutritivo. D’altronde la forma corporea tipica di tanti bevitori è forse la dimostrazione più evidente che questa teoria è falsa (anche se l’associazione dei birrai non si stancherà di sottolineare che lo stomaco da birra non è causato dalla birra, ma dai cibi assunti).   
 
Ancora più sorprendente, alla luce di ciò, sembra una notizia apparsa quattro anni fa: Un studio del Charité di Berlino e dell’istituto tedesco per la ricerca nutrizionale è arrivato al risultato che l’acqua fredda possa, in effetti, aiutare a perdere peso.

Il ricercatore Michael Boschmann aveva valutato che due litri d’acqua fredda, portati alla temperatura corporea, faccessero bruciare fino a 100 chilocalorie, dunque circa il doppio dell’effetto termico vero e proprio. Il motivo: l’acqua attiva il sistema nervoso vegetativo e  il corpo accelera la distruzione delle sostanze nutritive. Assieme ad una dieta, bere acqua può essere dunque di aiuto, sostiene il ricercatore.

Peccato che il sogno della dieta miracolosa si basi purtroppo su un errore di calcolo!

Mediterranea o iperproteica?

Ieri abbiamo parlato della deita Iperproteica, valutandone pro e contro in questo articolo: Iperproteica o mediterranea?

Oggi invece parliamo di quella mediterranea.

Pro:

  • mantiene la sazietà più a lungo
  • dimostra una prevenzione significativa nei confronti della mortalità per qualunque causa e una diminuzione dell’incidenza delle principali patologie cronico-degenerative come quelle del cuore e dei vasi, i tumori, il morbo di Parkinson e quello di Alzheimer
  • a lungo termine (5 anni) la percenutale di chi smette di seguire questa dieta e riprende peso e maggiore di chi segue una dieta mediterranea

Contro:

  • si perde peso più lentamente
  • si è un pò più gonfi
  • richiede più tempo per preparare e misurare gli alimenti (pesare la pasta, il pane e la carne)

Funzionare, funziona!

Ma più lentamente!

RIchiede costanza e accuratezza.

Ma una volta abituati a mangiare un piccolo piatto di pasta o variare i cereali, magari alternandoli a quelli meno raffinati, diventa un regime alimentare da poter fare sempre!

Purtroppo sembra che sempre meno italiani la seguano!

E voi che regime alimentare seguite?

[Fonte Corriere della Sera]

Iperproteica o mediterranea?

Ogni dottore propone la sua teoria, la sua dieta, le sue ricette, ma lo spartiacque delle diete è la divisione tra iperproteiche o mediterranee (cioè con più carboidrati che proteine).

Valutiamo assieme i pro e i contro di una dieta iperproteica:

Pro:

  • fa dimagrire più velocemente a breve termine (5 mesi)
  • gli alimenti proteici abbassano la densità calorica (a patto che vengano scelti tra alimenti magri). Per esempio con petto di pollo a pranzo e a cena, più insalata a volontà condita con poco olio non si superano le 500 kcal
  • appagano il gusto, perché sono buoni e impegnano la masticazione dando soddisfazione
  • aumentano l’aderenza a una dieta per aumento del senso di sazietà

Contro:

  • troppe proteine costringono ad un superlavoro di fegato e reni per smaltirle
  • troppe proteine possono causare aterosclerosi, tumori, osteoporosi, ipertensione, calcolosi urinaria e gotta causati dal colesterolo e dai grassi presenti negli alimenti proteici
  • i cabroidrati consentono di rimanere sazi più a lungo
  • a medio termine (1 anno) la percentuale di dimagrimento è uguale per chi segue una dieta iperpoteica e una mediterranea
  • a lungo termine (5 anni) la percenutale di chi smette di seguire questa dieta e riprende peso e maggiore di chi segue una dieta mediterranea

Funzionare funzionano! Anzi!

Però bisogna pensare che non possono diventare uno stile di vita, ma possono essere fatte solo per un breve periodo.

Conosco gente che sta ancora lottando con il colesterolo alto e i trigliceridi causati da diete iperproteiche. Ma non capita a tutti.

E se non può diventare uno stile di vita, forse è il caso di interrogarsi sull’attuale stile di vita, modificando alcune cose.

Perchè perdere peso è anche relativametne facile! Mantenere la perdita, questo è molto più difficile!

 [Fonte Corriere della Sera]

Sorridiamo!

Attività fisica

Abbiamo sempre sostenuto l’importanza dell’attività fisica.
Però per attività fisica bisogna distinguere in due tipi: quella attiva e quella “passiva“!.
Per attiva intendo quella sportiva vera e propria: corsa, palestra, nuoto, aerobica e chi più ne ha, più ne metta.
Quella attiva è importantissima per perdere peso, divertirsi, tonificare il corpo e svagarsi, ma è anche la prima che salta se abbiamo un periodo no.
Infatti l’ora della palestra è quella che ti richiede anche lo spostamento per andare e tornare, il tempo della doccia e di cambiarsi e alla fine vanno via quasi due ore.
E se ci sono problemi in ufficio o in famiglia, non è facile ritagliare tempo per sè.
Invece c’è quella passiva che, se diventa un’abitudine, facciamo sempre.

Alcuni trucchi:

  • parcheggiare nel posto più lontano, questo fa si che ogni giorno, se saremo abituati a quel posto parcheggeremo lì, anche se siamo di fretta
  • stampare alla stampante più lontana
  • andare al bango più lontano (che di solito è meno frequentato e più pulito)
  • non avere i sacchi di riciclaggio e portare giù carta, plastica e vetro ogni volta (o giorno)
  • cambiare edicolante
  • cambiare panettiere
  • fare la strada più lunga
  • le scale (solito consiglio che danno tutti)

Vi sembrerà banale, ma se diventa un’abitudine la farete sempre. Anche se non avete le due ore per fare palestra.

Alcune abitudini le stabilizzerete, altre meno.

Ma vi seguiranno per sempre e consentiranno di tenere sempre in movimento il metabolismo!

6 segnali di una dieta non sana

Ecco alcuni segnali che rendono una dieta dubbia

1. Promesse di perdere peso troppo rapide.

2. Si concentra solo su particolari tipi di cibi.

3. Non viene consigliato esercizio fisico.

4. Offrono una spiegazione troppo semplicistica del problema obesità.

5. Elenca una serie di cibi da proibire senza una valida motivazione.

6. Invita a non mangiare un alimento in associazione con un altro e non spiega perchè lo fa.

Una settimana con Dietologica

Miss Italia: davvero il canone di bellezza delle italiane?

Si chiude stasera il concorso più patinato dell’anno. Chi sarà la nuova Miss Italia?

Nonostante il Patron Enzo Mirigliani e la figlia si dicano contro l’anoressia, l’anno scorso ha vinto il concorso di Miss Italia Battisti Silvia, una ragazza alta 181 cm, peso 51 kg e dal BMI 16. Non anoressica, o almeno non dichiarata tale, ma sottopeso.

Bella, per carità, però… un pò magra. Visto che secondo il documento firmato dall’ex-ministro Melandri non potrebbe sfilare, perchè è stata ammessa al concorso? E perchè ha vinto?

Le polemiche di quest’anno di un’altra concorrente, Benedetta Mazza, 173 cm che veste una 44, hanno rimesso la pulce nell’orecchio dei benpensanti.

Le malelingue dicono che la concorrente abbia invece messo le mani avanti e alzato un polverone, anche per farsi notare.

Non so, però se è vero che hanno criticato la sua taglia 44… ciò è davvero sbagliato, perchè è una bella ragazza, e per nulla grassa. Se per vincere bisogna portare una 38, invece, molte cose appaiono più chiare!

E voi che ne pensate?

Miss Italia rappresenta davvero le donne italiane?

The Ultimate New York Diet

Ancora non se ne sente parlare molto in Italia, ma noi di Dietologica siamo troppo mitici e ve la facciamo conoscere in anticipo. Sto parlando della “Ultimate New York Diet”.

L’ha inventata David Kirsch, famoso personal trainer Newyorkese. La sua teoria è che con la sua dieta si arrivano a perdere anche 6 chili, 12 centimetri nel punto vita e una buona percentuale di grasso corporeo durante le prime due settimane di dieta.

Il piano si basa su un basso contenuto di carboidrati e un alto contenuto di proteine.

Fase 1
Due settimane Non mangiare: alcol, pane, amidacei, glucidi, prodotti latto-caseari, caffè, dolci, frutta e la maggior parte dei grassi. Mangiare invece: frutta a guscio, petto di pollo, funghi, bianchi d’uovo, salmone. Calorie giornaliere: 800-1.000.

Fase 2
Due settimane. Simile alla fase 1, ma con l’aggiunta di un incremento giornaliero di carboidrati (ad esempio, fagioli, patate dolci, bacche, mele). Calorie giornaliere: 900-1.000.

Fase 3
Alcuni degli alimenti proibiti della fase 1 possono essere introdotti con moderazione.

Pro

  • Il libro ha un sacco di materiale, tra cui ricette, ed è ben scritta la sezione dedicata allo sport. Descritti un certo numero di workout con immagini e diagrammi. Spesso viene utilizzata come attrezzo la palla medica.
  • Vi è un utile sezione dedicata a cosa mangiare quando si è fuori casa.
  • Il libro ha una bibliografia notevole, cosa rara in un libro dedicato a una dieta.

Contro

  • Una dieta molto restrittiva.
  • Le calorie raccomandate sono veramente troppo poche.
  • Gioca il suo ruolo sulla gratificazione dei primi giorni in cui realmente si perde peso ma poi?
  • Il libro porta come modello a cui ispirarsi la modella Heidi  Klum che ha fatto proprio questa dieta. Non è sano ispirare una dieta a una modella, qualcuno la cui carriera si fonda sul controllo del proprio peso e basta.

Il diario alimentare

Prendo spunto da questo articolo del Corriere della Sera per parlarvi di una tecnica noiosa, ma davvero ottima: tenere un diario alimentare.

Il diario alimentare è uno strumento che ci consente di rivedere con calma la nostra alimentazione, valutarla obbiettivamente (quante cose il cervello tende a cancellare) e vedere i nostri errori o problemi per rimediarli.

E’ uno strumento utile peri il medico per avere un’idea di cosa e quanto mangia il paziente, di quali sono i suoi comportamenti nei confronti del cibo, di come distribuisce i pasti nella giornata nonché di quante calorie assume. Alla persona che deve perdere i chili di troppo, il diario serve per rendersi conto di quanto mangia effettivamente, degli errori commessi e delle abitudini scorrette che possono facilmente essere modificate. Inoltre il fatto di scrivere l’elenco di ciò che si mangiano può aiutare a dare un taglio ai cibi e alle calorie.

Innanzitutto il diario alimentare varia da DCA a DCA:

Il diario alimentare di un’anoressica e bulimica deve contenere un paio di colonne non necessarie ad  un’obesa che indicheranno se il pasto è stato normale, un’abbuffata o dietetico, ma soprattutto la colonna che segna il tipo di “compensazione” attuata, dove si indicherà se e quale condotta di eliminazione è stata impiegata (vomito, lassativi, diuretici, attività fisica).

Entrambi i diari devono contenere colonne che indichino: Data, Ora, Dove, Con chi, Tipo di Situazione, Che cosa, Quantità, Livello di fame, Livello di sazietà, Ho mangiato ciò di cui avevo voglia? Ho mangiato lentamente e gustando? Stato d’animo Emozione/sentimento predominante.

Il diario serve anche a chi è a dieta da un pò e non riesce a capire gli errori commessi: riguardandoli si possono scoprire tante cose.

Purtroppo è uno strumento tanto utile quanto noioso, si deve compilare sempre dopo ogni pasto, ma un modo può essere utilizzare emoticons per i pasti soddisfacenti o quelli che sono andati come ci eravamo ripromessi.

Nei prossimi giorni vi dirò alcuni trucchi per ovviare a certi errori, che scopriremo solo dopo aver compilato il diario.