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Dietologica

Eva, il Serpente e la Mela Candita

L’obesità è una malattia sociale

L’obesità è una malattia perchè non si sceglie di diventare obesi, si diventa.

E’ sociale perchè la società non fa nulla per rendere più difficile cadere in questa malattia e perchè i costi sociali, derivanti da questa malattia, che ora viene sempre più definita epidemia, sono costantemente in aumento.  

Cibo in abbodanza ed ipercalorico, fast food e pub, ristoranti etnici e nostrani, happy hour e cene fuori, i momenti di socializzazione oggigiorno ruotano principalmente attorno al cibo.  

E se una volta c’era la Sagra del Paese, oggi la rapidità degli spostamenti, l’accessibilità di luoghi lontani e la diffusione delle informazioni hanno fatto sì che si possa visitare tutte le sagre di tutti i paesi, più o meno vicini.  

L’ambiente poi non ci aiuta in senso inverso: ascensori, auto, telecomandi, internet e la possibilità di comprare tutto on-line, i giochi elettronici, le chat e  il cellulare hanno cambiato lo stile di vita di grandi e piccini, facilitandoci la vita e cambiando i momenti di aggregazione, i giochi e trasformando la società.  

Una città a prova di obesi, invece, potrebbe aiutare a bruciare più calorie di una semplice riduzione del regime alimentare.

Certo bisognerebbe ripianificare l’urbanizzazione, rivedere la presenza e la frequenza dei trasporti pubblici, creare più parchi, meno centri commerciali e più campi gioco.   

Una città del genere è al vaglio di una think tank con base a Londra. E dopo aver pensato di pagare gli obesi per dimagrire, si pensa di farli muovere di più come descritto in questo articolo sulla città che fa dimagrire.

Magari tra una decina d’anni ne parleranno anche i nostri politici.  


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