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Dietologica

Eva, il Serpente e la Mela Candita

Archivio per febbraio, 2008

Brideorexia: Magra per un giorno

matrimonio.jpgSposarsi si sa mette in agitazione qualsiasi donna. Un recente studio pubblicato su Appetite ha evidenziato che il 70% delle donne nel periodo prematrimoniale cerca di perdere almeno 10 chili, il 20% ha scelto estremi rimedi quali la fame, il digiuno, la dieta liquida, l’abuso di lassativi o vomitare. Questa forma di disturbo del comportamento alimentare è chiamata Brideorexia.

E voi prima del matrimonio avete sofferto di brideorexia?

Dimagrire mangiando: i cicli futili

Vi abbiamo già spiegato come funziona il metabolismo e come dimagriamo.

Oggi vorremmo spiegarvi come ingannare il proprio metabolismo: mangiando.

Se il metabolismo si blocca in mancanza di cibo, esso riparte proprio in presenza dello stesso.

La regolarità nei pasti e la suddivisione nell’arco della giornata in 5 periodi diversi  (colazione, pranzo e cena più due spuntini) fanno sì che il metabolismo sia sempre stimolato.

Il corpo infatti, si abitua alla regolarità della somministrazione del cibo e ritenendo di non essere in un regime di restrizione e privazione, effettuerà un ciclo futile (cioè brucerà circa 200 calorie “gratis” per niente). Perché? Proprio perché sa che c’è cibo e ne arriverà ancora, sempre alla stessa ora, sempre nelle stesse quantità.

Ecco perché saltare un pasto “non paga”. Il metabolismo non farà un ciclo futile, e inoltre rallenterà per paura che siano in arrivo altri momenti di restrizione.

Tra le calorie non bruciate del ciclo futile e quelle risparmiate a causa del rallentamento del metabolismo, il nostro pasto da 600 calorie ci lascia solo frustrati e affamati, ma non cambia il nostro peso.

Inoltre saltare il pasto psicologicamente ci porta ad essere più tolleranti con uno sgarro (non ho mangiato, allora mi concedo un gelato o uno snack)

Infine il pasto successivo si tenderà a mangiare sicuramente di più del solito, ma il metabolismo si è nel frattempo rallentato, e quindi si andrà in accumulo.

Voi non ci crederete, ma la maggior parte della gente che salta un pranzo prende peso, anziché perderlo.

Quindi se volete dimagrire, bene, costantemente e senza privazioni, mangiate sempre quanto previsto dalla vostra dieta e mantenete sempre gli stessi orari, il vostro corpo vi ringrazierà.

La tortura del Gavage

mauritania1.jpgOgni paese ha una sua idea di bellezza. Un esempio è la Repubblica islamica della Mauritania che ha un punto di vista opposto rispetto a quello dell’Occidente.

Per gli uomini qui, grassa è sexy.

E in questa regione patriarcale, molte donne della Mauritania fanno tutto il possibile per esserlo. L’obesità femminile rappresenta un atto di potenza,  ricchezza e bellezza.

Purtroppo non c’è niente da sorridere. Molte bambine in questa terra vengono sottoposte a una terribile alimentazione forzata chiamata “Gavage” che tradotto vuol dire ingozzamento.  Che abbiano 5 anni o che ne abbiamo 19 sono costrette a bere fino a 5 litri di grasso di cammello o di latte vaccino al giorno e a mangiare per ore e ore. Se una ragazza si rifiuta o vomita, il capo villaggio chiama una persona che torturerà la ragazza con un bastone sui piedi, le tirerà le orecchie, pizzicherà il suo interno coscia, le piegherà le dita all’indietro o le farà bere il suo vomito.

Oggi  il governo sta tentando di far sparire questa terribile pratica spingendo le persone alla cultura del corpo sano. Tuttavia, vecchi stereotipi sono difficili da cambiare in un ambiente che non è inondato dai  mass media.

Quasi 3/4 delle donne mauritane non guarda la televisione e ancora di più non ascolta la radio.

[Via Nytimes]

L’anoressia è una malattia mortale

Come già scritto nell’articolo Anoressia e siti pro-ana, in rete si trova un pò di tutto.

Questo video è davvero scioccante, ci mostra quante persone non ce l’hanno fatta a sopravvivere a questa malattia.

E tu, se soffri d’anoressia, non aspettare ancora, fatti aiutare!

Per la traduzione del testo clicca su
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Splenda, sucralosio o veleno?

dolcificante.jpgIn America infuriano le polemiche su un dolcificante derivato dal Sucralosio, il suo nome è SPLENDA. Veganlink ci racconta che per testare questo dolcificante sono morti 12.800 animali. In rete si discute se sia realmente uno zucchero o no.
I produttori e i raffinatori affermano che non lo è. Splenda è prodotto da un procedimento chimico ed è commercializzato attraverso una astuta campagna pubblicitaria, finalizzata a disinformare i consumatori, costata a Johnson & Johonson più di 100 milioni di dollari. Gli effetti tossici li trovate descritti sul sito Splendaexposed.

Non finisce qui. La società produttrice di questo zucchero dietetico ha comprato 211 domini internet tra cui Splendakills.com, Spendapoison.com, Splendavictims.com. Un elaborato e insidioso gioco per prevenire ogni forma di pubblicità negativa in rete.

Meglio preferire un cucchiaino di normalissimo zucchero piuttosto che insidiosi dolcificanti di dubbia provenienza.

Una settimana con Dietologica

Morire per un intervento di chirurgia bariatrica

La scelta di sottoporsi a chirurgia dell’obesità per poter dimagrire non è mai facile. Ha salvato la vita a tantissime persone da morte certa ma è giusto che si sappia che ha anche tolto la vita a tanta altra gente.

Giuseppe Colasuonno, 35 anni, di Andria (Bari) , il 2 febbraio scorso si era sottoposto ad un intervento di chirurgia bariatrica alla clinica ‘La Madonnina’ a Bari. Pesava 203 chili. A due settimane dal’intervento lo trasportano d’urgenza in ospedale perchè in preda a forti dolori. Non ce l’ha fatta.

Per ora il Pm del tribunale di Bari ha sequestrato la cartella clinica della vittima aprendo un’indagine per omicidio colposo, ed ha nominato un medico legale per l’autopsia.

La notizia si può leggere sulla Gazzetta Del Mezzogiorno o su PupiaTV.

La chirugia è una scelta che deve essere fatta proprio quando si è allo stremo e si è provato di tutto. Se questa è la vostra scelta cercate di trovare un ospedale attrezzato a questi interventi,  meglio quello di una grande città che uno di provincia. Informatevi che ci sia una sala rianimazione nell’ospedale e scegliete di operarvi sempre dai medici che hanno la più alta casistica di successi.

Le perle di saggezza della dieta ovvia

dietaovvia.JPGQuando ho visto la prima volta questo libro, il primo pensiero è andato al curioso titolo… il secondo all’autore. Chi poteva mai chiamare una dieta ovvia? Ma soprattutto un libro che parli di diete non avrebbe dovuto scriverlo un medico o uno specialista del campo? E invece no, questo lo ha scritto il noto agente letterario londinese Ed Victor, noto per essere il secondo, in Inghilterra, nell’elenco dei “più invitati” ospiti alle cene di gala locali.

E ora provate a indovinare perchè l’ha chiamata dieta OVVIA.

Ma per l’ovvietà dei consigli… ovvio no?!?

Il libro non è altro che un’accozzaglia dei soliti consigli dietologici: bere due litri di acqua al giorno, mangiare frutta e verdura, meno calorie più sport, non mischiate proteine e carboidrati nello stesso pasto e via dicendo con altre ovvie regole rubate da mille diete diverse. Una perla tra tutte? L’autore suggerisce che per curare una intolleranza alimentare verso una sostanza basta astenersi completamente da quel cibo incriminato per un lungo periodo di tempo. Peccato che si sia scordato di avvertire che questa è una pratica pericolosa e in grado di provocare uno shock anafilattico appena tornerete a mangiare quell’alimento.

Anoressia e siti pro-ana

Internet ha sicuramente rivoluzionato il nostro modo di comunicare, di informarci e anche di vivere. Quindici anni fa era quasi impensabile fare la spesa on-line mentre si consultava il giornale americano, si leggeva il blog dell’amica australiana e magari si chattava con quella africana.

La rete è un coacervo di informazioni e in rete si trova di tutto: dalle pillole dimagranti ai siti o blog pro-ana, dai consigli per bulimiche a diete di tutti i tipi.

Fortunatamente basta saper cercare bene e ci sono anche buoni consigli ed indicazioni, introdotti, magari come il video qui sotto, da immagini shock!

Per la traduzione del testo clicca su Continua…

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L’obesità è una malattia sociale

L’obesità è una malattia perchè non si sceglie di diventare obesi, si diventa.

E’ sociale perchè la società non fa nulla per rendere più difficile cadere in questa malattia e perchè i costi sociali, derivanti da questa malattia, che ora viene sempre più definita epidemia, sono costantemente in aumento.  

Cibo in abbodanza ed ipercalorico, fast food e pub, ristoranti etnici e nostrani, happy hour e cene fuori, i momenti di socializzazione oggigiorno ruotano principalmente attorno al cibo.  

E se una volta c’era la Sagra del Paese, oggi la rapidità degli spostamenti, l’accessibilità di luoghi lontani e la diffusione delle informazioni hanno fatto sì che si possa visitare tutte le sagre di tutti i paesi, più o meno vicini.  

L’ambiente poi non ci aiuta in senso inverso: ascensori, auto, telecomandi, internet e la possibilità di comprare tutto on-line, i giochi elettronici, le chat e  il cellulare hanno cambiato lo stile di vita di grandi e piccini, facilitandoci la vita e cambiando i momenti di aggregazione, i giochi e trasformando la società.  

Una città a prova di obesi, invece, potrebbe aiutare a bruciare più calorie di una semplice riduzione del regime alimentare.

Certo bisognerebbe ripianificare l’urbanizzazione, rivedere la presenza e la frequenza dei trasporti pubblici, creare più parchi, meno centri commerciali e più campi gioco.   

Una città del genere è al vaglio di una think tank con base a Londra. E dopo aver pensato di pagare gli obesi per dimagrire, si pensa di farli muovere di più come descritto in questo articolo sulla città che fa dimagrire.

Magari tra una decina d’anni ne parleranno anche i nostri politici.